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ATTENZIONE!!! Evento Passato. Se hai informazioni in merito alla prossima edizione o aggiornamenti, contattaci all'indirizzo mail segnalazione@eventiesagre.it
Eventi Culturali

Onde Mediterranee
festival internazionale

dal 01/07/2011 ore 19.00
al 15/07/2011
 
Dove:
Monfalcone, Cervignano del Friuli, Aquileia (GO;UD)
Friuli Venezia Giulia - Italia
 
Per maggiori informazioni:
info eventoOnde Mediterranee Associazione Culturale
tel.0432.523989 fax 0432.526156
 
 
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Scheda Evento

ONDE MEDITERRANEE

onde medoterranee

FESTIVAL INTERNAZIONALE - XIV EDIZIONE
RASSEGNA DI SPETTACOLO E CULTURE AL CAPO NORD DEL MEDITERRANEO

Al via la XIV edizione di Onde Mediterranee. I Mau Mau, Filippo Graziani, i Transglobal Underground alcuni tra i nomi di maggior richiamo: anche Asian Dub Foundation e Sabina Guzzanti tra gli ospiti che chiudono il festival.

Il festival internazionale Onde Mediterranee, dopo un anno di assenza, torna a Monfalcone anche con la sua sezione musicale e la notte bianca. Conferma la presenza di "Lettere mediterranee" e conclude il programma tra Cervignano ed Aquileia con tre appuntamenti di grande "dub" internazionale, di tradizioni musicali dei nostri luoghi e di graffiante satira politica e sociale.

Onde Mediterranee è organizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, con il Comune di Monfalcone, nell'ambito di Monfalconestate, con il patrocinio della Provincia di Gorizia e della Fondazione CARIGO, il contributo di A2A, la mediapartnership di Radio Fragola e la collaborazione di Ascom Monfalcone, CAM Arte&Musica, Cooperativa L'Onda Nova, Libreria Rinascita e le tantissime associazioni che hanno aderito al programma, comprovando ancora una volta il profondo legame che lega questo festival al suo territorio.


Alle 19 di venerdì 1 luglio, in piazza della Repubblica a Monfalcone, Onde Mediterranee "taglia il nastro" della sua quattordicesima edizione, tornando nella città dei cantieri per portare un clima di condivisione, di festa, di confronto, all'insegna della buona musica e degli scambi culturali.

Dopo l'apertura dei gazebo e delle bancarelle appositamente allestite in Piazza della Repubblica (alcuni esercizi commerciali di Monfalcone e mandamento, in accordo con Ascom Monfalcone, occuperanno infatti con i loro prodotti i gazebo mentre alcune bancarelle di artigianato etnico li circonderanno ai lati con prodotti di tutto il mondo),alle 21 la parte musicale viene introdotta dai Road Runner, una band composta dagli allievi che hanno partecipato ai masterclass di CAM Arte&Musica, una delle maggiori istituzioni musicali didattiche e promozionali del monfalconese. A seguire, alle 21.30, la performance itinerante dei Burek Connection: si tratta di una formazione sperimentale di musica balcanica (o, più precisamente, ex jugoslava) che raccoglie noti interpreti di musica etnica della zona di frontiera tra Italia e Slovenia. Il loro è un repertorio esplosivo ed informale e spazia dalla tradizione musicale macedone, a quella serba, a quella croata, a quella slovena, senza trascurare escursioni in altri stili come il pop o la musica latina: tromba, sax, basso tuba, tromboni e, bombardino, chitarra, percussioni sono gli strumenti della band.

Concerto attesissimo quello dei Mau Mau, alle 23, sul grande palco di Piazza della Repubblica: il loro nome deriva dall'epiteto (attinto all'episodio della lotta di liberazione del Kenya) che tra gli anni Cinquanta e Sessanta a Torino si usava per apostrofare i meridionali o i neri, saliti alla ricerca di una vita migliore; i Mau Mau festeggiano quest'anno il loro ventesimo anno di attività. "Ci piacciono la bagna cauda e il kebab, il barbaresco e il the alla menta", dicono i musicisti: "Camminiamo con le infradito e gli scarponi, non sogniamo più la rivoluzione ma lottiamo per un'evoluzione [...]. Crediamo nella purezza dell'anima e non nella purezza della razza. Stiamo lavorando per tradurre le nostre idee in musica, come sempre. Perché la musica è un pensiero che fa rumore". Una sorta di manifesto poetico che racchiude la forza e lo spirito di un gruppo trascinante, che ha scritto una parte della storia della musica pop-folk in Italia. Nati nel 1991, hanno lavorato e inciso con Real World Studio e cominciato la carriera vincendo un Premio Tenco Opera Prima nel 1992. A metà degli anni Novanta il loro progetto diventa internazionale: dalla Francia al Marocco si fanno conoscere e ricercano tutte le contaminazioni musicali tra culture occidentali ed orientali. Il memorabile "Eldorado" (1998) viaggia in tutto il mondo (con i Meninhos do Pelo bahiani) e spopola al Feiras das Mentiras, festival galiziano ideato da Manu Chao. I singoli componenti prendono strade diverse dai primi anni del 2000, ma senza mai perdere occasioni per rivedersi e suonare insieme in situazioni che corrispondessero al loro spirito di libertà. Dal 2004, nuovamente assieme, tra Brasile, Torino e il Salento, ricominciano la loro attività itinerante, fino alla pubblicazione di Dea (Mescal, 2006). Sempre dal 2006, si occupano di animare con le bande di tutto il mondo la manifestazione torinese Terra madre. Si ritrovano nuovamente oggi, dopo vent'anni, con la carica rivoluzionaria e pacifica che li contraddistingue, con la ritmica travolgente e appassionata di sempre, con l'energia solare che scalda e illumina il loro suono e l'accoglienza di chi li ascolta.

Ed è la notte bianca di sabato 2 luglio quella che vede tirar tardi tutto il pubblico e inegozi aperti fino alle ore notturne in occasione dell'inizio dei saldi estivi.

Alle 18, in piazza Cavour, la cooperativa L'Onda Nova organizza laboratori creativi per bambini, in attesa dell'apertura dei gazebo di piazza della Repubblica alle ore 19.

La serata musicale sul palcoscenico prende il via alle 21, quando a salire sono The blues followers (Simone Blondeau: chitarra,armonica e voce; Enrico Favento: batteria; Andrea Boscarol: basso): una band monfalconese che in modo originale e intelligente, restituisce il suono del blues arrangiando brani degli anni Venti e Trenta e alcuni pezzi di propria composizione. Il loro viaggio musicale inizia nella Louisiana degli anni '20 con Robert Johnson, continua nella Chicago degli anni '60 con Muddy Waters, John Lee Hooker e prosegue con John Mayall, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan ed altri ancora: sonorità rock e funky si fondono con il più classico blues.

Alle 22 un appuntamento di grande musica d'autore, non senza nostalgia: Filippo Graziani è protagonista del concerto con la sua band, e ricorda, eseguendone il repertorio, il padre Ivan, storico cantautore che ha segnato indelebilmente la musica italiana degli anni Settanta. Cresciuto tra musica, suoni, canzoni e artisti, solo a diciott'anni impugna la chitarra, quando è già trascorso diverso tempo dalla morte del padre. Con il fratello Tommy, navigato batterista con alle spalle anche l'ultimo tour di papà Ivan, inizia a suonare dal vivo e arriva a dividere il palco con artisti come Renato Zero, Vibrazioni, Morgan, Negramaro, Niccolò Fabi, Max Gazzè. Dopo la fondazione della band Stoner- Rock Carnera e qualche anno di attività, si trasferisce a New York dove suona nei club del Lower East Side (è anche head liner nello storico club Arlene's Grocery). Al rientro in Italia si dedica alla memoria del padre con "Viaggi e intemperie", un progetto interamente dedicato alle canzoni di Ivan. Con la regia di Pepi Morgia, il tour ha toccato e tocca tutt'oggi le più prestigiose piazze musicali italiane con grande successo.

E la piazza si prepara a ballare, a farsi trascinare da un'energia travolgente, a vibrare con la band inglese dei Transglobal underground, a partire dalla mezzanotte. La contaminazione tra sonorità orientali, dub e reggae è alla base del linguaggio di questo gruppo che per primo, all'inizio degli anni Novanta, ha abbattuto le barriere delle differenze tra i generi: quando basso e drums erano due cose ben distinte, la asian music era ancora etichettata come esotica, il dub e il reggae venivano considerati morti, la figura di una nuova line up di dj, produttori e musicisti provenienti da differenti background ed estrazioni culturali emerge e si unisce nella convinzione che la contaminazione di stili potesse essere una ricchezza che supera le barriere di stile, oltre ogni presa di posizione intellettualistica. È in questo ambito che nascono i Transglobal Underground, per divertirsi tra stili e ritmi e oltrepassare barriere tecniche, tecnologiche e di etica musicale. Che fossero apprezzati da un mercato "di nicchia" o dal grande pubblico, il loro contributo all'evoluzione del linguaggio tecnico è sempre stata determinante. Hanno mixato tutto ciò che, se non fosse stato per il loro coraggio artistico, nessuno mai avrebbe pensato di mettere insieme; adesso quel mash-up è la regola. Loro invece, sono già un passo oltre. Dal nu asian sound alle voci di ogni angolo di mondo, con i Transglobal Underground il dialogo musicale attraversa tutti i territori possibili. "Dream of 100 Nations", il loro primo LP, rimane uno dei capolavori insuperati del nuovo breakbeat mondiale e dà il via a una nuova stagione di ricerca sonora senza frontiere: rimescolando elementi di world-music, ambient, dub, hip hop e techno, e recuperando idee della musica new age, l'ensemble ha messo fatto convivere anche musica etnica e dance. Il carisma esotico di Natacha Atlas (la cantante belga unitasi a loro per un lungo periodo) ha aggiunto al melange un tocco sensuale e femminile. Il caleidoscopio musicale che offrono i Transglobal Underground è l'esaltazione del groove più profondo, attraverso l'unificazione delle diverse sensibilità dell'universo sonoro mondiale.

L'evento continua anche la domenica 3 luglio, sempre in piazza della Repubblica: sin dalle 18 il palcoscenico è impegnato dal Centro Danza di Monfalcone che porta il suo spettacolo "Passi da ... mare". A seguire il programma ideato e coordinato dal CAM Arte&Musica che, attraverso la perizia di Gabriele Medeot, propone una serata articolata e varia. Inaugurano la performance musicale i ragazzi della Junior Band,uno dei progetti di formazione che la suola di musica CAM Arte&Musica segue in modo diretto con lo scopo di preparare e introdurre giovani musicisti nel mondo del live. Si tratta dei migliori allievi, tra 14 e 16 anni, che insieme rappresentano la scuola nel confronto con il pubblico (Giulia Cociancich alla voce, Matteo Antoni alla Chitarra, Riccardo Codra al basso, Carmelo Bucca alla batteria) e spaziano tra le più celebri cover pop e rock del panorama internazionale.

L'ambiente sonoro del pop-rock si anima anche con Bruco, cantautore, frontman, autore e conduttore televisivo, presentatore del format Tv "Sogno Ribelle - Musica e dintorni". Vincitore di Rock Targato Italia e presente sulla scena live italiana con oltre 200 date all'anno, Marco Ferri (questo il suo vero nome) ha davvero molte cose da dire e con la sua band (gli S.O.S.) traduce la sua passione per la vita "on the road" nella sua musica consapevole, determinata ma anche intelligentemente ironica. Chiudono i Dolcetti, un duo strumentale di "rock pazzesco e disturbato": Gianni Rojatti è chitarrista (tra i migliori strumentisti in Italia) e Erik Tulisso suona la batteria. Un pensiero demenziale che fa da pretesto per accostare i più disparati generi: metal, progressive, shred, reggae, pop e dance anni '90. Il loro album "Metallo beat", un misto traProgressive, Pop '80, Reggae, ospita tra gli altri un assolo Alex Masi e il missaggio di Fabio Trentini, produttore di prim'ordine conosciuto per i suoi lavori con Guano Apes, H-Blockx, e Donots.

La settimana successiva Onde Mediterranee si sposta nella piccola piazza Falcone e Borsellino per proporre la quinta edizione della rassegna "Lettere mediterranee" (dal 4 all'8 luglio, con inizio alle ore 21), una serie di incontri che da cinque anni ormai si confronta con scrittori, intellettuali, giornalisti e personalità del mondo della cultura e della società civile. Un'opportunità per riflettere e analizzare la storia, l'evoluzione, gli incontri e gli scontri, le possibilità e i confini della vita sociale sul nostro mare.

Lunedì 4 luglio la rassegna ospita Piero Purini che presenta il suo "Le metamorfosi etniche" (Kappa Vu).
Questo libro, tesi di dottorato dell'autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato di Osimo. Il volume non si sofferma alla sola storia dei movimenti di popolazione italiana, ma sviscera cause e modalità anche di fenomeni migratori meno noti o addirittura sconosciuti che coinvolsero le altre componenti etniche della regione.

Martedì 5 luglio è "Il rovescio della rosa" (Mondadori) di Fabio Turchini al centro della conversazione con l'autore. Il volume si concentra sulla centralità dell'amore: interrogando i sentimenti attraverso un viaggio creativo, Turchini analizza dei temi universali. Nel suo racconto ritroviamo musica, canto, prosa, narrazioni, affabulazioni, immagini, ricche di rovesciamenti di senso. Indifferentemente che si parli di amore materno, filiale, erotico passionale degli amanti; di amore come principio della creatività e dell'adesione vitalistica alle cose; di amore come celestiale sublimazione, o disperazione, o abiezione. Inserto del libro è un cd misto di musiche classiche, antiche, jazz e contemporanee che restituiscono tutte le contraddizioni esposte nel volume. Tra gli altri, esecutori d'eccezione come il pianista friulano Claudio Cojaniz.
Mercoledì 6 luglio una personalità straordinaria, che con coraggio da anni ha operato ed opera concretamente nel sociale: don Pierluigi di Piazza ("Fuori dal tempio" il suo ultimo libro per Garzanti). Di Piazza è molto noto e stimato in regione ed è fondatore, fra l'altro, del Centro di accoglienza per stranieri "Ernesto Balducci" che ha cambiato radicalmente anche la fisionomia del piccolo paese friulano di Zugliano. Dal 1992 a oggi sono state ospitate circa 450 persone provenienti da molti paesi africani, sudamericani, ex Jugoslavia e Europa dell'Est. Persone singole, famiglie, donne sole con i bambini sono state seguite da una cinquantina di volontari. Oltre che un luogo di accoglienza, il Centro è un luogo di incontro fra esponenti di diverse religioni e di partecipazione civile: dalla visita nel 2007 del Dalai Lama a quella di una delle fondatrici dell'associazione argentina "Madres de Plaza de Mayo". "Mi sento laico, umile credente sempre in ricerca, prete per un servizio disponibile, disinteressato, gratuito nella comunità cristiana e nella società; anticlericale, cioè non appartenente ad una categoria; non funzionario della religione. Si può così intuire quale sia a livello di comunicazione l'effetto del cercare giustizia, verità, uguaglianza, pace, condivisione" così lo stesso Di Piazza in merito allo spirito e allo scopo con il quale ha scritto il volume.

Giovedì 7 luglio Lettere Mediterranee chiama le realtà locali di Emergency a confrontarsi con il pubblico e tra loro sulla gestione delle emergenze sociali, politiche, etniche con le quali la comunità di medici, assistenti, volontari e personale di varie provenienze lotta quotidianamente. Anche una realtà della catena "Emergency" come quella del monfalconese è solo apparentemente marginale, poiché ricca di iniziative da raccontare, di testimonianze di guerra, di povertà, di ingiusti conflitti che quotidianamente si consumano in terre a noi vicinissime.

E torna dopo 5 anni colui che ha inaugurato la rassegna nel 2007, come primo ospite assoluto di Lettere Mediterranee: un personaggio che non ha necessità di alcune presentazione ma che una volta di più anima con la sua esperienza e l'eclettismo del suo pensiero la letteratura e le riflessioni sull'ebraismo e l'attuale situazione mediorientale: "Il popolo dell'esilio" (Editori Riuniti) è il volume attorno al quale venerdì 8 luglio, serata finale di "Lettere mediterranee", verte l'incontro con Moni Ovadia. In pagine di rara intensità Ovadia esprime per la prima volta la sua posizione sulla questione mediorientale: "Io sono un uomo della diaspora. Naturalmente ogni persona ha diritto ad avere una casa. Ma per evitare che il luogo del ritrovarti diventi un idolo, anche nella tua casa devi mantenere lo spirito della diaspora". Altrimenti, riflette amaramente Ovadia, nulla potrà impedire una vittoria postuma dell'abominevole progetto nazista: la cancellazione definitiva del solo popolo che aveva sempre rifiutato di piegarsi al nazionalismo. Con la voce ironica e commossa di un ebreo che desidera la pace fra Israele e i palestinesi, Moni Ovadia rompe il suo canto con domande difficili, oscuri presagi della discordia che separa tra loro terre e uomini: come nasce lo Stato di Israele e cosa sta diventando? Cos'era il sionismo e dove ha portato gli ebrei? Come può coniugarsi la tradizione ebraica con l'oppressione di un altro popolo? Domande ancora senza risposta, che saranno al centro della discussione con una delle personalità più geniali, eclettiche e autorevoli dello scenario culturale italiano (e non solo).


Finita la sessione monfalconese, mercoledì 13 luglio, alle 21.30, il Parco Europa Unita di Cervignano ospita uno dei gruppi più seguiti dal giovane pubblico di tutto il mondo: gli Asian Dub Foundation.

Riconosciuti da tutti come una delle migliori band dal vivo in assoluto, gli Asian Dub Foundation hanno diviso il palco, in passato, con artisti del calibro di Rage Against The Machine, The Cure e Radiohead: un appeal trasversale e universale per un gruppo semplicemente unico. L'album "Punkara" (2008) ha segnato il loro grande ritorno sulla scena live, con una formazione ed un repertorio rinnovati e di avanguardia.
Il palco del Primo Maggio 2010 in piazza San Giovanni a Roma, ha visto gli ADF protagonisti di una travolgente esibizione di fronte a 700.000 persone presenti e milioni di spettatori in diretta televisiva RAI.

Con "History of now", pubblicato a febbraio 2011, il nuovo suono e la nuova line-up diventano ancora più maturi e attuali, perfettamente calati nei linguaggi delle rivoluzioni al tempo di internet. Una band in splendida forma con un vasto assortimento di armi soniche a disposizione. Gli ADF hanno aggiornato ed ampliato considerevolmente il loro suono originale, restando fedeli al loro tipico spirito cross-over fra energia punk rock, elettronica e sonorità asiatiche. Concettualmente "A History of Now" è meditazione potenziata per il mondo moderno, che chiede: "che razza di persone stiamo diventando" ("Urgency / Frequency " ) e ci mette in guardia sul pericolo di essere schiavi delle sempre mutanti nuove tecnologie ("Futureproof"). "Che vi piaccia o no siamo tutti quanti nella "storia di ora"... quale migliore guida di Asian Dub Foundation?".

E si torna alla nostra terra, giovedì 14 luglio quando ad Aquileia in Piazza Capitolo, alle 21.30 va in scena il Canzoniere di Aiello. Con "Esuberi" (un nuovo progetto prodotto dall' Associazione Culturale Euritmica di Udine ) spazia tra una serie di canzoni realizzate e riarrangiate recentemente, che si addentrano nel repertorio in friulano del gruppo e presentano anche brani originali in italiano, composti da uno dei fondatori del Canzoniere, Giancarlo Velliscig.

Le canzoni, per lo più ballate tipiche dello stile dei cantautori che caratterizzarono un'epoca di grande partecipazione post sessantottino e delle loro rivendicazioni sociali e culturali, particolarmente radicate in una terra di confine quale la nostra regione, disegnano un percorso attraverso la società di oggi, le sue contraddizioni e i suoi rinnovati aspetti: lo sfruttamento, la discriminazione, le ingiustizie sociali.

È con rinnovato impegno e passione che il Canzoniere di Aiello dunque rilancia temi e aspetti della vita sociale di cui non si parla mai abbastanza: una voce forte si leva per scuotere una società intontita dai media che sempre più diffondono un "nulla mentale" e allontanano il cittadino dalla partecipazione, sola condizione per la nascita di uno spirito critico.

Il Canzoniere di Aiello è composto da quattro membri storici della prima formazione, ovvero dalla monfalconese Alessandra Kersevan (voce), dal goriziano Paolo Del Ponte (voce e basso elettrico) e dai friulani Viviana Gallet (voce) e Giancarlo Velliscig (voce e chitarra), a cui si sono aggiunti i giovanissimi Alessio Velliscig (chitarre, voce e arrangiamenti), Alberto Pezzetta (tastiere), Antonio Merici (violoncello) e Alessio Benedetti (batteria).

Ultimo appuntamento: venerdì 15 luglio nuovamente al Parco Europa Unita di Cervignano, sempre alle 21.30. Ospite è uno dei volti più caustici, intelligenti, graffianti e creativi della satira italiana: Sabina Guzzanti in "Recital".

