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Agosto 2019
eventiesagre.it
Agosto 2019
Numero Evento: 21058696
Eventi Festival
Time In Jazz
32° Festival Internazionale Del Jazz
Date:
Dal: 07/08/2019
Al: 16/08/2019
Dove:
Logo Comune
Sardegna - Italia
Contatti
Tel.: 079 70 30 07
Cell.: 320 38 74 963
Fonte
Ufficio stampa Time in Jazz
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento

Time In Jazz

32° Festival Internazionale Del Jazz

Da Mercoledì 07 a Venerdì 16 Agosto 2019 -
Berchidda (OT)

Time In Jazz - Berchidda

Dal 7 al 16 agosto 2019 risuonerà la musica della 32^ edizione di Time in Jazz a Berchidda (Ss) e in altre località del nord Sardegna.

Il festival diretto da Paolo Fresu quest'anno ospiterà: Nils Petter Molvær, Omar Sosa, Gegè Munari, Ornella Vanoni, Danilo Rea, Claudio Fasoli e l'Orchestra Mirko Casadei.

Un'edizione che si riconosce sotto il titolo "Nel mezzo del mezzo": come il numero 32 che la connota e che, come spiega Fresu nella sua presentazione, "si colloca tra il 31 - naturale prosecuzione del primoriale e semiperfetto 30 - e il 33, palindromo della maturità e degli anni di Cristo oltre che numero che indica l'inizio e la fine delle cose"; nel mezzo come "un'isola, la Sardegna, che sta idealmente tra l'Africa e l'Europa (…) una "Terra di mezzo" in quell'"oceano contemporaneo delle nuove migrazioni degli anni Duemila" che è il Mediterraneo.

La giornata inaugurale offre anche uno dei momenti più significativi di questa edizione numero trentadue di Time in Jazz: nel ventennale della scomparsa di Fabrizio De André, il festival ritorna a far tappa a L'Agnata, la tenuta nei pressi di Tempio Pausania che a metà anni Settanta divenne la dimora del grande cantautore genovese. Protagonista dell'omaggio a "Faber", Danilo Rea in una serata (con inizio alle 18.30) che rinnova quello che è stato un "must" per diverse edizioni di Time in Jazz (dal 2005 al 2011, con una ripresa due estati fa) e che negli anni ha visto esibirsi all'Agnata, oltre allo stesso pianista romano, Maria Pia De Vito e Rita Marcotulli, il compianto Gianmaria Testa con Paolo Fresu e Lella Costa, Ornella Vanoni, Morgan, Teresa De Sio, Cristiano De André. Musiche, volti e emozioni che tanta parte hanno in "Faber in Sardegna", il documentario diretto nel 2015 da Gianfranco Cabiddu che verrà proiettato subito dopo il concerto proprio a L'Agnata.

Dopo le prime giornate itineranti tra diverse località del circuito Time in Jazz (tra i protagonisti dei concerti il sassofonista Claudio Fasoli in trio e in quartetto, i pianisti Simone Graziano, Ramberto Ciammarughi e Dino Rubino, il quartetto del contrabbassista Francesco Ponticelli, il duo Modus Operandi del trombettista Giovanni Falzone con il batterista Alessandro Rossi e quelli voce/pianoforte di Monica Demuru con Natalio Mangalavite e della cantante algherese Franca Masu con la pianista siciliana Sade Mangiaracina) i riflettori si accendono per la prima volta sul palco centrale del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda, la sera di domenica 11 agosto. Ed è un evento davvero speciale quello in programma con inizio alle 21.30: "Tempo di Chet. La versione di Chet Baker", la produzione del Teatro Stabile di Bolzano nata dalla fusione e dalla sovrapposizione tra la scrittura drammaturgica di Leo Muscato e Laura Perini e la partitura musicale curata e interpretata dal vivo da Paolo Fresu alla tromba e al flicorno con Dino Rubino al piano, Marco Bardoscia al contrabbasso e le voci evocative di un cast composto da Alessandro Averone, Rufin Doh, Simone Luglio, Debora Mancini, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza e Laura Pozone. Parole, immagini e musica per rievoca uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento, Chet Baker, jazzista tanto maledetto quanto leggendario.

Lunedì 12 Piazza del Popolo accoglie i primi ospiti internazionali di questa edizione del festival, il pianista Omar Sosa e la violinista Yilian Cañizares con il loro progetto "Aguas" (pubblicato su disco lo scorso ottobre): una miscela coinvolgente e creativa di jazz, musica classica e delle radici afrocubane dei due artisti, affiancati dal percussionista venezuelano Gustavo Ovalles come special guest.

Altri suoni e atmosfere, martedì 13, con l'atteso ritorno a Time in Jazz, dopo diciotto anni, di Nils Petter Molvaer, già tra i protagonisti della memorabile edizione del festival dedicata alle trombe, nell'agosto 2001. Classe 1960, profeta, pioniere e ambasciatore nel mondo delle nuove tendenze del jazz nordico, capace di unire generi e stili differenti - jazz, ambient, house, elettronica, hip hop, rock - e rimodellarli con naturalezza in originali paesaggi sonori di profonda intensità, il trombettista norvegese approda a Berchidda con l'inconfondibile suono del suo strumento alla testa di un gruppo con Johan Lindstrøm alla chitarra, Jo Berger Myhre al basso e Erland Dahlen alla batteria.

Riflettori nuovamente puntati su Paolo Fresu, la sera del 14 agosto, stavolta impegnato in una produzione originale del festival, in trio con il bandoneonista Daniele di Bonaventura (col quale condivide da anni un riuscito sodalizio artistico) e il violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum (una collaborazione nata sulla scia dell'album "Alma" di Paolo Fresu e Omar Sosa, uscito nel 2012 per la Tuk Music).

La serata del 15 di Time in Jazz in Piazza del Popolo è come sempre divisa in due set: il primo vede quest'anno sul palco un'autentica icona della canzone italiana, Ornella Vanoni. Poi, nella seconda parte (con ingresso gratuito), tolte transenne e poltroncine, spazio alla consueta festa di Ferragosto: a menare le danze, quest'anno, sarà l' Orchestra Casadei che, guidata dal 2000 da Mirko Casadei, intreccia suoni e sapori di generi musicali di svariate provenienze; il liscio, marchio della dinastia romagnola, diventa trasversale, contamina e si fa contaminare, incrociando reggae, ska, taranta, altri ritmi e generi. Esperienze che arrivano anche dagli incontri live che hanno visto Mirko Casadei in jam session con artisti come Goran Bregovic, Frankie hi-nrg mc, Roy Paci Aretuska, Eugenio Bennato, Massimo Bubola, Gloria Gaynor, Kid Creole, Morgan, i Modena City Ramblers e, lo scorso anno, l'Orchestra della Notte della Taranta e Paolo Fresu.

Ripetendo l'esperienza dell'anno scorso, tutte le serate in piazza del Popolo avranno un dopoconcerto all'insegna dei dj set d'autore nella piazzetta adiacente il palco: protagonista DJ Rocca (al secolo Luca Roccatagliati), producer e musicista attivo da metà anni Novanta, già dj resident di un locale di culto per la club culture qual è stato il Maffia di Reggio Emilia e con un bagaglio di esperienze che conta singoli, remix e album per alcune delle migliori etichette internazionali e collaborazioni con Howie B, Zed Bias, Dimitri From Paris, Daniele Baldelli, i Jazzanova e Franco D'Andrea.

Il pubblico ritroverà tre fra i protagonisti dei concerti serali anche sui palchi delle altre location del circuito Time in Jazz in cui il festival va in scena nel corso delle giornate: ecco dunque le esibizioni in solo di Omar Sosa, di Jaques Morelenbaum e di Nils Petter Molvaer, all'interno di un palinsesto che vedrà nuovamente in azione il trombettista Giovanni Falzone, stavolta in quintetto (con Filippo Vignato al trombone, Fausto Beccalossi alla fisarmonica, Giulio Corini al contrabbasso e Alessandro Rossi alla batteria), e poi il contrabbassista Sebastiano Dessanay in una delle tappe del suo progetto artistico "377" con cui sta attraversando la Sardegna: 377 paesi (tutti i comuni dell'isola) in 377 giorni.

