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Studio Esseci Scheda Evento
FESTIVAL BIBLICO, Oltre 35mila visitatori in 10 giorni Non nascondono la soddisfazione gli organizzatori del Festival Biblico - la Società San Paolo e la Diocesi di Vicenza - davanti ai dati di affluenza alla VII edizione della manifestazione, intitolata "di Generazione in Generazione". Oltre 35mila le presenze finora registrate, ma alcune delle 12 mostre proposte nell'ambito del Festival sono ancora aperte al pubblico e la cifra non tiene conto dei visitatori che si aggiungeranno in questi giorni. Pare dunque vinta anche quest'anno la sfida di portare la Bibbia nella piazza e per le strade, nei luoghi della quotidianità dove si svolge la vita di ogni giorno, attraverso una molteplicità di linguaggi capaci di parlare a ogni ambito dell'esperienza. Annunciato il tema della VII edizione (Vicenza e provincia, 20-29 maggio 2011) Presentato il programma della VII edizione del Festival Biblico Walesa, Ravasi, Finardi, Arslan e tanti altri per dieci giorni con la Bibbia COMUNICATO STAMPA / 07 Sono quattro i Percorsi proposti sul tema del "generare", riletto attraverso chiavi interdisciplinari ma tutte legate alle sacre Scritture, attorno ai quali si raggrupperanno i circa 130 incontri e attività della VII edizione del Festival Biblico, in modo da fornire ai visitatori la possibilità di approfondire maggiormente l'ambito desiderato. 1) GENERARE ALLA FEDE - PERCORSo biblico E TEOLOGICO Gesù Cristo pose a Nicodemo (e a noi) una questione decisiva quando gli disse: «Se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?» (Gv 3,3-4) chiede Nicodemo (e chiediamo noi) al rabbi di Nazareth. La filosofa María Zambrano avrebbe risposto che mentre l'animale nasce una volta per sempre, l'uomo invece non è mai nato del tutto e deve affrontare la fatica di generarsi di nuovo o sperare di essere generato (cfr. Verso un sapere dell'anima, Milano 1996, p. 90). Su questo la Bibbia ha molto da dire. Essa è un testo sempre giovane e sempre vivamente interrogante, perché ogni sua pagina, invitandoci ad avere fede in Dio e nell'altro ci permette di ritrovare autenticamente noi stessi, e così di «ringiovanire» ed essere in qualche modo «rigenerati». Il Festival Biblico attraverso gli incontri con biblisti e studiosi ci condurrà a scoprire che le sacre Scritture ci mettono a confronto con questa questione, cruciale in ogni stagione della vita. Se i primi libri della Bibbia ci raccontano la storia di un individuo (la Genesi) e di un popolo (l'Esodo) che come neonati muovono i loro primi passi, i libri sapienziali raccoglieranno poi un bacino di esperienza accumulata e tramandata come un tesoro, prezioso perché conquistato con fatica. I libri profetici invece svelano ipocrisie e idoli, ponendo l'uomo a confronto con il compito di essere autenticamente se stesso. Il Nuovo Testamento infine ci introduce in quella "rinascita" personale e comunitaria che accade pienamente nell'incontro con Cristo. A inaugurare questo viaggio nella Parola sarà il card. Gianfranco Ravasi, graditissimo ospite del Festival che torna a farci visita con la sua straordinaria sensibilità e cultura. Ci accompagneranno poi diversi studiosi del Libro sacro, solo per citarne alcuni i biblisti Antonella Anghinoni, Federico Giuntoli, Rosanna Virgili, l'archeologo Dan Bahat, i filosofi Massimo Donà e Roberto Mancini. Il tema della "generazione" verrà approfondito anche secondo la lettura ebraica attraverso alcune conversazioni con il Rabbino Capo di Ferrara rav Luciano Caro, con l'ex Rabbino Capo di Milano rav Giuseppe Laras e con la giudaista Elena Lea Bartolini. 2) GENERARE ALLA VITA - PERCORSo antropologico e spirituale "Generare" significa iniziare. Tutto ha un inizio perché tutto viene generato, ci ricordano le prime righe della Bibbia. Tutto e tutti hanno dei "genitori". Credenti o non credenti, ognuno s'interroga sul significato della propria nascita e della propria identità. Sul volto di nostro padre e di nostra madre. Sul nostro volto che ripete il loro. Sul nostro essere a immagine e somiglianza di Dio. Il Festival Biblico passa la parola all'esperienza: scrittori, psicologi ed educatori si racconteranno e ci racconteranno cosa significa essere figli. Per poi passare dall'altra parte, diventando padri e madri, artefici di generazione. Dal romanziere Tahar Ben Jelloun agli scrittori Giorgio Pressburger e Antonia Arslan, dallo psicoterapeuta Osvaldo Poli al filosofo dell'educazione Duccio Demetrio allo psicologo Paolo Crepet, dai teologi Piero Coda ed Ermes Ronchi alla monaca suor Minke De Vries e ad Armando Matteo, assistente nazionale FUCI ed esperto del mondo giovanile... ecco tante buone occasioni per guardarsi allo specchio senza provare inquietudine. Moltissime saranno inoltre le iniziative rivolte alle famiglie e ai bambini: spettacoli teatrali, laboratori didattici, letture animate, una mostra d'illustrazione per l'infanzia e un momento di festa con il Piccolo Coro "Mariele Ventre" dell'Antoniano di Bologna. E soprattutto l'ormai tradizionale Giornata delle Famiglie: appuntamento sabato 28 maggio a Parco Querini per realizzare insieme un grande mosaico di stoffa, colorato dai più piccoli e cucito dai più grandi, che si alzerà nel cielo... sollevato da una mongolfiera! 3) GENERARE ALLO STARE INSIEME - PERCORSo sociale e pedagogico "Il mondo: istruzione per l'uso": chi non vorrebbe un manuale perfetto per crescere senza problemi? Qualcuno ci dovrebbe insegnare come vivere insieme a scuola e all'università, nei gruppi e nelle associazioni, nel mondo del lavoro, nello sport, nella politica, nel divertimento...Ma cosa significa "educazione" se non fare insieme? Il Festival Biblico per introdurre a questo offre laboratori di lettura e work shop fotografici, mostre per l'infanzia, giochi per i più piccoli e proposte per le famiglie. E tantissimi incontri per riflettere sul cosa significa crescere insieme. Sul significato dell'educazione dei più giovani ci confronteremo con don Antonio Mazzi della Comunità Exodus. Il mondo scolastico ci verrà raccontato dall'esperienza diretta di tre insegnanti e scrittori: Andrea Monda, Valter Binaghi ed Eraldo Affinati, impegnato da anni presso la Città dei Ragazzi. Mentre del mondo della comunicazione ci parleranno l'editorialista Beppe Del Colle e il telepresentatore Manolo Martini, insieme ai protagonisti della trasmissione "6 in cammino" di Boing TV. Il mondo della salute e il significato del benessere saranno approfonditi dal filosofo Carmelo Vigna e dal teologo Ezio Falavegna. Ampio spazio verrà dato all'incontro tra culture e religioni diverse, attraverso incontri con l'esperto di questioni mediorientali padre Samir Khalil Samir, con il vescovo di Rumbek (Sud Sudan) Cesare Mazzolari, e con il Convegno Interreligioso centrato sull'incontro tra giovani generazioni di credenti. Infine, ascolteremo dalla voce di un testimone d'eccezione l'impegno civile nel il mondo del lavoro e l'avventura della politica: sarà con noi il fondatore di Solidarno??, l'ex presidente polacco e Nobel per la Pace Lech Walesa. 4) GENERARE ALLA BELLEZZA - PERCORSo artistico E CULTURALE Dalla Creazione alla creatività: è il momento dell'arte, per generare un sguardo nuovo sul mondo e riscoprire la bellezza! Dal Medioriente all'Est Europeo, il Festival Biblico vi invita ai laboratori di danza ebraica e all'ascolto del canto liturgico, agli incontri sull'arte e a quelli specifici sulle lettura delle icone, per riscoprire tradizioni lontane che tuttavia non ci sono estranee. Spicca l'incontro con Guido Chiesa, regista e sceneggiatore, che lo scorso anno è arrivato nelle nostre sale cinematografiche con Io sono con te (Italia 2010), una pellicola centrata sulla figura di Maria di Nazareth. E poi recital teatrali e spettacoli, una lettura musicale dedicata a David Turoldo, la partecipazione dei poeti Franco Loi e Davide Rondoni, gospel e canti di tante etnie presenti nel territorio vicentino che ci sfiorano ogni giorno, trasmessi anch'essi "di generazione in generazione" anche lontano dalla propria terra. Per concludere il fascino vibrante del grande cantautore Eugenio Finardi con Luca Bassanese, l'acutezza critica di Pietro Rattalino e le sonorità di Sonig Tchakerian nel centenario della nascita di Franz Liszt, nonché i ritmi inarrestabili del gruppo di musica rom Alexian Group accompagnati dall' Orchestra Europea per la Pace. Canzone italiana, musica classica e la vitalità dei canti popolari: tre proposte molto diverse, ma sullo spartito del Festival Biblico c'è spazio per tutti coloro che "generano bellezza"! Info: www.festivalbiblico.it Ufficio Comunicazione: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo COMUNICATO STAMPA / 02 Annunciato il tema della VII edizione (Vicenza e provincia, 20-29 maggio 2011) " Raccontatelo ai vostri figli 1. L'educazione e le relazioni intergenerazionale: una questione attuale In ogni epoca e società, pur se con modalità differenti, l'educazione delle nuove generazioni quale processo dinamico e aperto nel quale si trasmettono-condividono le esperienze circa il senso e le forme del vivere ha rappresentato per ciascun gruppo umano un compito e una questione fondamentale. Nel nostro tempo però, soprattutto in Occidente, l'educazione è diventata problema in maniera nuova perché i rapporti tra le generazioni sono divenuti incerti e problematici in particolare per quanto riguarda la speranza circa la qualità e il senso della vita. Da alcuni secoli è infatti in atto un processo di ampia e progressiva complessificazione culturale e sociale che ha creato uno spazio pubblico ricco di opportunità dove le persone spesso vagano sperimentando una crescente difficoltà a decidersi in maniera profonda e stabile per alcune di esse (cfr. Ch. Taylor, L'età secolare, Feltrinelli 2009, p. 444). In questi ultimi decenni sono inoltre sopravvenute significative trasformazioni che coinvolgono l'atto del trasmettere/condividere di generazione in generazione, sia nel campo specifico della trasmissione della fede cristiana che in quello dei valori e dei riferimenti attinenti il senso e gli stili della vita umana e sociale. È cambiato il mondo, sono cambiati i modi di pensare e fare scienza, gli stili di vita, soprattutto è cambiata la tecnologia che ha cambiato i modi di lavorare, i modi di vivere i modi di comunicare, di stare in relazione: se prima erano gli adulti che insegnavano ai ragazzi, adesso sì e no che i ragazzi abbiano voglia di insegnare agli adulti come si usano con profitto i nuovi mezzi. La credibilità degli adulti (non parliamo degli anziani) in tanti settori risulta diminuita così come l'importanza della memoria, la memoria "lunga", la storia, le storie (famigliari ad es.). Generazioni giovani bloccate nel presente, adulti giovanili né carne né pesce, anziani che cercano di adattarsi ma spesso disorientati e sguarniti, presenze di persone di altre culture, religioni, stili di vita, che molti non sanno se accogliere o rifiutare, con la fiducia che scende a livelli minimi verso gli altri e le istituzioni. Il rischio di smarrirsi è grande, con una conseguente insignificanza della generazione dei padri e una fragilità di quella dei figli. Anche la chiesa italiana ha riconosciuto la centralità della questione educativa nella sua connessione alla sfida intergenerazionale: "Nella trasmissione del proprio patrimonio spirituale e culturale ogni generazione si misura con un compito di straordinaria importanza e delicatezza, che costituisce un vero e proprio esercizio di speranza" ( Rigenerati per una speranza viva . Nota pastorale dell'episcopato italiano, n.12). Siamo tutti consapevoli della difficoltà e della necessità attuale, in ogni ambito, di garantire una trasmissione/condivisione significativa per la vita. A fronte di una questione così vitale per l'oggi e il domani della nostra società e delle nostre famiglie il Festival biblico invita tutti a rivolgere l'attenzione alle Scritture quale Libro della Parola di Dio e grande codice culturale di un'identità aperta e accogliente per capire se e come possano risvegliare e orientare la nostra responsabilità di fronte a questa sfida. 