LA XIII EDIZIONE DE I PRIMI D'ITALIA
Foligno dal 29 settembre al 2 ottobre
LEZIONI DI CUCINA, DEGUSTAZIONI, ASSAGGI,
SPETTACOLI CON UN UNICO GRANDE PROTAGONISTA: IL PRIMO PIATTO ITALIANO
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I Primi d´Italia, 12 anni di Festival...tutto da gustare!
Una tentazione, un piacere, una gratificazione, un'occasione di convivialità... la pasta è tutto questo, ma anche molto altro. Perché il primo piatto, simbolo della tradizione culinaria italiana, apre le porte a riflessioni di carattere culturale, economico, sociale, ma anche medico ed educativo.
Nei suoi undici anni di vita, il Festival ha percorso tutte queste strade, con maggiore o minore intensità, fin dalla sua prima edizione che conteneva, sebbene ancora non completamente espressa, la filosofia che ha animato e reso unico questo festival rispetto alle molte altre manifestazioni di carattere analogo. I Primi d'Italia, festival di tutti i primi, non solo i primi piatti, ma anche personaggi che si sono contraddistinti nel proprio campo di attività e primi Chef maestri della cucina italiana.
Negli anni quel primo progetto si è evoluto, rafforzato, ramificato; ma senza mai tradire la sua specificità, tutta racchiusa nella parola "qualità": hanno calcato il palcoscenico del Festival gli chef più affermati - da Gianfranco Vissani, che ha gestito le scuole di cucina nei primissimi anni, a Gualtiero Marchesi, protagonista di un memorabile incontro sull'arte culinaria dei primi piatti, a Beppe Sardi, unico ad aver partecipato a tutte e dieci le edizioni, a moltissimi altri, di grandissimo livello - centinaia e centinaia di aziende che con i grandi numeri o con produzioni di nicchia fanno la storia della produzione alimentare italiana, i personaggi più amati e quelli senz'altro "primi" nel loro settore, come Giulio Andreotti che ha ricevuto il Premio Primi d'Italia nel 2003.
Con una divertente anteprima a Colfiorito, dove fu cotto e degustato lo gnocco più grande del mondo, è partita l'avventura de I Primi d'Italia. Era il settembre 1999, ma la riflessione su questo ambizioso progetto era iniziata circa due anni prima, da un'idea del compianto Ubaldo Mangioni, alimentarista di Città di Castello, consigliere della Fida.
Un'idea sposata pienamente da Confcommercio e realizza tramite la società operativa Epta, con il coinvolgimento del Comune di Foligno: città situata nel cuore di una regione la cui tradizione nella produzione della pasta risale al 1822, con legumi d'eccellenza e una cucina tradizionale alla cui base sono prodotti apprezzati per la loro qualità. Il recupero della tradizione e la valorizzazione delle produzioni alimentari umbre è stato uno dei primi filoni esplorati dal Festival, declinato in modi diversi: la riscoperta delle antiche ricette, il museo della civiltà contadina, il pranzo della battitura, i mercati delle eccellenze, le degustazioni guidate.
Si sono evolute, nel tempo, anche le proposte delle scuole di cucina. Per venire incontro anche alle esigenze di un pubblico di visitatori sempre più numeroso, sono arrivati ( 2003 ) I Primi incontri con lo Chef, i mini corsi che affiancavano quelli di alta cucina, per gli operatori di ristorazione e appassionati. E siccome i primi piatti non sono solo una faccenda da grandi, ecco che si da vita, era il 2004, a I Primi d'Italia Junior, un vero e proprio mini festival a misura di bambino, tenuto a battesimo dalla Disney che, con le riviste Disney in Cucina e Art Attack, ha partecipato con giochi ed animazioni all'evento. Un mini Festival anch'esso cresciuto nel tempo fino a diventare un appuntamento fisso in cui l'educazione alimentare si fa divertendosi.
Il 2004 è anche l'anno della cucina specializzata: quella vegetariana, per i single, per i celiaci. Perché il Festival deve essere di tutti e anche chi è intollerante al glutine può offrirsi un gustoso piatto. Basta procurarsi i prodotti giusti e soprattutto saperli combinare in modo da valorizzarli al massimo. Un primo approccio con il complesso mondo delle intolleranze alimentari, e più in generale alla salute attraverso l'alimentazione, che è diventato anch'esso uno dei filoni principali del Festival. Non solo attraverso la presentazione dei prodotti e le degustazioni, ma anche grazie ad appuntamenti medico scientifici di alto livello.