A Time in Jazz ritorna un grande veterano del jazz italiano, a distanza di un anno dalla sua unica apparizione al festival: Gegè Munari. Il batterista campano, alla testa del suo quintetto (con il trombettista Francesco Lento, il sassofonista Marco Ferri, Domenico Sanna al piano e Vincenzo Florio al basso), porterà la sua musica nella giornata di Ferragosto che, come da tradizione, per Time in Jazz si snoda fin dal mattino tra le Chiesette di San Michele e Santa Caterina, nella campagna poco fuori da Berchidda. Una lunga giornata che proporrà diversi appuntamenti, compreso l'immancabile pranzo tipico berchiddese e l'altrettanto consueto spazio per i suoni della tradizione: di scena quest'anno il duo Fantafolk di Andrea Pisu e Vanni Masala, due riconosciuti maestri dei rispettivi strumenti, le launeddas e l'organetto diatonico, impegnati da alcuni anni in un percorso di sperimentazione che, partendo dagli schemi ritmici dei balli sardi, si apre a diverse influenze esterne creando una musica coinvolgente e dal forte carattere personale.

Infine, la sera del 16 agosto, le ultime note del festival, come è consuetudine da qualche edizione a questa parte, spetteranno al suo inventore, Paolo Fresu, in duo con Daniele di Bonaventura. Un felice sodalizio artistico, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, cementato negli anni attraverso tanti concerti e progetti (in particolare quelli con il coro corso A Filetta) e culminato nell'album "In maggiore" pubblicato nel 2015 dalla prestigiosa etichetta ECM.

Riccardo Sgualdini


Time In Jazz - Berchidda

Time in Jazz, ottava giornata: domani sera a Berchidda riflettori puntati su 
Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura e Jaques Morelenbaum (21.30).
Apertura di giornata con il solo di Nils Petter Molvaer a Ardara (ore 11). 
E nel pomeriggio (alle 18) il quintetto di Gegè Munari a Cheremule.

Time in Jazz imbocca il rettilineo finale della sua edizione numero trentadue, che venerdì (16 agosto) giungerà al traguardo del cammino cominciato mercoledì scorso. Mercoledì 14, la terzultima giornata del festival diretto da Paolo Fresu tra Berchidda e gli altri diciannove centri del nord Sardegna aderenti alla manifestazione, si apre alle 11 a Ardara, nel suggestivo scenario offerto dalla chiesa romanica di Nostra Signora del Regno, con il solo di Nils Petter Molvaer. Reduce dal concerto della sera prima con il suo gruppo a Berchidda, il trombettista norvegese, ambasciatore nel mondo delle nuove tendenze del jazz nordico, condurrà gli ascoltatori attraverso gli intensi paesaggi sonori che compongono il caleidoscopio del suo discorso musicale.

Nel pomeriggio il festival fa tappa nell'area archeologica di Museddu, poco fuori Cheremule: protagonista del concerto in programma alle 18, Gegè Munari: di ritorno a Time in Jazz un anno dopo la sua precedente e unica apparizione al festival sardo. Classe 1934, il decano dei batteristi jazz italiani si presenta in quintetto con il trombettista Francesco Lento, il sassofonista Marco Ferri, il pianista Domenico Sanna e il contrabbassista Vincenzo Florio, giovani compagni d'avventura con cui ha anche inciso un disco live nel 2015. Il repertorio si concentra su uno dei periodi più belli della storia del Jazz americano, l'era del Blue Note Sound degli anni Sessanta di Lee Morgan, Herbie Hancock, Miles Davis.  

In serata, a Berchidda, dopo la quotidiana parata di strada della Funky Jazz Orkestra con i cinque percussionisti di Afro Giembè, sul palco centrale del festival, quello allestito in piazza del di Piazza del Popolo, riflettori puntati sul trio formato da Paolo Fresu (tromba e flicorno),  Daniele di Bonaventura, grande interprete del bandoneon, lo strumento a mantice tipico del tango, e il violoncellista Jaques Morelenbaum, tra i nomi di spicco della scena musicale brasiliana, noto in Italia in particolare per le collaborazioni con Caetano Veloso.

Protagonisti, insieme alle voci corse del coro A Filetta, del riuscito progetto "Mistico Mediterraneo" e del duo "In Maggiore", entrambi pubblicati dalla prestigiosa etichetta ECM, il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano costituiscono da tempo un riuscito sodalizio artistico. Quello di Fresu con Morelenbaum è invece nato sulla scia della collaborazione del violoncellista brasiliano in "Alma", l'album del trombettista sardo con Omar Sosa, uscito nel 2012 per la Tǔk Music, e ha avuto il suo battesimo proprio a Time in Jazz, sei anni fa. Dall'incrocio fra le due esperienze ha preso forma questo trio, che nei mesi scorsi ha tenuto una decina di concerti in giro per l'Italia, dopo quelli dell'anno passato in sud America.