2. Il passaggio generazionale e l'esperienza educativa nelle Scritture Le Scritture nascono come narrazione tramandata e condivisa di generazione in generazione, tessendo il filo di una storia di alleanza di cui i padri sono testimoni nei riguardi dei figli, i vecchi a fronte dei giovani, una generazione in continuità con l'altra. Si trasmette/condivide ciò che è stato consegnato, non tuttavia con modalità fisse e ripetitive, bensì in una interpretazione continua e rinnovata; ciò che è avvenuto alla generazione precedente vale per le seguenti, nell'oggi di una storia viva che, aperta al futuro, diviene storia attuale di salvezza. Così - ad esempio - l'evento dell'esodo è paradigmatico, per Israele, dal momento che la liberazione non riguarda solamente coloro che hanno vissuto il passaggio del mare e l'epopea del deserto; riguarda tutti e ciascuno, in una consegna generazionale che si fa rito: " Questo sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne " (Es 12,14). E così pure la pasqua dei cristiani, impressa negli orecchi, negli occhi, nelle mani dei primi testimoni e tramandata quale esperienza condivisibile nel passaggio delle generazioni: " Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi , perché anche voi siate in comunione con noi " (1Gv 1,3). In tutto questo il racconto biblico si svela come un racconto guidato dal desiderio che esige dal suo destinatario un movimento. Più concretamente esso è trasmesso da coloro che hanno già risposto a questo appello e imprimono anzitutto nei loro gesti (nel loro stesso corpo, nelle loro parole e nelle loro opere) l'interpretazione del testo. Così il movimento della parola delle Scritture viene seguito e vissuto, ma conserva sempre un aspetto incompiuto. Di qui il carattere vivente della trasmissione del messaggio (cfr. P. Beauchamp, Testamento biblico, Qiqajon, 2007, pp.17-18). Il passaggio generazionale nelle Scritture è testimoniato in molti spazi e modi, anzitutto nell'ambito familiare; così nella tradizione ebraica, ma anche in quella cristiana già dagli inizi. Del vescovo Timoteo, che prende il testimone da Paolo segnando l'avvento della seconda generazione dei discepoli di Cristo, si dice: " Mi ricordo della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Loide e tua madre Eunice, e che ora, ne sono certo, è anche in te " (2Tm 1,5). Il contesto familiare è profondamente mutato, nel corso del tempo, tuttavia rimane la significatività di questa esperienza primaria per ogni trasmissione/condivisione, sia di fede che di vita. Anche quando le famiglie sono concretamente in affanno e toccano con mano i loro limiti e gli stessi fallimenti, è al loro interno che avvengono alcune consegne che plasmano il modo di vedere le cose, affrontare le situazioni, decidersi nella vita. 3. Le scansioni del tema nella VII edizione del Festival Biblico La settima edizione del Festival Biblico intende raccogliere ancora una volta la sfida di cercare luce e ispirazione nelle Scritture per esercitare, orientandola nell'oggi, quella libertà e responsabilità che ci fa autenticamente umani. In questa nuova edizione, mediante la molteplicità di linguaggi e di esperienze che sono ormai diventate caratteristica saliente del Festival Biblico il tema "di generazione in generazione" - pensato nell'ottica delle relazioni intergenerazionali e della responsabilità educativa - verrà declinato secondo tre dimensioni fondamentali che aiuteranno le Scritture a diventare parlanti e interpellanti. Anzitutto la dimensione biblica dove leggeremo e cercheremo di interpretare alcune delle più significative tra le pagine in cui le divine Scritture ci svelano il senso e l'arte della narrazione-educazione intergenerazionale in ordine alla trasmissione della fede e all'umanizzazione dell'uomo e della società. «Educare - ha affermato Benedetto XVI rivolgendosi alla LXI assemblea dei vescovi italiani - è formare le nuove generazioni perché sappiano entrare in rapporto con il mondo forti di una memoria significativa che non è solo occasionale, ma accresciuta dal linguaggio di Dio che troviamo nella natura e nella Rivelazione, di un patrimonio interiore condiviso, della vera sapienza che, mentre conosce il fine trascendente della vita, orienta il pensiero, gli affetti e il giudizio». Quindi la dimensione spirituale e antropologica dove, alla luce dell'ispirazione delle Scritture, saremo invitati a riscoprire alcune disposizioni umane fondamentali del narrare-educare intergenerazionale quali l'ascolto, la parola, la domanda, l'accoglienza, la ricerca, la testimonianza, la condivisione, il silenzio, l'assunzione di responsabilità, il prendersi cura effettivo... Infine la dimensione sociale che, sempre nella luce ispiratrice delle Scritture, ci porterà a riscoprire alcuni spazi fondamentali della narrazione-educazione come la paternità e la maternità, la famiglia e la casa, le età della vita, la scuola e l'università, i gruppi e le associazioni, i mondi del lavoro, lo sport, la strada, il divertimento... Con questo il Festival Biblico si ripresenta per l'edizione 2011 consapevole di una sua piccola ma significativa responsabilità in ordine alla sfida educativa che, quasi invitando a una sorta di "alleanza", coinvolge famiglie, scuola, chiesa, mondi del lavoro e dell'impresa, dell'arte e della cultura e dei media quali componenti di una società complessa chiamata a dare risposte umane, politiche economiche e culturali non semplici eppure giuste, lungimiranti, a misura della vita umana di ogni umana generazione. Annunciato il tema della VII edizione (Vicenza e provincia, 20-29 maggio 2011) COMUNICATO STAMPA / 01 Dal 20 al 29 maggio 2011, presso Vicenza e provincia, la settima edizione del Festival Biblico ospiterà nuovamente il confronto tra le antiche Scritture e l'attualità più scottante. A intessere il dialogo con il pubblico saranno convocati scrittori e artisti, filosofi e biblisti, ma anche sociologi, industriali e sindacalisti. Perché il messaggio della Bibbia - pilastro portante quanto nascosto della nostra cultura - provoca alla riflessione chiunque e mette in discussione ogni area dello scibile. A dimostrarlo c'è il concreto successo delle precedenti edizioni del Festival: lo scorso anno sono stati più di trentamila i partecipanti agli oltre cento appuntamenti in programma nei giorni centrali della manifestazione. Di generazione in generazione è il tema, stimolante e complesso, di questa nuova edizione. Ancora oggi possono risuonare forti nel nostro Paese, segnato dalla natalità in decrescita e dalla crisi delle istituzioni educative, le parole del profeta Gioele: «Raccontatelo ai vostri figli e i vostri figli ai loro figli e i loro figli alla generazione seguente» (Gl 1,3). Nella Bibbia l'educazione non si limita a un travaso d'informazioni. Educare significa raccontare e raccontarsi, tramandare un'esperienza fatta di carne e sangue, vissuta sulla propria pelle e affidata alla continua mutevolezza di ogni esistenza storica. In una società dove cultura, informazione e informatizzazione sembrano talvolta imboccare strade diverse, piuttosto che congiungersi, le Scritture rimandano a un modello di educazione fondato prima di tutto sul dialogo tra persone. E sulla dimensione affettiva più intima: quella interna alla famiglia, primo e insostituibile nucleo per la formazione individuale, sociale e civile di ognuno. La Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana ha sottolineato che «nella trasmissione del proprio patrimonio spirituale e culturale ogni generazione si misura con un compito di straordinaria importanza e delicatezza, che costituisce un vero e proprio esercizio di speranza» ( Rigenerati per una speranza viva, n.12). Non si può educare se non si ha speranza, ma senza educazione non c'è futuro: un monito chiaro, che evidenzia come la questione educativa sia una "emergenza" in quanto non può essere posposta a nessun altro problema, per quanto urgente possa apparire. Anche quest'anno gli organizzatori del Festival - la Diocesi di Vicenza e la Società San Paolo - si affideranno a una molteplicità di spazi e di linguaggi per entrare nel vivo del tema scelto. È questo, in fondo, l'esempio offerto dalla Bibbia stessa: un Libro scritto da una schiera di uomini in epoche e luoghi differenti, affidata a ogni tipo di genere letterario e perfino a lingue diverse. Un Libro più moderno di qualunque romanzo postmoderno. Un Libro unico, il Libro dell'umanità di ogni tempo in ascolto dell'Eterno.
Data ultimo aggiornamento 01/06/2011 21:34:40
Inserito da Gianfranco
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Grazie Gianfranco & Monica
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