A due anni da "Vilipendio Tour", Sabina Guzzanti ha deciso di tornare in scena per riproporre, lei spera per l'ultima volta, un excursus dei personaggi che ci hanno accompagnato negli ultimi diciassette anni di vita del nostro Paese: da Massimo D'Alema a Rocco Buttiglione, da Valeria Marini a Lucia Annunziata, da Bruno Vespa a Barbara Palombelli, da Maria De Filippi a Clarissa Burt, oltre a tanti personaggi meno famosi e qualche inedito assoluto, per arrivare poi alla catartica sfida di ripercorrere d'un fiato il tragitto politico e umano di Silvio Berlusconi, dalla prima imitazione ai giorni nostri. "Recital" è uno spettacolo liberatorio, nel senso che la sua protagonista spera così di liberarsi, una volta per tutte, delle ingombranti presenze che l'accompagnano ormai da anni, anche di notte, e cominciare finalmente una nuova vita. Sarà giunto il momento? O alla fine dovrà rassegnarsi nello scoprire che, a differenza sua, il Paese non è ancora pronto a voltare pagina?
La storia recente di Sabina Guzzanti scrive di per sé il personaggio così come è maturato fino ad oggi: nel novembre 2003 Raiot chiude i battenti e Sabina Guzzanti lascia la Rai con una consapevolezza in più, il dovere di battersi per il diritto di espressione. Verve comica, ironia, il tagliente punto di vista sull'attualità, saranno le sue armi vincenti. La sua missione, dopo una lunga esperienza televisiva in programmi cult dove ha partecipato come autrice e interprete, è stata quella di raccontare la verità e far luce sugli eventi bui della storia contemporanea italiana.

Il bavaglio messo a Raiot la porta a girare il film documentario Viva Zapatero! (2005), con l'intento di denunciare la scarsa libertà di espressione presente nel nostro Paese. In seguito al grande successo di pubblico, si metterà nuovamente dietro alla macchina da presa per Le ragioni dell'aragosta (2007), commedia che riunisce nel cast tutti gli attori di Avanzi. I suoi film generano molte polemiche e aggressioni sui media, ma il pubblico continua a darle grande fiducia. La libertà di pensiero premia. Con questa convinzione torna alla regia. " Draquila. L'Italia Che Trema " è il suo quarto lungometraggio. Un reportage approfondito sugli eventi legati al terremoto dell' Aquila e un racconto intenso e sconvolgente su come la svolta autoritaria incida sulle persone comuni. Sabina Guzzanti si è sempre impegnata su diversi fronti: cinema, televisione, scrittura, musica, impegno politico e molto teatro con spettacoli comico satirici in cui si sommano le sue eccezionali capacità di performer ad una costante ricerca di nuove forme di drammaturgia.

Programma

Venerdì 1 luglio 2011 Piazza della Repubblica, Monfalcone
ore 19.00
Apertura dei gazebo con le attività commerciali associate ad ASCOM Monfalcone e delle bancarelle etniche
ore 21.00
Road Runner (pop-rock) a cura di CAM Arte&Musica
ore 21.30
Burek Connection (etno-zurka)
ore 23.00
Mau Mau (folk-rock)

Sabato 2 Luglio 2011 Piazza della Repubblica, Monfalcone
NOTTE BIANCA
ore 18.00
MUSIC BAR (Musica dal vivo negli esercizi pubblici di Monfalcone) a cura di Ascom e CAM Arte&Musica
LABORATORI CREATIVI PER BAMBINI (Piazza Cavour) a cura di L'Onda Nova
ore 20.00
The Blues Followers (blues)
ore 22.30
Filippo Graziani (canzone d'autore)
ore 00.00
Transglobal Underground (house, dance e world beat)

PER L'INIZIO DEI SALDI ESTIVI, I NEGOZI SONO APERTI FINO ALLE 24


Domenica 3 Luglio 2011 Piazza della Repubblica, Monfalcone
ore 18.00
Spettacolo di danza a cura del Centro Danza di Monfalcone.
ore 19.30
CAM Arte&Musica: Junior Band (pop-rock) a cura di CAM Arte&Musica
ore 20.30
Bruco e gli SOS (pop-rock) a cura di CAM Arte&Musica
ore 21.30
Dolcetti "Metallo Beat" (pop-rock) a cura di CAM Arte&Musica

CONTINUANO I SALDI ESTIVI E I NEGOZI APRONO A PARTIRE DALLE ORE 18


Mercoledì 13 Luglio 2011 Parco Europa Unita, Cervignano del Friuli
ore 21.00
Asian Dub Foundation (dub)

Giovedì 14 Luglio 2011 Piazza del Capitolato, Aquileia
ore 21.30
Il canzoniere di Aiello (folk)

Venerdì 15 Luglio 2011 Parco Europa Unita, Cervignano del Friuli
ore 21.00
Sabina Guzzanti
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Data ultimo aggiornamento 04/07/2011 09:49:36
Inserito da Monica
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Grazie Gianfranco & Monica
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