E sono soprattutto brani di autori di quella parte del mondo, e in particolare brasiliani, a costellare la scaletta del concerto di domani sera (mercoledì 14) a Berchidda: brani come "O que sera" di Chico Buarque De Hollanda, "O que tinha de ser" di Antonio Carlos Jobim, e "Samba em preludio" di Baden Powell e Vinicius De Moraes, tra gli altri. Ma non mancheranno naturalmente i pezzi originali dei tre musicisti, oltre a un tuffo nella musica di Bach e nel duecentesco "Laudario di Cortona", di cui Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura hanno proposto una rilettura consegnata recentemente alle tracce di un disco, dopo diverse esibizioni in vari festival e città italiane.

  • Altri eventi di mercoledì 14

Oltre ai concerti, anche la giornata di domani propone, come sempre, tante altre occasioni e appuntamenti a Berchidda. "Time to Children", ad esempio, ovvero lo spazio che il festival dedica ai più piccoli e al loro incontro con la musica: il pubblico, in questo caso non solo bambini ma anche adulti, potrà partecipare alle 10, nella pineta del Sacro Cuore a Berchidda, al "Drum Circle" del percussionista Stefano Baroni, un cerchio di percussioni in cui chiunque può fare musica, lavorando sull'ascolto, sulla propria musicalità e su quella di gruppo, attraverso delle semplici tecniche: un modo di fare musica insieme fortemente inclusivo, accessibile a persone di ogni età e cultura. 
 
Al Cinema Comunale di Berchidda, per la rassegna di film a cura di Gianfranco Cabiddu si potrà vedere, alle 17, "Mater Matera", un documentario di Simone Aleandri che racconta la magica città lucana ancora in uno stato di semi-isolamento, un attimo prima di aprirsi al mondo diventando capitale europea della cultura 2019.
 
Alle 19, alla Casara, la sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e i loro autori, presenta invece l'etnomusicologo Marco Lutzu con "Non potho reposare. Il canto d'amore della Sardegna", il suo saggio (libro più cd) edito da Nota nel 2017, che ricostruisce la storia e la diffusione della popolarissima canzone composta un secolo fa da Giuseppe Rachel su un testo di Salvatore Sini. Parteciperanno all'incontro, condotto da Ottavio Nieddu, la cantante Ilaria Porceddu, Daniela Deidda (voce recitante) e il musicista Stefano Rachel, pronipote dell'autore della melodia.
 
Alla Casara, si possono anche visitare le due mostre fotografiche di Roberto Cifarelli, "Time to Time 2018" e "The Black Square": aperte tutti i giorni dalle 10,30 alle 13,30 e dalle 16,30 alle 21,30. 

  • Anticipazioni sulla giornata di Ferragosto

A Time in Jazz, come da tradizione, la giornata di Ferragosto si snoda anche quest'anno tra le chiesette di San Michele e Santa Caterina, nella campagna poco fuori da Berchidda, con una successione di appuntamenti in programma dal mattino al tardo pomeriggio.
 
Il primo, dedicato ai più piccoli, è alle 10 intorno alla chiesa di San Michele dove ritorna il regista, attore e autore Giancarlo Biffi con l'intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto "Rosmarino ma tu mi vuoi?", una tenera storia d'amore e gelosia fraterna per piccoli lettori, pubblicata su carta da edizioni Segnavia; in azione, con Biffi, Paolo Fresu alla tromba, Sonia Peana al violino e la voce di Catia Gori.
 
Un'ora più tardi, alle 11, sempre a San Michele, si parla di Il Jazz va a Scuola, l'associazione nata lo scorso febbraio, a un anno esatto dalla costituzione della Federazione Nazionale Il Jazz Italiano presieduta da Paolo Fresu, con l'obiettivo di promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare nella scuola il linguaggio del jazz, proseguendo e ampliando il lavoro avviato dall'associazione I-Jazz. Il Jazz va a Scuola è presieduta dalla cantante Ada Montellanico che insieme al vicepresidente Mario Piatti interverrà all'incontro.
 
A seguire, musica con il quintetto di Gegè Munari e la seconda parte del suo "Blue Note Project", prima del trasferimento nella vicina chiesetta di Santa Caterina per l'immancabile pranzo tipico berchiddese.
 