Fino ad arrivare, nel 2006, a dedicare una tappa del circuito delle degustazioni al Villaggio del gusto e della salute. Dopo le paste per i celiaci, il Festival è andato a scovare anche i pastifici che si rivolgono a consumatori con altre specifiche patologie: intolleranze alimentari, diabete, obesità, colesterolo, problemi circolatori. E ha promosso numerosi appuntamenti finalizzati a favorire la divulgazione di informazioni nutrizionali corrette sulle "paste del benessere" la degustazione di alimenti che aiutano a star bene nel rispetto della tradizione.
Fino ad arrivare, nel 2007, al Villaggio della natura e dei prodotti biologici, anche questo uno scorcio sul mondo della sana alimentazione.
Intanto, se nel 2002 ci si interrogava - in modo molto divertente e con l'aiuto di esperti del calibro di Maria Orsini Natale, Bruno Gambacorta e Luigi Cremona - su chi avesse inventato gli spaghetti (gli italiani o i cinesi?), due anni dopo arrivano in molti proprio dalla Cina per carpire i segreti della cucina italiana. E anche nel 2005 operatori della ristorazione, buyers e giornalisti della stampa specializzata - le delegazioni europee più folte vengono da Inghilterra e Russia - scelgono i Primi d'Italia per sapere tutto su come preparare gustosi primi piatti ed ottenere il Diploma dei Primi.
In Festival, insomma, ha varcato i confini. E la cosa è registrata anche dalla stampa internazionale, come nel caso del Financial Times, che all'evento di Foligno dedica un'attenzione lusinghiera.
Il Festival, ormai lanciatissimo, può osare. Se finora a tenere banco è stata la tradizione, a questa si affianca la sperimentazione. Arrivano i primi del gusto insolito per qualità dei prodotti impiegati o per il carattere degli ingredienti che li compongono. Fiori, frutta, erbe, spezie, prodotti biologici e vino danno vita a primi piatti in grado di deliziare il palato in modo nuovo. Nuove ricette anche con i formaggi francesi: roquefort, emmental, camembert, brie...i primi realizzati con paste speciali - pasta alla fragola, alla birra, alla liquirizia, alla cioccolata... - e quelli preparati con farine particolari: riso venere-nero, lenticchie, ceci, castagne. E per completare, gli spaghetti al grano saraceno che portano in cucina il "quinto gusto", studiato e codificato, perché non si dica che sentiamo solo quattro sapori: dolce, amaro, salato e acido. Chi non avesse percepito il quinto, ma era alla ricerca di emozioni nuove, ha certamente gradito le tante iniziative che il Festival ha organizzato per divertire il suo pubblico: le sfilate con gli abiti fatti di pasta, le performance artistico-gastronomiche, le gallerie dei formati speciali, le mostre, i libri, il cinema, tanti spettacoli.
Così come tante sono state le regioni italiane che hanno onorato il Festival con la loro presenza - Veneto, Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Puglia, Calabria, Liguria, Marche, Toscana e quest'anno anche la Sardegna - presentando il meglio delle loro produzioni, e le aziende agroalimentari umbre che hanno avuto l'occasione di far conoscere i loro prodotti al grande pubblico del Festival.
Un pubblico sempre più vasto ed attento per una manifestazione che ha festeggiato nel 2008 il suo decimo compleanno con la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo di tutto rispetto.
Ne danno un'idea alcuni numeri: in quattro giorni, le tante cucine del Festival lavorano a pieno ritmo per cuocere in media 13 mila chili di pasta, 2 mila e 500 chili di riso e altrettanti di polenta, 3 mila e 500 chili di zuppe, 4 mila chili di gnocchi. Oltre 1000 i bambini che nelle passate edizioni hanno preso parte ogni anno ai laboratori ludico-educativi de I Primi d'Italia Junior e altrettanti i partecipanti alle scuole di cucina, più di 80 gli chef che guidano i lavori delle cucine, tra cui alcuni dei nomi più illustri del panorama italiano, oltre 600 le nuove ricette proposte dal Festival, 300 delle quali in degustazione nelle 25 location dislocate in tutto il centro storico di Foligno, 50 in media i pastifici della migliore tradizione artigiana, infine oltre 180 le aziende che a vario titolo collaborano alla sua riuscita.
Un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza.