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Eventi Festival

Marina Cafè Noir
Festival di Letterature Applicate (VIII edizione)

dal 15/09/2011 ore 18.00
al 18/09/2011
 
Dove:
stemma del comune di Cagliari
Quartiere Marina
Cagliari (CA)
Sardegna - Italia
 
Per maggiori informazioni:
info eventotelefono
329.6823270
329.6823671
 
Fonte:
Francesca Ortalli
 
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Scheda Evento

Associazione culturale Chourmo
presenta

Marina Cafè Noir 2011
Festival di Letterature Applicate (IX^ edizione)

marina_cafe_noir_15-18_09_cagliari

Strade

15-18 settembre 2011
Quartiere Marina, Cagliari

Più di cento ospiti, una trentina di appuntamenti tra reading, incontri, conversazioni, concerti e performance, tredici mostre, un ciclo di laboratori e quattro giorni di proiezioni. Sono questi i numeri della nona edizione del Festival di letterature applicate Marina Cafè Noir, che dal 15 settembre fino ad ieri ha animato le strade dello storico quartiere che si affaccia sul porto.

L'edizione del 2011, dedicata alle "Strade", è stata un successo anche per il pubblico che ha seguito in modo attivo e partecipe l'intensa quattro giorni all'insegna della letteratura, musica, cinema e arte. La media delle presenze è stata tra le 7 mila e le 8 mila giornaliere, con picchi di 10 mila durante il sabato e la domenica. Tutti gli eventi erano gratuiti.

L'ufficio stampa:
Francesca Ortalli, Francesca Fradelloni


marina_cafe_noir_15-18_09_cagliari Associazione culturale Chourmo
presenta

Marina Cafè Noir 2011
Festival di Letterature Applicate (IX^ edizione)

Strade

15-18 settembre 2011
Quartiere Marina, Cagliari

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Ultima giornata per il festival Marina Cafè Noir. Da sottolineare il successo delle serate di giovedì e venerdì: il pubblico ha partecipato numeroso, 20 mila le presenze finora raggiunte.

Quest'ultima non stop parte dalla mattina: alle 10,30 nella piazza san Sepolcro, spazio alla solidarietà con banchetti e il progetto comune delle Associazioni cittadine che si oppongono a guerre, fame, torture, sfruttamento. Ci saranno anche le "Strade disordinarie", laboratorio per ragazzi. Alle 12 invece in piazza Savoia si parlerà della rete dei Festival del "Caffè sospeso", gruppo di 7 rassegne di cinema e cultura italiani che vuole offrire spazi culturali liberi, articolati, lavorando in rete. Ci saranno le esperienze dei Festival S/paesati di Trieste, Lampedusainfestival di Lampedusa, Valsusa Filmfest della Val Susa, Film Festival sul Paesaggio delle Madonie, Riacinfestival di Riace, Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, Marina Café Noir di Cagliari.

La serata si apre nel segno delle inchieste. Alle 18.00 in piazza San Sepolcro, Maddalena Brunetti e Carlo Porcedda presenteranno in prima assoluta il loro libro, "Lo sa il vento - Il male invisibile della Sardegna", di imminente uscita per le Edizioni Verde Nero. Quirra, il killer silenzioso fatto di decine di morti apparentemente inspiegabili, che ha portato nel cuore del Mediterraneo l'incubo della contaminazione da polveri di guerra. Con loro i giornalisti d'inchiesta Paolo Biondani de L'Espresso e Christian Elia di E-Emergency coordinati dal direttore editoriale delle edizioni VerdeNero e amico del Marina Café Noir Alberto Ibba.

Alle 19.00 la piazza Savoia ospiterà il "Teatro di Donne", conversazione con Iaia Forte, Lea Gramsdorff e Carolina Della Calle Casanova. Il teatro visto e raccontato da una prospettiva privilegiata, uno sguardo interamente al femminile per un percorso che attraversa il nostro stivale, la nostra isola e le esperienze estere delle nostre ospiti.

Alle 20.00 sempre nella stessa piazza, l'incontro con Matteo Guarnaccia, artista e storico dell'underground e delle controculture/subculture, Marzio Bertotti, musicista e romanziere e Stefano Giaccone, dialogheranno sul rapporto tra cultura e controcultura. Un confronto per indagare, tra vissuto e dimensione teorica, i legami tra le scelte di vita antagoniste e la consapevolezza del presente.

Alle 21.00 piazza San Sepolcro, Aureliano Amadei e Francesco Trento, autori di "20 sigarette a Nassirya", cercheremo di capire cosa spinge ancora molte persone a partire per il fronte. Il tutto sarà accompagnato dalla voce di Giovanni Carroni e Carlo Doneddu e dalla musica di Fabio Selis e Ramon Pilia.

Stessa piazza per l'appuntamento delle 22. Davide Dutto coordinato dal giornalista Walter Porcedda ci racconterà "Le ricette dal carcere". Il creatore del sito "Sapori reclusi" illustrerà l'esperienza straordinaria del carcere di Cuneo, foto documentata insieme al giornalista Michele Marziani. Le ricette povere dei carcerati diventeranno anche il centro della performance di teatro-cucina curata da Kenz'e Domu.

Alle 23.00 in piazza San Sepolcro i Chourmo saluteranno insieme al pubblico la nona edizione di Marina Cafè Noir, con il concerto di una grande piccola orchestra dai ritmi zoppi, come amano definirsi i membri della Bandaradan, stravagante band torinese. E per completare la festa ci sarà per tutti un piccolo assaggio di cibo caldo e solidale, appena preparato insieme, e un sorso di vino, per brindare ad un futuro migliore e dire grazie a tutti coloro che ci seguono da anni. Tutto questo lo serviremo agli avventori occasionali nei nostri bicchieri e sui nostri piatti e con le nostre posate completamente biodegradabili e compostabili, ma che ancor meglio ci piacerebbe servire agli amici affezionati sui loro piatti, quelli che ognuno si porterà e si riporterà a casa dopo averli utilizzati, contribuendo a rendere un po' alla volta il Marina Cafè Noir sempre più sostenibile ed ecocompatibile. (No piatti-posate-bicchieri di plastica! Chi porta le sue stoviglie riciclabili salta la fila!


marina_cafe_noir_15-18_09_cagliari Associazione culturale Chourmo
presenta

Marina Cafè Noir 2011
Festival di Letterature Applicate (IX^ edizione)

Strade

15-18 settembre 2011
Quartiere Marina, Cagliari

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Per la terza giornata del festival Marina Cafè Noir in calendario ci sono grandi nomi: uno per tutti Loriano Macchiavelli, scrittore e creatore insieme ad Otto Gabos del mitico ispettore Sarti Antonio ( alle 21 in piazza San Sepolcro ). Ma non mancheranno le storie dure, quelle bagnate di sangue raccontate dall'esperienza diretta dei fotoreporter inviati di guerra: la Bosnia devastata fotografata da Uliano Lucas e Ziyah Gafìc ( alle 18.00 in piazza Savoia ).

Il festival apre i battenti alle 12 in piazza Savoia: con il cafè aperitivo dedicato a D.H. Lawrence. Mario Dondero, Uliano Lucas, Luciano Marrocu, Lea Gramsdorff e Rosi Giua racconteranno l'altrove di Lawrence, a partire dalla strada ferrata, in un proprio viaggio contemporaneo, dove le nuvole sospese nella la luce di gennaio danno i movimenti, le "stazioni", le forme e le ombre del suo fuorifuoco di strade.

Alle 16,30 al Cafè Savo ia Giovanni Sistu, Costanza Ferrini, Raffaele Cattedra, Maurizio Memoli proveranno a spiegare le rivoluzioni nella sponda sud del Mediterraneo e nei paesi arabi. Alle 18 l'atteso appuntamento in piazza Savoia con Uliano Lucas e Ziyah Gafìc moderato dal giornalista di Repubblica Marc Mathieu. Al centro di questo incontro ci sono le persone in tempo di guerra, in Afghanistan e nell'ex Jugoslavia, messe a confronto dai reportage dei due grandi fotografi italiani che hanno contribuito a scrivere la storia del fotogiornalismo italiano e non solo.

Un'ora dopo nella stessa piazza Paul O'Connor e Alessandro Negrini ci introducono dentro una delle storie più crude del Novecento, quella del conflitto anglo-irlandese, nel cuore dell'Europa. O' Connor attivista per i diritti umani e coordinatore del Pat Finucane Centre di Derry e il regista torinese Alessandro Negrini, autore del film documentario Paradise, anch'esso ambientato a Derry ci introdurranno in una delle storie più crude del Novecento, dove la ricerca di verità e di giustizia per le vittime si intreccia a quella di una comunità che cerca un modo per tornare a vivere.

Alle 20 in piazza san Sepolcro l'incontro tra due grandi osservatori e narratori partecipi delle visioni e delle storie mediterranee. Thierry Fabre, scrittore, caporedattore de "La pensèe du midi" e ricercatore alla "Maison de sciences de l'homme"di Marsiglia e Costanza Ferrini, scrittrice di numerosi saggi, direttrice artistica del Festival del Mediterraneo di Lucera. Sguardi e punti di osservazione differenti per arrivare al ricordo di Francesco Biamonti, il grande scrittore ligure scomparso dieci anni fa.

Alle 21, sempre in piazza san Sepolcro, protagonisti il più celebre scrittore di noir italiano, Loriano Macchiavelli e l'artista, illustratore e scrittore Otto Gabos, che illustreranno il loro lavoro in comune "Sarti Antonio: come cavare il ragno dal buco". Un pretesto per un dialogo tra i due alla ricerca delle tante tele del ragno, tra i tanti buchi di memoria che segnano la storia italiana.

22.00 nella stessa piazza spazio al " solletico del vivere (alla fine del mondo"), racconto e musica per una storia con Nina Mimica,Lea Gramsdorff, Dainocova & the Misterious sound of pyramids quartet in un viaggio sfrenato e psichedelico tra i grandi e semi seri misteri dell'umanità.

Gli ultimi due appuntamenti della giornata saranno tutti all'insegna della musica: alle 23.00 p.za San Sepolcro reading concerto con i Ratapignata, Cristina Racca e Angelo Zedda. Per la prima volta insieme in un live-reading davvero originale e inedito, un ponte inusuale tra le parole più "sovversive" e libertarie di alcuni autori, transitati in passato al Festival. Chiusura alle 24.00 Ex Liceo Artistico di piazza Dettori con il concerto reading di Giacomo Sferlazzo, Stefano Giaccone, Marc Porcu, Dimitri Porcu. Un progetto inedito che vede protagonisti il musicista e cantautore Stefano Giaccone (ex-Franti, praticamente la storia del punk evoluto in Italia), il cantautore lampedusano Giacomo Sferlazzo, il musicista Dimitri Porcu e il poeta Marc Porcu, padre e figlio, sardi di Francia. Un inedito "combo" per mettere in evidenza l'affinità di attitudini e di sguardi sul mondo anche "al di là del mare".


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presenta

Marina Cafè Noir 2011
Festival di Letterature Applicate (IX^ edizione)

Strade

15-18 settembre 2011
Quartiere Marina, Cagliari

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Seconda ed intensa giornata per il festival Marina Cafè Noir che fino a domenica animerà le strade del quartiere Marina. Tra i nomi clou previsti per oggi Serge Latouche, alle 20.30 in piazza san Sepolcro professore emerito dell'università Paris Sud e famosissimo autore di saggi sulla decrescita per tentare di disegnare un mondo meno egoista con risorse disponibili per tutti. Ma non mancheranno le storie, quelle particolari alle quali Marina Cafè Noir è particolarmente affezionato. Come quella per esempio del grande scrittore e giornalista Luciano Bianciardi, scomparso prematuramente nel 1971, che sarà ricordato da due famosi fotoreporter Mario Dondero, protagonista delle pagine "La vita gara", scritte da Bianciardi ed Uliano Lucas (alle 12 in Piazza Savoia ). Un altro sentito omaggio sarà quello per Miguel Hernandez, poeta rivoluzionario morto nella carceri franchiste (alle 16,30 al Cafè Savoia).

Alle 18 in piazza Savoia appuntamento con Michela Murgia e Loredana Lipperini, due grandi scrittrici e più in generale due intellettuali in prima fila nella lotta contro i pregiudizi, gli stereotipi e i condizionamenti che le donne, ancora oggi, sono costrette a rigettare e combattere. Spazio alla cultura, quella dei festival, argomento che sarà sviluppato un'ora più tardi ( 19.00 P.za Savoia ) nell'incontro tra Marcello Fois, Pinuccio Sciola. Per una cartografia isolana di luoghi stra-conosciuti e frequentatissimi, entrati a far parte di diritto e da tempo nelle mappe culturali isolane e internazionali. Comunità che nel tempo hanno vissuto - e in qualche caso subito - delle vere e proprie mutazioni, ampliando i propri confini in termini di notorietà, abitudini e impatto economico.

Chiude l'intensa giornata il concerto di Gianmaria Testa, alle 23 in piazza San Sepolcro, lo chansonnier piemontese osannato dai francesi. Per la prima volta al Marina Café Noir, la potenza evocativa, la dolcezza, l'eleganza, lo sguardo impegnato e empatico di un grande interprete della canzone italiana.

L'ufficio stampa:
Francesca Ortalli - Francesca Fradelloni


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Marina Cafè Noir 2011
Festival di Letterature Applicate (IX^ edizione)

Strade

15-18 settembre 2011
Quartiere Marina, Cagliari

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Saranno le "Strade" il tema della nona edizione del Marina Cafè Noir, festival di letterature applicate in programma a Cagliari dal 15 al 18 settembre. Da percorrere insieme Loriano Macchiavelli, Thierry Fabre, Serge Latouche, Michela Murgia, Uliano Lucas, Gian Maria Testa, Mario Dondero, Maurizio Blatto, Nina Mimica, Matteo Guarnaccia, Pinuccio Sciola, Otto Gabos, Loredana Lipperini, Paul O' Connor, Claire Devers, Stefano Giaccone, Marzio Bertotti, Giacomo Sferlazzo, Davide Dutto, Alessandro Negrini, Marcello Fois, Antonello Salis e gli artisti, artigiani, scrittori, musicisti e abitanti della città di Cagliari.

"Strade", dunque, per provare a rilanciare questa parola contenitore, ampliandone il concetto e integrandolo al senso dell'universo mondo, con le sue vie, le sue rotte e le sue mappe, siano esse reali o fantastiche. O anche per costruire nuovi tragitti o per fuggire da quelli che ci stanno stretti.

Strade per incontrare, scambiare e accogliere, e per condividere la ricchezza comune. Ma anche per far circolare le contraddizioni delle nostre società e dei nostri territori, spunti interessanti da trasformare in nuove idee, che risaltino e vengano condivise con il numeroso e sempre partecipe pubblico del festival attraverso il racconto e i linguaggi artistici. Dai progetti alle mostre che quest'anno rilanceranno i temi ormai cari al festival, che, nonostante la crisi e i tagli, continua ad essere completamente gratuito.

Tra i progetti, la conservazione della memoria, con gli omaggi ai piccoli e grandi uomini della nostra storia e non solo: da Gramsci a Miguel Hernandez, poeta rivoluzionario morto nelle carceri franchiste fino al nostro Francesco Biamonti, scritture ligure scomparso dieci anni fa passando per Luciano Binciardi, scomparso troppo presto 40 anni fa. E poi lo sguardo sul mondo: da un'economia della decrescita più solidale e condivisa da tutti teorizzata dal grande Serge Latouche fino al nostro Mediterraneo, terra di speranza per quelli che arrivano, al centro di grande rivoluzioni in nome della libertà, scandagliato dal lampedusano Giacomo Sferlazzo, dallo scrittore Thierry Fabre e da Marc e Dimitri Porcu, marsigliesi per scelta con Izzo nel dna. Ancora, si attraversano le strade del reportage, per non dimenticare le tragedie dell'ultimo secolo dalla Bosnia di Ziyah Gafic alla Sarayevo di Uliano Lucas, passando per la strage dell'11 settembre nel decimo dell'anniversario e il G8 di sangue di Genova. Non poteva mancare il giornalismo d'inchiesta, dalla strage silenziosa su Quirra, con l'anteprima del libro di Maddalena Brunetti e Carlo Porcedda, fino ai temi caldi affrontati da Peace Reporter con Christian Elia e il giornalista dell'Espresso Paolo Biondani.

Marina Cafè Noir batte le strade della cultura: quella dei festival che animano l'isola e l&rsA CAFÈ NOIR VENERDÌ 16 18.00 Cafè Barcellona, Via Dettori Omaggio a Miguel Hernandez. Video istallazione con proiezione in loop dalle vetrine del cafè Barcellona in via Dettori di numerosi video dedicati al grande poeta spagnolo morto nelle carceri franchiste e realizzati da Carlos Escolano e Michele Bertoni che cura il progetto e le altre iniziative dedicate a M. Hernandez assieme a Daniela Furcas. SABATO 17 18.00 Cafè Barcellona, Via Dettori Omaggio a Dashiell Hammett. A 50 anni dalla morte di uno dei più grandi scrittori americani e padre del noir moderno il MCN racconta la sua vita, le sue idee, le sue storie in un video programmato in loop dalle vetrine del cafè Barcellona in via Dettori, coi testi realizzati dal Chourmo con la partecipazione e la cura di Dario Cosseddu e la regia e il montaggio di Enrico Bellucci. STRADE: UN FESTIVAL IN VETRINA. Come e più degli altri anni, la partecipazione dei commercianti e degli artigiani sarà visibile attraverso le istallazioni scenografiche e fotografiche dedicate agli autori presenti e passati del MCN che si affacceranno dalle vetrine e dai muri del quartiere. Per iniziare con piccoli squarci in piazza Costituzione e via Manno e proseguire in via Baylle, Savoia,Dettori, Napoli e Barcellona e altre strade vicine. STRADE E LABIRINTI Installazioni tra le postazioni del Festival.a cura di Bruno Meloni. Strade - Storia D'italia Nel Centro Storico Ex -Artistico di Piazza Dettori. Installazione su personaggi, luoghi e avvenimenti nella toponomastica di Cagliari a cura di Beatrice Artizzu con la classe 5Abis, indirizzo Architettura del Liceo Artistico di Cagliari "Foiso Fois". I Muri Raccontano via Dettori e adiacenti Esposizione di manifesti, copertine di libri con box di storie e biografie dedicate a Dashiell Hammett, Luciano Bianciardi, Miguel Hernandez, Francesco Biamonti, Emilio Salgari a cura di Luca Sulis, Dario Cosseddu, Ass. Sarda M. Hernandez e Chourmo. LE MOSTRE Sarajevo di Uliano Lucas Ex Liceo Artistico Piazza Dettori Ho vissuto 45 giorni con i cittadini di Sarajevo, nella città assediata. Li ho visti alzarsi all'alba per andare a prendere l'acqua potabile alle pompe d'emergenza, precipitarsi nelle strade con i catini e le pentole, al rumore della pioggia, per riempirli di acqua piovana; li ho osservati nelle lunghe file per prendere il pane, attenti al minimo rumore e al sibilo della granata; li ho visti uscire da case senza luce, gas, telefono e camminare per la città, verso il posto di lavoro, con la paura del cecchino che ti aspetta all'angolo della strada, cercare. Sì, perché a Sarajevo si lavora, per pochi marchi al mese, in piccole officine, nelle banche, nelle scuole. Facile, da lontano, davanti al televisore, parlare e scrivere sul dramma, qui si convive con la disperazione, ci si addormenta con la morte, basta guardare il campo sportivo e il giardino privato trasformato in orto con accanto al rosmarino le tombe dei coniugi seppelliti, croci ortodosse, cattoliche, mezzelune musulmane, tombe di fortuna, provvisorie perché il cimitero è in mano ai serbi, che uccidono. Si è consumata a Sarajevo e nella Bosnia non una guerra, ma un genocidio, un massacro da "fino all'ultimo respiro". Perché è la domanda? Cosa è successo? E fino a che punto si può assistere come spettatori a questa carneficina senza fine? Ho vissuto e visto come fotoreporter un'esplosione di follia collettiva, sapientemente alimentata, anche attraverso i mezzi di comunicazione, dalla vecchia burocrazia al potere per i suoi interessi economici, il suo desiderio di sopravvivenza; un grande dramma, a Sarajevo, a Mostar, a Belgrado, con le sue vittime e i suoi carnefici. Ho visto l'inefficienza dell'Onu, e di altri organismi umanitari, la superficialità e la voglia di protagonismo di tanti politici e intellettuali europei. Che fare per la Bosnia? Raccontare, spiegare, informare nel modo più corretto possibile, senza autocensure né paure. Con consapevolezza. Raccontare la complessità della sopravvivenza, la tragedia della quotidianità. Raccontare Sarajevo. Uliano Lucas, 1994 Emergency in Afghanistan di Mario Dondero Ex Liceo Artistico Piazza Dettori In più di trent'anni, in Afganistan la guerra ha causato un milione e mezzo di morti, centinaia di migliaia di feriti e mutilati e quattro milioni di profughi. E sul terreno c'è ancora l'eredità delle guerre precedenti: mine antiuomo e ordigni inesplosi continuano a mutilare bambini e adulti, soprattutto civili. In Afganistan dal 1999, EMERGENCY ha costruito e gestito un Centro medico-chirurgico ad Anabah; due anni dopo ha aperto un secondo Centro chirurgico a Kabul; nel 2003 ha costruito un ospedale a Lashkar-gah, nella provincia meridionale di Helmand. Nei Centri chirurgici per vittime di guerra di EMERGENCY un letto su tre è occupato da un bambino. Nel 2003 EMERGENCY ha aperto un Centro di maternità ad Anabah, in un'area con un tasso di mortalità materno infantile tra i più alti al mondo. Il Centro ha ormai superato il traguardo dei diecimila nati. In tutto il paese, EMERGENCY ha attivato una rete di 28 Posti di primo soccorso e Centri sanitari per garantire cure tempestive ai malati e ai feriti e il loro eventuale trasferimento in ospedale. Dal 2001 EMERGENCY è impegnata anche in un programma di assistenza sanitaria ai detenuti delle maggiori carceri del paese. In Afganistan dal 1999 EMERGENCY ha curato più di 2 milioni 800 mila persone. Mario Dondero ha fotografato la gente, le montagne, il lavoro di EMERGENCY in un bianco e nero che ne coglie gli aspetti più intensi e più veri. Ragazzo di Paolo Ollano. Ex Liceo Artistico Piazza Dettori Il lavoro di Paolo Ollano si esprime attraverso una ricercagrafica e pittorica che viene personalizzata con la tecnica del collage di immagini elaborate graficamente abbinata all'utilizzo di materiali alternativi. Le foto in bianco e nero affiancate all'uso delle tecniche miste affrontano temi sociali forti, raccontano storie del nostro essere quotidiano e trasmettono messaggi ed emozioni che inducono ad una profonda e attenta riflessione. L'opera "Ragazzo" tratta chiaramente di un rifacimento ai drammatici fatti del G8 di Genova del 2001. E nel caso specifico della tragedia che colpì Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso da un carabiniere in Piazza Alimonda. Il pezzo prende spunto dalla scritta che poco dopo comparve sulla targa che contrassegna la piazza. La scritta "Gaetano Alimonda" fu cancellata con due righe fatte con uno spray azzurro e sostituita con "Carlo Giuliani". Sotto venne aggiunto il termine "Ragazzo", in modo che la targa divenne "Piazza Carlo Giuliani ragazzo". Le foto dei pannelli sono elaborazioni digitali di immagini reali dei fatti relativi all'evento. Main Street di Matteo Guarnaccia Ex Liceo Artistico Piazza Dettori Strade come Main Street - "La strada del cuore".Venti opere, venti viaggi nati dal cuore. Ogni singola linea che le compone è un tracciato, un sentiero aperto per perdersi e incontrarsi. Una mappa di piste aperte per facilitare e promuovere voli e atterraggi - non solo nell'immaginazione. Sono abolite frontiere, chiusure, sbarramenti, rigidità, la parola d'ordine è fluidità. "Una strada non è altro che una strada e non c'è nulla di male ad abbandonarla se il tuo cuore ti dice di farlo. Guarda in ogni direzione con attenzione. Poi poniti una domanda: quale delle strade che ho davanti possiede un cuore? Quella che ce l'ha è una buona strada; le altre non portano da nessuna parte." - Carlos Castaneda - Sarti Antonio. Come cavare un ragno dal buco di Otto Gabos- Loriano Macchiavelli Ex Liceo Artistico Piazza Dettori La mostra di Otto Gabos presenta una selezione di illustrazioni tratte dal romanzo Sarti Antonio, come cavare un ragno dal buco, scritto da Loriano Macchiavelli e edito da Leonardo Publishing nel 2010. Tutte le illustrazioni sono state realizzate su carta da spolvero leggermente avoriata con matita grassa 2B e 6B, gomma pane e sfumino. La scelta di materiali poveri ed essenziali è stata adottata per ottenere una maggiore spontaneità, forza narrativa, impatto emotivo e segna l'inizio di un periodo espressivo di Otto Gabos interamente dedicato al confronto con la narrativa noir. A questo romanzo con Macchiavelli segue infatti La giustizia siamo noi scritto con Pino Cacucci e edito da Bur Rizzoli dove viene riproposta la stessa tecnica integrata a tratti con la mezzatinta e una bicromia digitale dai toni plumbei. L'intero ciclo è stato riproposto in una mostra itinerante intitolata Annonero. Le illustrazioni selezionate vengono presentate qui al Marina Cafè Noir, nella versione pura, priva della successiva postproduzione in digitale indispensabile per la pubblicazione in volume. Ricerca d'identità di Ziyah Gafic Ex liceo artistico Piazza Dettori Sono oggetti semplici: orologi, chiavi, pettini, bicchieri. Sono gli oggetti che avevano con se le vittime del genocidio in Bosnia l'ultimo giorno della loro vita. Durante i quattro anni di conflitto che devasto la Bosnia agli inizi degli anni '90, 30 mila cittadini sparirono nel nulla.Moti di loro furono uccisi nei primi giorni del conflitto, o verso la fine delle ostilità quando l'Onu lasciò nelle mani dell'armata serba la zona di sicurezza di Srebenica. I resti per identificare le vittime del genocidio, tra cui molti effetti personali, sono stati raccolti dalla Commissione Internazionale sulle persone scomparse, istituita nel 1996 dal presidente americano Clinton insieme al governo bosniaco. Lo scopo della Commissione era quello di identificare le vittime del genocidio, simile in Europa, solo all'Olocausto. Nessun corpo doveva restare senza identità. Ho deciso di fotografare ciascun oggetto recuperato dalle fosse comuni per creare un archivio di immagini facilmente consultabile dai sopravissuti. Gli oggetti, un volta recuperati sono stati puliti, catalogati e conservati in alcune zone del paese. Migliaia di effetti personali sono stati etichettati e rinchiusi in sacchetti trasparenti di plastica bianca. Gli oggetti vengono utilizzati non soltanto per cercare di identificare le vittime ma anche come prova legale per i processi contro i crimini di guerra ancora in corso. I sopravissuti ai massacri qualche volta vengono chiamati per cercare di identificare a chi appartenessero questi oggetti personali. La loro testimonianza è lenta e dolorosa e spesso tutto risulta vano e inefficace. La presenza di spazzolini o dentifrici è un chiaro segno che le vittime dei massacri non sapevano a cosa stessero andando incontro né che cosa stava per accadere. Di solito, per evitare la ribellione negli ultimi istanti, alle vittime veniva detto che stavano per essere scambiati per prigionieri di guerra serbi. Delle migliaia di persone trucidate, una volta identificate, resteranno solo le loro tombe e questi oggetti di uso quotidiano. In tutta la loro semplicità sono l'ultimo testamento delle vittime, l'ultima prova per ricordare che tutto questo è veramente accaduto. Le rughe della frontiera. Lampedusa: restiamo umani Autori vari Ex liceo artistico Piazza Dettori Scrive il curatore della mostra, Gianpiero Caldarella: "Unafronte e una frontiera hanno qualcosa in comune? - Front -, tanto per cominciare, quella radice che si porta appresso, giù in basso, una fluttuante idea di verticalità che fa a cazzotti con la dimensione orizzontale della frontiera. La frontiera, come la fronte, non è una linea che permette di stare o al di qua o al di là. Quelle linee sono le rughe che scavano la fronte, o i muri e le recinzioni che si innalzano sulla terra, violandola, come una corona di spine poggiata sulla frontiera. Alle volte le frontiere non si attraversano, si vivono, magari tutta la vita, come accade a molti lampedusani, sperando magari un giorno di vederle crollare sotto il peso della storia, come fu per il muro di Berlino. Lampedusa è una di queste frontiere, attraversata da rughe che ci informano del tanto tempo passato a ritrovarsi nel mezzo del Mediterraneo." La mostra di vignette e illustrazioni "Le rughe sulla Frontiera / Lampedusa: restiamo umani!" è composta dalle tavole di Gianni Allegra, Altan, Flaviano Armentaro, Mauro Biani, Lelio Bonaccorso, Franco Donarelli, Ellekappa, Bicio Fabbri, Elena Ferrara, Luca Ferrara, Giorgio Franzaroli, Frago, Simon Frosini, Giuliano, Kanjano, Giuseppe Lo Bocchiaro, Giulio Laurenzi, Makkox, Riccardo Mannelli, Mario Natangelo, Marco Pinna, Rasori + Sommacal, Filippo Ricca, Guido Scarabottolo, Giacomo Schinco e Luciana Manco, Sergio Staino e Vincino. Disegnatori e illustratori di tutt'Italia hanno offerto il loro lavoro, talvolta poetico, talvolta dissacratore, talvolta inedito, talvolta no, manifestando così la loro vicinanza con la causa dei lampedusani che sono stanchi di sentire parlare di continue emergenze e facili soluzioni. La mostra è dedicata alla memoria di Vittorio Arrigoni ed è stata promossa dai ragazzi dell'Associazione Askavusa di Lampedusa insieme a Legambiente Lampedusa, Re.Co. Sol., Arci e Asgi. 20 Giorni in Sardegna di Henry Cartier Bresson Espace, via Savoia E' stato definito l'occhio del secolo. Per la bravura a imprigionare in uno scatto, per l'eternità, persone, cose e fatti che hanno fatto la storia del Novecento. Il suo segreto? Semplice: "Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore". Non è una tecnica, piuttosto " un modo di vivere". Henri Cartier-Bresson, un posto nell'olimpo dei più grandi fotografi del pianeta, nato a Chanteloup il 22 agosto del 1908, scomparso a Céreste, Alta Provenza, il 3 agosto 2004, all'eta di 95 anni: una vita condivisa per molti anni con una Leica 35mm, la macchina fotografica preferita comprata nel 1930 durante un viaggio in Costa d'Avorio. Uomo e mirino, un sodalizio perfetto. Tra il '51 e il '73, compie numerosi viaggi in Italia. Nell'estate del 1962, la rivista internazionale "Vogue" gli commissiona un reportage sulla Sardegna, dove trascorre una ventina di giorni. Immortala la gente in maniera discreta e senza forzature, preferendo alla nascente ed elitaria Costa Smeralda, come del resto era stato per la Penisola, i luoghi della tradizione: Mamoiada, San Leonardo di Siete Fuentes, Orosei, Cala Gonone, Orgosolo, Orani - ospite dell'amico Costantino Nivola -, Desulo, Oliena, Nuoro e Cagliari. Gli scatti saranno poi esposti nelle gallerie e nei musei più importanti al mondo. Per gentile concessione di Tiscali, che ne detiene i diritti, alcune di queste preziose immagini verranno proposte al pubblico di Marina Cafè Noir nei giorni del festival. Dal Gambero Nero a sapori reclusi di Davide Dutto Spazio P, via Napoli Questa mostra itinerante parte dal lavoro di reportage realizzato dal fotografo Davide Dutto con lo scrittore Michele Marziani presso il carcere di Fossano nel 2005, da cui nacque il libro "Il Gambero Nero: Ricette dal carcere". Successivamente a fotografia e testi è stata unita la cucina d'autore, in un workshop foto-gastronomico sviluppatosi nella casa circondariale di Alessandria tra il 2009 e il 2010. Qui il fotografo, assieme ad un gruppo di cuochi stellati, ha sperimentato varie forme di comunicazione con l'intenzione di unire mondi abitualmente percepiti come estremi e lontani. Da questa idea è nata l'associazione Sapori Reclusi (www.saporireclusi.org) la cui mission è, appunto, quella di favorire il dialogo tra gruppi che si trovano distanti nella società. Le fotografie aprono una finestra tra le mura del carcere, permettendo alla realtà di evadere e agli uomini di incontrarsi faccia a faccia, magari attorno ad un tavolo. Il cibo, infatti, fa si che ciascuno si spogli dei propri ruoli e garantisce un dibattito sano e diretto. Cucinare permette di restare in contatto con le proprie radici, garantisce all'uomo di mantenere vivi i ricordi, la speranza, la dignità. La mostra "Dal gambero Nero a Sapori Reclusi" è gia stata esposta in alcuni dei ristoranti che hanno partecipato al corso (Antica Trattoria del Gallo di Paolo Reina; Il Verso del Ghiottone di Roberto Campogrande e Gilberto Demaria) ed è stata esposta durante un evento a Eataly Torino a cui hanno partecipato tutti i cuochi (Andrea Ribaldone, Davide Palluda, Ugo Alciati, flavio Ghigo). La mostra ha anche fatto da sfondo al padiglione della regione Piemonte durante il Salone del Gusto di Torino e a eventi di promozione delle realta produttive del carcere a Verbania, sede della Banda Biscotti. Eloisa Cartonera Mostra di Eloisa Cartonera Invisibile, via Barcellona Tutto ebbe inizio nel 2003. A Buenos Aires esisteva una minuscola casa editrice fondata da uno scrittore visionario, Washington Cucurto, e da uno scultore, Javier Barilaro. Quest'ultimo si innamorò, ahimé senza essere ricambiato, di una giovane boliviana di nome Eloisa. In mancanza di love story, l'artista trovò almeno l'ispirazione per dare un nome alla sua piccola società: "Libros de Eloisa". La crisi minacciò la casa editrice di sparire se i due fondatori avessero continuato a stampare libri con i metodi tradizionali:il materiale aveva raggiunto costi esorbitanti. Così venne escogitata una soluzione: acquistare la carta ai cartoneros per strada e utilizzarla per stampare le pubblicazioni, decorando con la tempera i cartoni più duri usati per la copertina. E così, "Eloisa" divenne cartonera e i suoi libri, piccole opere d'arte, dipinte dagli stessi ragazzi di strada. Molti giovani autori sudamericani sono accorsi per sostenere il progetto e attualmente, Eloisa vanta un catalogo di duecento titoli. Racconti, libri per bambini, saggi, romanzi-culto di giovani autori quali Gabriela Bejerman, fanno parte dell'"universo Eloisa. Mediterraneo di Pia Valentinis Cafè Savoia I miti, le leggende,la storia,le religioni, i climi, la vegetazione,gli animali, la terra, la sabbia, il mare come nel "Breviario Mediterraneo" di Pedrag Matvejevic. Pia Valentinis suggerisce ogni possibile lettura del Mediterraneo con 32 immagini ottenute con la tecnica dello scratchboard, graffiatura da un foglio "preparato" in nero. Le figure si trasformano in altrettante carte e si moltiplicano per un numero grande quanto i punti di vista per raccontare il Mediterraneo e insieme la sua unità e le sue diversità, la lentezza del suo tempo e le improvvise accelerazioni della sua storia. I LABORATORI Programma dettagliato Come ogni anno l'associazione Chourmo propone i laboratori rivolti ai bambini ed ai ragazzi. Ecco in dettaglio l'elenco delle attività proposte nei giorni primi e durante il festival: LABORATORIO DI FOTOGRAFIA Alessandro Toscano La fotografia come linguaggio, costruire un racconto per immagini. Laboratorio teorico e pratico aperto a tutti coloro che vogliono approcciare la fotografia come mezzo espressivo nella costruzione di un racconto, utilizzando la macchina fotografica come strumento utile per narrare, parlare e comunicare per immagini. 1º Parte: Teoria del linguaggio fotografico 12-13-14 settembre ore17,00-20,00 Ex liceo atistico 3° piano 2º Parte: Pratica sul campo del Marina Café Noir 15-16-17-18 settembre in giro per il festival Materiale richiesto: - macchina fotografica digitale - HD portatile Per l'iscrizione è richiesta la presentazione di un portfolio personale via mail da mandare a ale@onoffpciture.com Numero massimo di iscritti: 12 È prevista una borsa di studio per il miglior portfolio. Quota di partecipazione: 80 euro LABORATORIO PER BAMBINI Sara Fiorillo Non solo strade Il laboratorio prevede la costruzione di una grande mappa del quartiere storico di Marina. Cosa c'è nella mappa della Marina? Una griglia di strade con i loro nomi. E infatti i bambini viaggeranno per le strade. Ma le riempiranno di quel che nella mappanon c'è: l'odore del porto, un asilo, una palma solitaria, un vecchio portone di legno blu, la storia di un gatto. Per fare una mappa tutta loro, che sia la mappa della loro esperienza, delle loro sensazioni e percezioni: una mappa che si intitolerà, appunto, Non solo strade. Destinatari: bambini di età compresa tra 8 e 11 anni Numero massimo di iscritti: 12 Luogo: Ostello 16-17 settembre ore 16,00-18,00 1º giorno: 30 minuti di presentazione del lavoro e 1 ora e 30 minuti di escursione nel quartiere della Marina 2º giorno: compilazione della nostra 'mappa narrativa' + eventuale presentazione del lavoro svolto e/o affissione della mappa nell'ostello la domenica mattina Documentazione occorrente: le liberatorie firmate dai genitori per autorizzare l'escursione nel quartiere della Marina Materiale: i bambini dovranno portare fogli bianchi o un quaderno e matita o penna per prendere qualche appunto. Quota di partecipazione: 3 euro LABORATORIO PER BAMBINI Giulia Pinna Biscotti da favola Corso di cucina per bambini per preparare gustosi biscotti e cimentarsi nell'arte della decorazione con cioccolato, glasse colorate, disegni e perline. Un'occasione per imparare qualcosa anche sull'alimentazione, l'organizzazione e la pazienza, all'insegna del divertimento. 1º giorno: realizzazione materiali utili per il secondo giorno. Nel dettaglio a scelta: - vassoio per dolci realizzato con la tecnica del decoupage, con soli materiali di riciclo - tovaglietta Americana realizzata con bustine del the - mestolo "vestito a festa" 2º giorno Impasto, cottura e decorazione biscotti. Realizzazione libricino delle ricette. Destinatari: bambini dai 5 ai 12 anni Luogo: Ostello della Gioventù, p.zza San Sepolcro/scalette Sant'Antonio 16-17 settembre ore 17,00-19,00 Numero massimo di iscritti: 15 Materiale: i bambini dovranno portare grembiule e canovaccio Quota di partecipazione: 3 euro LABORATORIO DI ILLUSTRAZIONE PER BAMBINI Associazione Bel e Zebù Le città invisibili Il laboratorio si propone di guidare i bambini nella costruzione di un libro illustrato partendo dalla lettura di un testo. PROGRAMMA Si farà una breve introduzione in cui si prenderanno in esame alcuni esempi di libri illustrati e si inviteranno i bambini a notare le differenze fra le varie tecniche di illustrazione. Durante la prima parte del laboratorio si leggeranno alcuni brani tratti dal libro Le città invisibili di Italo Calvino. In seguito il testo verrà diviso fra tutti i partecipanti al laboratorio e ogni bambino illustrerà la propria parte. Nel secondo incontro i bambini potranno inventare loro stessi delle città fantastiche e illustrarle. I più piccoli illustreranno le città inventate da Gianni Rodari nelle Favole al telefono. Destinatari: bambini dai 4 ai 12 anni Luogo: ex Liceo artistico 16-17 settembre ore 17,00-19,00 Numero massimo di iscritti: 20 Quota di partecipazione: 3 euro LABORATORIO VIOLONCELLO Gianluca Pischedda PROGRAMMA È aperto ai bambini dai 4/7 anni. Obiettivo è quello di favorire la socializzazione dei piccoli partecipanti attraverso l'esecuzione della musica d'insieme. Alla fine del percorso i violoncellisti in erba eseguiranno un brano dal vivo. Il laboratorio è tenuto dal musicista Gianluca Pischedda che instrada sulla via delle note i giovani musicisti con il metodo Suzuki, specifico per bambini molto piccoli perché non ha bisogno di particolari capacità tecniche. Modalità di iscrizione. L'iscrizione si intende avvenuta all'atto del pagamento della quota del laboratorio al quale ci si vuole iscrivere. La quota di iscrizione e le specifiche del laboratorio (età, orari e luogo) sono riportati sui moduli di descrizione del laboratorio e sono visionabili presso il Caffè Savoia, via Savoia 4, Cagliari. Il pagamento va effettuato UNICAMENTEpresso il: Caffè Savoia, via Savoia 4, quartiere Marina, Cagliari. NB. Per i minori sarà necessario compilare un liberatoria da parte del genitore/tutore. Il documento sarà consegnato prima dell'inizio del laboratorio. Per qualsiasi informazione contattare: Arianna Rasano (Associazione Bel e Zebù) 347.5975738 ariras@hotmail.it I progetti -> quo;intera Italia. Ne parleranno Marcello Fois e Pinuccio Sciola e la rete del Caffè sospeso. E non rinuncia allo sguardo delle donne che quest'anno sarà puntato sul teatro, con ospite Iaia Forte e Carolina Della Calle Casanova. Non poteva mancare la musica: due i big presenti lo chansonnier piemontese che spopola in Francia Gianmaria Testa e il nostro Antonello Salis. Tutti da scoprire invece i musicisti della Bandaran, il concerto finale a sorpresa con cui Chourmo saluta il pubblica del festival.

L'ufficio stampa:

Francesca Ortalli
Francesca Fradelloni

EXTRA FESTIVAL AL MARINA CAFÈ NOIR

VENERDÌ 16

18.00 Cafè Barcellona, Via Dettori
Omaggio a Miguel Hernandez.
Video istallazione con proiezione in loop dalle vetrine del cafè Barcellona in via Dettori di numerosi video dedicati al grande poeta spagnolo morto nelle carceri franchiste e realizzati da Carlos Escolano e Michele Bertoni che cura il progetto e le altre iniziative dedicate a M. Hernandez assieme a Daniela Furcas.

SABATO 17

18.00 Cafè Barcellona, Via Dettori
Omaggio a Dashiell Hammett.
A 50 anni dalla morte di uno dei più grandi scrittori americani e padre del noir moderno il MCN racconta la sua vita, le sue idee, le sue storie in un video programmato in loop dalle vetrine del cafè Barcellona in via Dettori, coi testi realizzati dal Chourmo con la partecipazione e la cura di Dario Cosseddu e la regia e il montaggio di Enrico Bellucci.

STRADE: UN FESTIVAL IN VETRINA.
Come e più degli altri anni, la partecipazione dei commercianti e degli artigiani sarà visibile attraverso le istallazioni scenografiche e fotografiche dedicate agli autori presenti e passati del MCN che si affacceranno dalle vetrine e dai muri del quartiere. Per iniziare con piccoli squarci in piazza Costituzione e via Manno e proseguire in via Baylle, Savoia,Dettori, Napoli e Barcellona e altre strade vicine.

STRADE E LABIRINTI
Installazioni tra le postazioni del Festival.a cura di Bruno Meloni.

Strade - Storia D'italia Nel Centro Storico
Ex -Artistico di Piazza Dettori.
Installazione su personaggi, luoghi e avvenimenti nella toponomastica di Cagliari a cura di Beatrice Artizzu con la classe 5Abis, indirizzo Architettura del Liceo Artistico di Cagliari "Foiso Fois".
I Muri Raccontano
via Dettori e adiacenti
Esposizione di manifesti, copertine di libri con box di storie e biografie dedicate a Dashiell Hammett, Luciano Bianciardi, Miguel Hernandez, Francesco Biamonti, Emilio Salgari a cura di Luca Sulis, Dario Cosseddu, Ass. Sarda M. Hernandez e Chourmo.

LE MOSTRE

Sarajevo
di Uliano Lucas

Ex Liceo Artistico Piazza Dettori

Ho vissuto 45 giorni con i cittadini di Sarajevo, nella città assediata. Li ho visti alzarsi all'alba per andare a prendere l'acqua potabile alle pompe d'emergenza, precipitarsi nelle strade con i catini e le pentole, al rumore della pioggia, per riempirli di acqua piovana; li ho osservati nelle lunghe file per prendere il pane, attenti al minimo rumore e al sibilo della granata; li ho visti uscire da case senza luce, gas, telefono e camminare per la città, verso il posto di lavoro, con la paura del cecchino che ti aspetta all'angolo della strada, cercare. Sì, perché a Sarajevo si lavora, per pochi marchi al mese, in piccole officine, nelle banche, nelle scuole. Facile, da lontano, davanti al televisore, parlare e scrivere sul dramma, qui si convive con la disperazione, ci si addormenta con la morte, basta guardare il campo sportivo e il giardino privato trasformato in orto con accanto al rosmarino le tombe dei coniugi seppelliti, croci ortodosse, cattoliche, mezzelune musulmane, tombe di fortuna, provvisorie perché il cimitero è in mano ai serbi, che uccidono. Si è consumata a Sarajevo e nella Bosnia non una guerra, ma un genocidio, un massacro da "fino all'ultimo respiro". Perché è la domanda? Cosa è successo? E fino a che punto si può assistere come spettatori a questa carneficina senza fine? Ho vissuto e visto come fotoreporter un'esplosione di follia collettiva, sapientemente alimentata, anche attraverso i mezzi di comunicazione, dalla vecchia burocrazia al potere per i suoi interessi economici, il suo desiderio di sopravvivenza; un grande dramma, a Sarajevo, a Mostar, a Belgrado, con le sue vittime e i suoi carnefici. Ho visto l'inefficienza dell'Onu, e di altri organismi umanitari, la superficialità e la voglia di protagonismo di tanti politici e intellettuali europei.

Che fare per la Bosnia? Raccontare, spiegare, informare nel modo più corretto possibile, senza autocensure né paure. Con consapevolezza. Raccontare la complessità della sopravvivenza, la tragedia della quotidianità. Raccontare Sarajevo.

Uliano Lucas, 1994

Emergency in Afghanistan
di Mario Dondero

Ex Liceo Artistico Piazza Dettori

In più di trent'anni, in Afganistan la guerra ha causato un milione e mezzo di morti, centinaia di migliaia di feriti e mutilati e quattro milioni di profughi. E sul terreno c'è ancora l'eredità delle guerre precedenti: mine antiuomo e ordigni inesplosi continuano a mutilare bambini e adulti, soprattutto civili. In Afganistan dal 1999, EMERGENCY ha costruito e gestito un Centro medico-chirurgico ad Anabah; due anni dopo ha aperto un secondo Centro chirurgico a Kabul; nel 2003 ha costruito un ospedale a Lashkar-gah, nella provincia meridionale di Helmand. Nei Centri chirurgici per vittime di guerra di EMERGENCY un letto su tre è occupato da un bambino. Nel 2003 EMERGENCY ha aperto un Centro di maternità ad Anabah, in un'area con un tasso di mortalità materno infantile tra i più alti al mondo. Il Centro ha ormai superato il traguardo dei diecimila nati. In tutto il paese, EMERGENCY ha attivato una rete di 28 Posti di primo soccorso e Centri sanitari per garantire cure tempestive ai malati e ai feriti e il loro eventuale trasferimento in ospedale. Dal 2001 EMERGENCY è impegnata anche in un programma di assistenza sanitaria ai detenuti delle maggiori carceri del paese. In Afganistan dal 1999 EMERGENCY ha curato più di 2 milioni 800 mila persone. Mario Dondero ha fotografato la gente, le montagne, il lavoro di EMERGENCY in un bianco e nero che ne coglie gli aspetti più intensi e più veri.

Ragazzo
di Paolo Ollano .

Ex Liceo Artistico Piazza Dettori

Il lavoro di Paolo Ollano si esprime attraverso una ricercagrafica e pittorica che viene personalizzata con la tecnica del collage di immagini elaborate graficamente abbinata all'utilizzo di materiali alternativi. Le foto in bianco e nero affiancate all'uso delle tecniche miste affrontano temi sociali forti, raccontano storie del nostro essere quotidiano e trasmettono messaggi ed emozioni che inducono ad una profonda e attenta riflessione. L'opera "Ragazzo" tratta chiaramente di un rifacimento ai drammatici fatti del G8 di Genova del 2001. E nel caso specifico della tragedia che colpì Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso da un carabiniere in Piazza Alimonda. Il pezzo prende spunto dalla scritta che poco dopo comparve sulla targa che contrassegna la piazza. La scritta "Gaetano Alimonda" fu cancellata con due righe fatte con uno spray azzurro e sostituita con "Carlo Giuliani". Sotto venne aggiunto il termine "Ragazzo", in modo che la targa divenne "Piazza Carlo Giuliani ragazzo". Le foto dei pannelli sono elaborazioni digitali di immagini reali dei fatti relativi all'evento.

Main Street
di Matteo Guarnaccia

Ex Liceo Artistico Piazza Dettori

Strade come Main Street - "La strada del cuore".Venti opere, venti viaggi nati dal cuore. Ogni singola linea che le compone è un tracciato, un sentiero aperto per perdersi e incontrarsi. Una mappa di piste aperte per facilitare e promuovere voli e atterraggi - non solo nell'immaginazione. Sono abolite frontiere, chiusure, sbarramenti, rigidità, la parola d'ordine è fluidità. "Una strada non è altro che una strada e non c'è nulla di male ad abbandonarla se il tuo cuore ti dice di farlo. Guarda in ogni direzione con attenzione. Poi poniti una domanda: quale delle strade che ho davanti possiede un cuore? Quella che ce l'ha è una buona strada; le altre non portano da nessuna parte."

- Carlos Castaneda -

Sarti Antonio . Come cavare un ragno dal buco
di Otto Gabos- Loriano Macchiavelli

Ex Liceo Artistico Piazza Dettori

La mostra di Otto Gabos presenta una selezione di illustrazioni tratte dal romanzo Sarti Antonio, come cavare un ragno dal buco, scritto da Loriano Macchiavelli e edito da Leonardo Publishing nel 2010.

Tutte le illustrazioni sono state realizzate su carta da spolvero leggermente avoriata con matita grassa 2B e 6B, gomma pane e sfumino. La scelta di materiali poveri ed essenziali è stata adottata per ottenere una maggiore spontaneità, forza narrativa, impatto emotivo e segna l'inizio di un periodo espressivo di Otto Gabos interamente dedicato al confronto con la narrativa noir. A questo romanzo con Macchiavelli segue infatti La giustizia siamo noi scritto con Pino Cacucci e edito da Bur Rizzoli dove viene riproposta la stessa tecnica integrata a tratti con la mezzatinta e una bicromia digitale dai toni plumbei. L'intero ciclo è stato riproposto in una mostra itinerante intitolata Annonero. Le illustrazioni selezionate vengono presentate qui al Marina Cafè Noir, nella versione pura, priva della successiva postproduzione in digitale indispensabile per la pubblicazione in volume.

Ricerca d'identità
di Ziyah Gafic

Ex liceo artistico Piazza Dettori

Sono oggetti semplici: orologi, chiavi, pettini, bicchieri. Sono gli oggetti che avevano con se le vittime del genocidio in Bosnia l'ultimo giorno della loro vita. Durante i quattro anni di conflitto che devasto la Bosnia agli inizi degli anni '90, 30 mila cittadini sparirono nel nulla.Moti di loro furono uccisi nei primi giorni del conflitto, o verso la fine delle ostilità quando l'Onu lasciò nelle mani dell'armata serba la zona di sicurezza di Srebenica. I resti per identificare le vittime del genocidio, tra cui molti effetti personali, sono stati raccolti dalla Commissione Internazionale sulle persone scomparse, istituita nel 1996 dal presidente americano Clinton insieme al governo bosniaco. Lo scopo della Commissione era quello di identificare le vittime del genocidio, simile in Europa, solo all'Olocausto. Nessun corpo doveva restare senza identità. Ho deciso di fotografare ciascun oggetto recuperato dalle fosse comuni per creare un archivio di immagini facilmente consultabile dai sopravissuti. Gli oggetti, un volta recuperati sono stati puliti, catalogati e conservati in alcune zone del paese. Migliaia di effetti personali sono stati etichettati e rinchiusi in sacchetti trasparenti di plastica bianca. Gli oggetti vengono utilizzati non soltanto per cercare di identificare le vittime ma anche come prova legale per i processi contro i crimini di guerra ancora in corso. I sopravissuti ai massacri qualche volta vengono chiamati per cercare di identificare a chi appartenessero questi oggetti personali. La loro testimonianza è lenta e dolorosa e spesso tutto risulta vano e inefficace. La presenza di spazzolini o dentifrici è un chiaro segno che le vittime dei massacri non sapevano a cosa stessero andando incontro né che cosa stava per accadere. Di solito, per evitare la ribellione negli ultimi istanti, alle vittime veniva detto che stavano per essere scambiati per prigionieri di guerra serbi. Delle migliaia di persone trucidate, una volta identificate, resteranno solo le loro tombe e questi oggetti di uso quotidiano. In tutta la loro semplicità sono l'ultimo testamento delle vittime, l'ultima prova per ricordare che tutto questo è veramente accaduto.