Il pomeriggio si apre alle 17 con la presentazione di "Tanto per cambiare", un saggio di Enrico Parsi (Pacini Editore, 2019) dedicato a Time in Jazz, il cui contenuto è ben sintetizzato nel sottotitolo: "Paolo Fresu, Berchidda e altre storie di economia civile".
 
Poi, alle 18, sempre alla Chiesa di Santa Caterina, altro immancabile appuntamento del ferragosto di Time in Jazz, quello con i suoni della tradizione: di scena quest'anno il duo Fantafolk di Andrea Pisu Vanni Masala, due riconosciuti maestri dei rispettivi strumenti, le launeddas e l'organetto diatonico, impegnati da alcuni anni in un percorso di sperimentazione che, partendo dagli schemi ritmici dei balli sardi, si apre a diverse influenze esterne creando una musica coinvolgente e dal forte carattere personale. 
 
Per chi, invece, resta in paese, il pomeriggio propone l'ultimo documentario in visione per la rassegna di film curata dal regista Gianfranco Cabiddu: alle 17, al Cinema Comunale, si proietta "As time goes by", di Simone Aleandri, ritratto di Silvano Campeggi, in arte Nano, l'uomo che ha illustrato, dal dopoguerra fino agli anni '60, più di tremila manifesti cinematografici (da "Via col Vento" a "Casablanca", a "Ben Hur" e "West Side Story"), alimentando i sogni di generazioni dai muri delle nostre città.
 
La serata di Ferragosto in Piazza del Popolo è come sempre divisa in due set: il primo vede quest'anno al centro dei riflettori un'autentica icona della canzone italiana, Ornella Vanoni. Con lei sul palco di Time in Jazz, Fabio Valdemarin al pianoforte, Nicola Oliva alla chitarra, Nicola Di Camillo al basso e Paolo Muscovi alla batteria.
 
Poi, nella seconda parte della serata (con ingresso gratuito), tolte transenne e poltroncine, spazio alla consueta festa di Ferragosto: a menare le danze, quest'anno, sarà l'Orchestra Casadei che, guidata dal 2000 da Mirko Casadei, intreccia suoni e sapori di generi musicali di svariate provenienze; il liscio, marchio della dinastia romagnola, diventa trasversale, contamina e si fa contaminare, incrociando reggae, ska, taranta, altri ritmi e generi. 

  • Ultimi appuntamenti venerdì 16

Calato il sipario sul palco di Piazza del Popolo, il festival vive le sue ultime battute di questa trentaduesima edizione nella giornata di venerdì 16: alle 12 al Museo del Vino di Berchidda, l'immancabile presentazione della bottiglia da collezione di Time in Jazz, seguita poi da quella del libro "Time in jazz Diary" del fotografo Roberto Cifarelli.
 
Alla stessa ora, ma all'aeroporto di Olbia, parte "Air bandoneon", un concerto in solo di Daniele di Bonaventura, uno dei maggiori interpreti del bandoneon sulla scena internazionale.
 
Reduce da questa esibizione, Daniele di Bonaventura sarà poi protagonista insieme a Paolo Fresu dell'ultimo concerto e atto conclusivo del festival, che anche quest'anno va in scena – con inizio alle 18 - nel prezioso contesto naturalistico dello Stagno di San Teodoro.  
 
Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero telefonico 079703007 e all'indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e alla pagina www.facebook.com/timeinjazz.

Time in Jazz fa parte dei progetti LIFE GreenFEST, dell'Associazione I-Jazz, della Federazione nazionale Il jazz italiano e del Sardinia Jazz Network.
 
La trentaduesima edizione di Time in Jazz è organizzata dall'associazione culturale Time in Jazz con il sostegno dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Comunità Montana Monte Acuto, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, e dell'Agenzia Regionale Forestas, con il contributo della Fondazione di Sardegna e del Banco di Sardegna – BPER Gruppo, di Unipol Gruppo, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries e della SIAE. Supportano il festival anche il Consorzio di Porto Rotondo e Jaguar Land Rover, la cooperativa Latte Arborea, Geasar - Aeroporto Costa Smeralda, Faenza Group. Media partner Radio Monte Carlo, Spotify, Spreaker e Scuola Holden.

Ufficio stampa Time in Jazz



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    Data ultimo aggiornamento pagina 2019-08-14 10:17:44
    Inserito da Michela Gesualdi
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