Le rughe della frontiera. Lampedusa: restiamo umani
Autori vari

Ex liceo artistico Piazza Dettori

Scrive il curatore della mostra, Gianpiero Caldarella: "Unafronte e una frontiera hanno qualcosa in comune? - Front -, tanto per cominciare, quella radice che si porta appresso, giù in basso, una fluttuante idea di verticalità che fa a cazzotti con la dimensione orizzontale della frontiera. La frontiera, come la fronte, non è una linea che permette di stare o al di qua o al di là. Quelle linee sono le rughe che scavano la fronte, o i muri e le recinzioni che si innalzano sulla terra, violandola, come una corona di spine poggiata sulla frontiera. Alle volte le frontiere non si attraversano, si vivono, magari tutta la vita, come accade a molti lampedusani, sperando magari un giorno di vederle crollare sotto il peso della storia, come fu per il muro di Berlino. Lampedusa è una di queste frontiere, attraversata da rughe che ci informano del tanto tempo passato a ritrovarsi nel mezzo del Mediterraneo." La mostra di vignette e illustrazioni "Le rughe sulla Frontiera / Lampedusa: restiamo umani!" è composta dalle tavole di Gianni Allegra, Altan, Flaviano Armentaro, Mauro Biani, Lelio Bonaccorso, Franco Donarelli, Ellekappa, Bicio Fabbri, Elena Ferrara, Luca Ferrara, Giorgio Franzaroli, Frago, Simon Frosini, Giuliano, Kanjano, Giuseppe Lo Bocchiaro, Giulio Laurenzi, Makkox, Riccardo Mannelli, Mario Natangelo, Marco Pinna, Rasori + Sommacal, Filippo Ricca, Guido Scarabottolo, Giacomo Schinco e Luciana Manco, Sergio Staino e Vincino. Disegnatori e illustratori di tutt'Italia hanno offerto il loro lavoro, talvolta poetico, talvolta dissacratore, talvolta inedito, talvolta no, manifestando così la loro vicinanza con la causa dei lampedusani che sono stanchi di sentire parlare di continue emergenze e facili soluzioni. La mostra è dedicata alla memoria di Vittorio Arrigoni ed è stata promossa dai ragazzi dell'Associazione Askavusa di Lampedusa insieme a Legambiente Lampedusa, Re.Co. Sol., Arci e Asgi.

20 Giorni in Sardegna
di Henry Cartier Bresson

Espace, via Savoia

E' stato definito l'occhio del secolo. Per la bravura a imprigionare in uno scatto, per l'eternità, persone, cose e fatti che hanno fatto la storia del Novecento. Il suo segreto? Semplice: "Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore". Non è una tecnica, piuttosto " un modo di vivere". Henri Cartier-Bresson, un posto nell'olimpo dei più grandi fotografi del pianeta, nato a Chanteloup il 22 agosto del 1908, scomparso a Céreste, Alta Provenza, il 3 agosto 2004, all'eta di 95 anni: una vita condivisa per molti anni con una Leica 35mm, la macchina fotografica preferita comprata nel 1930 durante un viaggio in Costa d'Avorio. Uomo e mirino, un sodalizio perfetto. Tra il '51 e il '73, compie numerosi viaggi in Italia. Nell'estate del 1962, la rivista internazionale "Vogue" gli commissiona un reportage sulla Sardegna, dove trascorre una ventina di giorni. Immortala la gente in maniera discreta e senza forzature, preferendo alla nascente ed elitaria Costa Smeralda, come del resto era stato per la Penisola, i luoghi della tradizione: Mamoiada, San Leonardo di Siete Fuentes, Orosei, Cala Gonone, Orgosolo, Orani - ospite dell'amico Costantino Nivola -, Desulo, Oliena, Nuoro e Cagliari. Gli scatti saranno poi esposti nelle gallerie e nei musei più importanti al mondo. Per gentile concessione di Tiscali, che ne detiene i diritti, alcune di queste preziose immagini verranno proposte al pubblico di Marina Cafè Noir nei giorni del festival.

Dal Gambero Nero a sapori reclusi
di Davide Dutto

Spazio P, via Napoli

Questa mostra itinerante parte dal lavoro di reportage realizzato dal fotografo Davide Dutto con lo scrittore Michele Marziani presso il carcere di Fossano nel 2005, da cui nacque il libro "Il Gambero Nero: Ricette dal carcere". Successivamente a fotografia e testi è stata unita la cucina d'autore, in un workshop foto-gastronomico sviluppatosi nella casa circondariale di Alessandria tra il 2009 e il 2010. Qui il fotografo, assieme ad un gruppo di cuochi stellati, ha sperimentato varie forme di comunicazione con l'intenzione di unire mondi abitualmente percepiti come estremi e lontani. Da questa idea è nata l'associazione Sapori Reclusi (www.saporireclusi.org) la cui mission è, appunto, quella di favorire il dialogo tra gruppi che si trovano distanti nella società. Le fotografie aprono una finestra tra le mura del carcere, permettendo alla realtà di evadere e agli uomini di incontrarsi faccia a faccia, magari attorno ad un tavolo. Il cibo, infatti, fa si che ciascuno si spogli dei propri ruoli e garantisce un dibattito sano e diretto. Cucinare permette di restare in contatto con le proprie radici, garantisce all'uomo di mantenere vivi i ricordi, la speranza, la dignità. La mostra "Dal gambero Nero a Sapori Reclusi" è gia stata esposta in alcuni dei ristoranti che hanno partecipato al corso (Antica Trattoria del Gallo di Paolo Reina; Il Verso del Ghiottone di Roberto Campogrande e Gilberto Demaria) ed è stata esposta durante un evento a Eataly Torino a cui hanno partecipato tutti i cuochi (Andrea Ribaldone, Davide Palluda, Ugo Alciati, flavio Ghigo). La mostra ha anche fatto da sfondo al padiglione della regione Piemonte durante il Salone del Gusto di Torino e a eventi di promozione delle realta produttive del carcere a Verbania, sede della Banda Biscotti.

Eloisa Cartonera

Mostra di Eloisa Cartonera
Invisibile, via Barcellona

Tutto ebbe inizio nel 2003. A Buenos Aires esisteva una minuscola casa editrice fondata da uno scrittore visionario, Washington Cucurto, e da uno scultore, Javier Barilaro. Quest'ultimo si innamorò, ahimé senza essere ricambiato, di una giovane boliviana di nome Eloisa. In mancanza di love story, l'artista trovò almeno l'ispirazione per dare un nome alla sua piccola società: "Libros de Eloisa". La crisi minacciò la casa editrice di sparire se i due fondatori avessero continuato a stampare libri con i metodi tradizionali:il materiale aveva raggiunto costi esorbitanti. Così venne escogitata una soluzione: acquistare la carta ai cartoneros per strada e utilizzarla per stampare le pubblicazioni, decorando con la tempera i cartoni più duri usati per la copertina. E così, "Eloisa" divenne cartonera e i suoi libri, piccole opere d'arte, dipinte dagli stessi ragazzi di strada. Molti giovani autori sudamericani sono accorsi per sostenere il progetto e attualmente, Eloisa vanta un catalogo di duecento titoli. Racconti, libri per bambini, saggi, romanzi-culto di giovani autori quali Gabriela Bejerman, fanno parte dell'"universo Eloisa.

Mediterraneo
di Pia Valentinis

Cafè Savoia

I miti, le leggende,la storia,le religioni, i climi, la vegetazione,gli animali, la terra, la sabbia, il mare come nel "Breviario Mediterraneo" di Pedrag Matvejevic. Pia Valentinis suggerisce ogni possibile lettura del Mediterraneo con 32 immagini ottenute con la tecnica dello scratchboard, graffiatura da un foglio "preparato" in nero. Le figure si trasformano in altrettante carte e si moltiplicano per un numero grande quanto i punti di vista per raccontare il Mediterraneo e insieme la sua unità e le sue diversità, la lentezza del suo tempo e le improvvise accelerazioni della sua storia.

I LABORATORI

Programma dettagliato

Come ogni anno l'associazione Chourmo propone i laboratori rivolti ai bambini ed ai ragazzi. Ecco in dettaglio l'elenco delle attività proposte nei giorni primi e durante il festival:

LABORATORIO DI FOTOGRAFIA

Alessandro Toscano
La fotografia come linguaggio, costruire un racconto per immagini.

Laboratorio teorico e pratico aperto a tutti coloro che vogliono approcciare la fotografia come mezzo espressivo nella costruzione di un racconto, utilizzando la macchina fotografica come strumento utile per narrare, parlare e comunicare per immagini.

1º Parte: Teoria del linguaggio fotografico

12-13-14 settembre ore17,00-20,00
Ex liceo atistico 3° piano

2º Parte: Pratica sul campo del Marina Café Noir

15-16-17-18 settembre
in giro per il festival

Materiale richiesto:
- macchina fotografica digitale
- HD portatile

Per l'iscrizione è richiesta la presentazione di un portfolio personale via mail da mandare a ale@onoffpciture.com

Numero massimo di iscritti: 12
È prevista una borsa di studio per il miglior portfolio.

Quota di partecipazione: 80 euro

LABORATORIO PER BAMBINI

Sara Fiorillo
Non solo strade

Il laboratorio prevede la costruzione di una grande mappa del quartiere storico di Marina. Cosa c'è nella mappa della Marina? Una griglia di strade con i loro nomi. E infatti i bambini viaggeranno per le strade. Ma le riempiranno di quel che nella mappa non c'è: l'odore del porto, un asilo, una palma solitaria, un vecchio portone di legno blu, la storia di un gatto. Per fare una mappa tutta loro, che sia la mappa della loro esperienza, delle loro sensazioni e percezioni: una mappa che si intitolerà, appunto, Non solo strade.

Destinatari: bambini di età compresa tra 8 e 11 anni
Numero massimo di iscritti: 12

Luogo: Ostello
16-17 settembre ore 16,00-18,00

1º giorno: 30 minuti di presentazione del lavoro e 1 ora e 30 minuti di escursione nel quartiere della Marina

2º giorno: compilazione della nostra 'mappa narrativa' + eventuale presentazione del lavoro svolto e/o affissione della mappa nell'ostello la domenica mattina

Documentazione occorrente: le liberatorie firmate dai genitori per autorizzare l'escursione nel quartiere della Marina

Materiale: i bambini dovranno portare fogli bianchi o un quaderno e matita o penna per prendere qualche appunto.

Quota di partecipazione: 3 euro

LABORATORIO PER BAMBINI

Giulia Pinna
Biscotti da favola

Corso di cucina per bambini per preparare gustosi biscotti e cimentarsi nell'arte della decorazione con cioccolato, glasse colorate, disegni e perline. Un'occasione per imparare qualcosa anche sull'alimentazione, l'organizzazione e la pazienza, all'insegna del divertimento.

1º giorno: realizzazione materiali utili per il secondo giorno. Nel dettaglio a scelta:

- vassoio per dolci realizzato con la tecnica del decoupage, con soli materiali di riciclo
- tovaglietta Americana realizzata con bustine del the
- mestolo "vestito a festa"

2º giorno

Impasto, cottura e decorazione biscotti. Realizzazione libricino delle ricette.

Destinatari: bambini dai 5 ai 12 anni
Luogo: Ostello della Gioventù, p.zza San Sepolcro/scalette Sant'Antonio

16-17 settembre ore 17,00-19,00

Numero massimo di iscritti: 15

Materiale: i bambini dovranno portare grembiule e canovaccio
Quota di partecipazione: 3 euro

LABORATORIO DI ILLUSTRAZIONE PER BAMBINI

Associazione Bel e Zebù

Le città invisibili

Il laboratorio si propone di guidare i bambini nella costruzione di un libro illustrato partendo dalla lettura di un testo.

PROGRAMMA

Si farà una breve introduzione in cui si prenderanno in esame alcuni esempi di libri illustrati e si inviteranno i bambini a notare le differenze fra le varie tecniche di illustrazione. Durante la prima parte del laboratorio si leggeranno alcuni brani tratti dal libro Le città invisibili di Italo Calvino. In seguito il testo verrà diviso fra tutti i partecipanti al laboratorio e ogni bambino illustrerà la propria parte. Nel secondo incontro i bambini potranno inventare loro stessi delle città fantastiche e illustrarle. I più piccoli illustreranno le città inventate da Gianni Rodari nelle Favole al telefono.

Destinatari: bambini dai 4 ai 12 anni
Luogo: ex Liceo artistico
16-17 settembre ore 17,00-19,00

Numero massimo di iscritti: 20
Quota di partecipazione: 3 euro

LABORATORIO VIOLONCELLO

Gianluca Pischedda

PROGRAMMA

È aperto ai bambini dai 4/7 anni. Obiettivo è quello di favorire la socializzazione dei piccoli partecipanti attraverso l'esecuzione della musica d'insieme. Alla fine del percorso i violoncellisti in erba eseguiranno un brano dal vivo. Il laboratorio è tenuto dal musicista Gianluca Pischedda che instrada sulla via delle note i giovani musicisti con il metodo Suzuki, specifico per bambini molto piccoli perché non ha bisogno di particolari capacità tecniche.

Modalità di iscrizione.

L'iscrizione si intende avvenuta all'atto del pagamento della quota del laboratorio al quale ci si vuole iscrivere.

La quota di iscrizione e le specifiche del laboratorio (età, orari e luogo) sono riportati sui moduli di descrizione del laboratorio e sono visionabili presso il Caffè Savoia, via Savoia 4, Cagliari.

Il pagamento va effettuato UNICAMENTE presso il: Caffè Savoia, via Savoia 4, quartiere Marina, Cagliari.

NB.

Per i minori sarà necessario compilare un liberatoria da parte del genitore/tutore.
Il documento sarà consegnato prima dell'inizio del laboratorio.

Per qualsiasi informazione contattare: Arianna Rasano (Associazione Bel e Zebù) 347.5975738 ariras@hotmail.it

I progetti ->


MARINA CAFÈ NOIR
Festival di Letterature Applicate (IX Edizione)

15-18 Settembre 2011
Cagliari - Quartiere Marina

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clicca sull'immagine per ingrandire

«Non capisco cosa tu voglia dire a proposito della 'tua' strada,» disse la Regina ad Alice: «qui tutte le strade sono mie.». Così recitava il libro del grande Lewis Carroll, svelando gli infiniti significati di una parola apparentemente così semplice. E noi, che "sulle strade" ci lavoriamo da anni, nove per la precisione, sappiamo quanto siano importanti. Dunque saranno le "Strade" il tema della nona edizione del Festival Marina Cafè Noir, per provare a rilanciare questa parola contenitore, ampliando le sue rotte e le sue mappe, siano esse reali o fantastiche. Perché le Strade - intese come vie che uniscono, rotte che separano, ma anche e soprattutto spazio che contiene - non sono solo fette di territorio, ma rivelano anche i percorsi personali e intimi di ognuno di noi, a volte felici altre tortuosi.

Strade quindi, per costruire nuove mappe e nuovi mondi in cui ci piacerebbe vivere. O per fuggire da quelli che ci stanno stretti o che spesso, nostro malgrado, sono ostili. Strade per incontrare, scambiare, accogliere e per condividere la ricchezza comune. Ma anche per far circolare le contraddizioni delle nostre società e dei nostri territori, spunti interessanti da trasformare in nuove idee. Che risaltano e vengono condivise con il numeroso e sempre partecipe pubblico del Festival attraverso il racconto e i linguaggi artistici.

In questo senso Marina Cafè Noir vuole diventare più grande aprendosi al resto del mondo, pur restando "piccolo", legato alla città e al territorio. È questo, in fondo, il segreto del festival: la felice fusione tra una festa di quartiere e un laboratorio internazionale di creatività a cielo aperto. Perché il progetto non potrebbe esistere senza il quartiere di Marina, la città di Cagliari, la terra di Sardegna con le sue ricchezze e complessità. Ma non potrebbe nemmeno esserci senza i contributi e gli arricchimenti, risorse preziose che da sempre arrivano dalle strade del mare e del cielo.

I temi che affronteremo insieme Serge Latouche, Loriano Macchiavelli, Loredana Lipperini, Thierry Fabre e, per rimanere nelle strade di casa nostra, Antonello Salis, Pinuccio Sciola e Paolo Fresu, solo per citarne alcuni, saranno quelli che ci sono cari da sempre: le migrazioni, del Mediterraneo, i diritti umani e civili, le culture minoritarie o in via di scomparsa, il lavoro, i modi e i sistemi per continuare a far crescere il nostro territorio integrandolo sempre di più e meglio dentro una comunità europea, mediterranea e cosmopolita.

Noi proviamo a continuare sulla nostra, di strada, e v'invitiamo a riempire e vivere le nostre nei giorni del festival e non solo. E stando sempre attenti a tutte le strade che incroceremo ogni volta che ci sentiremo persi, ancora penseremo attentamente a ciò che scrisse Lewis Carroll: «Mi vuoi dire, per favore, quale strada devo prendere per uscire da qui?» - chiese Alice - «Dipende in gran parte da dove vuoi andare.» - rispose il Gatto.

Gli ospiti

  • Loriano Macchiavelli

  • Thierry Fabre

  • Serge Latouche

  • Michela Murgia

  • Uliano Lucas

  • Gian Maria Testa

  • Mario Dondero

  • Maurizio Blatto

  • Stefano Giaccone

  • Nina Mimica

  • Matteo Guarnaccia

  • Marco Baliani

  • Pinuccio Sciola

  • Otto Gabos

  • Sonya Orfalian

  • Loredana Lipperini

  • Paul O' Connor

  • Claire Devers

  • Giacomo Sferlazzo

  • Davide Dutto

  • Alessandro Negrini

  • Marcello Fois

  • Antonello Salis

  • e gli artisti, artigiani, scrittori, musicisti e abitanti della città di Cagliari

RIFERIMENTI
Chourmo:
telefono 329.6823270 | 329.6823671

Ufficio stampa:
Francesca Ortalli
Francesca Fradelloni

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Informazioni Turistiche Cagliari
Informazioni Turistiche su Cagliari:
Data ultimo aggiornamento 19/09/2011 13:26:46
Inserito da Gianfranco
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