STORIA E MEMORIA

Anniversario (9°) della morte di:
RENATO GRILLI
(11 Maggio 1945 - 21 Agosto 2003)
Renato Grilli nasce a Borgo Val di Taro, provincia di Parma, l'11 maggio 1945 da una famiglia di origine contadina.
Consegue il Diploma di ragioniere e si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli Studi di Parma; dal 1966 al 1969 lavora come istitutore nel Collegio Vittorio Emanuele II di Parma (Ente Morale) e nel Collegio privato Tuminelli di Milano. Dal 1969 al 1970 lavora nel settore commercio in qualità di contabile e coordinatore alle vendite, di una ditta di rappresentanze alimentari di Parma.
Nel 1970 inizia la carriera politica con l'elezione a consigliere comunale a Borgo Val di Taro, dove resta fino al 1981; e consigliere provinciale di Parma. Sebbene prossimo alla laurea, interrompe gli studi per dedicarsi a tempo pieno all'attività politica come funzionario della Federazione del PCI di Parma, organizzazione cui è iscritto dal 1965. Prima è funzionario di zona, membro del Comitato Federale e Direttivo, poi della Segreteria Provinciale e del Direttivo Regionale, svolge funzioni di responsabile provinciale dell'Organizzazione, degli Enti Locali, dell'Economia e Lavoro; dal 1983 al 1987 è Segretario della Federazione di Parma del PCI e dal 1991 membro del Consiglio Nazionale del PDS. | Dal 1979 al 1983 è Assessore alla Scuola, Cultura, Formazione e Mercato del Lavoro della Provincia di Parma e dal 1981 al 1983 è Presidente dell'Azienda Consortile Orchestra stabile dell'Emilia Romagna Arturo Toscanini (OSER). | Dal 1985 al 1987 è Consigliere comunale a Parma; il 15 giugno del 1987 viene eletto Deputato al Parlamento nella Circoscrizione Parma - Piacenza - Reggio Emilia - Modena e viene riconfermato nella responsabilità alle elezioni politiche dell'aprile del 1992, scegliendo poi di non ricandidarsi alle elezioni politiche del 1994.
Come deputato è particolarmente impegnato nel settore della piccola e media impresa, dell'artigianato, del commercio e del turismo, dell'energia, dell'agricoltura, caccia e pesca, e, soprattutto negli ultimi anni, nel settore delle comunicazioni, poste, telecomunicazioni e trasporti. | Tra le varie cariche assunte è coordinatore dei Deputati del PCI dell'Emilia Romagna, membro della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati e membro della Commissione Agricoltura nella X Legislatura (1987-1992) e partecipa alla direzione del Gruppo parlamentare del PCI dal 1989 al 1992 svolgendo funzioni di Segretario e di Tesoriere nonché responsabile dei servizi organizzativi e logistici e di amministratore, per il gruppo dell'Agenzia Servizi Interparlamentari (A.S.I.).
Dal 1992 al 1994 è particolarmente impegnato nella Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione, membro della Presidenza della stessa, svolgendo funzioni di Segretario ed occupandosi soprattutto di Poste, Telecomunicazioni, energia pulita, porti e navigazione interna. Dal 1990 al 1994 riveste la carica di consigliere comunale nel comune di Palanzano, Parma.
Dall'agosto del 1995 presiede l'Azienda Regionale per la Navigazione Interna della Regione Emilia Romagna (ARNI) che opera per garantire la navigazione commerciale e da diporto sul fiume Po anche per conto dell'Intesa Interregionale per la Navigazione Interna: regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte. E' anche vice presidente dell'Unione Navigazione Interna Italiana Venezia (U.N.I.I.) e collabora, come Presidente dell'ARNI, al progetto U.E. Corridoio Adriatico delle Regioni Adriatiche di cui la Regione Emilia Romagna ha il coordinamento tecnico e la Regione Marche quello istituzionale. | Stabilisce rapporti con i paesi dell'altra sponda dell'Adriatico, in particolare con la Grecia, con rapporti e protocolli fra Enti territoriali padani e greci e con l'Albania, dove fra 1994 e 1996 svolge attività di consulenza allo sviluppo e all'impresa. L'ARNI riceve l'incarico di studiare la prefattibilità della navigabilità del fiume Buna al fine di collegare, al fine di collegare per il trasporto commerciale ed il turismo da diporto il Mare Adriatico e il Lago di Scutari, ne sono informati i rispettivi governi e le strutture diplomatiche dei due paesi, il lavoro concreto prende avvio con la visita del Presidente dell'ARNI Grilli accompagnato da tecnici ed esperti.
Per le suddette esperienze il presidente dell'ARNI On. Renato Grilli può ritenersi un esperto in materia di trasporti ed infrastrutture, in quelle della programmazione ed organizzazione territoriale e dello sviluppo, oltre che sulle problematiche ambientali della gestione delle acque e dell'amministrazione pubblica in generale.
Anniversario (38°) della morte di:
GIACOMO FERRARI
Sindaco e Prefetto di Parma, Senatore e Ministro della Repubblica, Comandante Partigiano "Arta"
(Langhirano 5 novembre 1887 - Bosco di Corniglio 22 agosto 1974)
Nacque da Ottavio e da Adele Venturini in una agiata famiglia borghese, tra le più note nella zona. | Il padre fu a capo del mazzinianesimo intransigente nel Parmense, garibaldino a Mentana e nel 1874 tra gli arrestati di villa Ruffi. Anche gli zii paterni Giacomo e Italo avevano militato nelle file repubblicane e garibaldine. Ferrari fu dunque educato in un ambiente familiare intriso di valori patriottici e aperto alle correnti culturali e politiche progressiste. | Ben presto maturò un interesse nei confronti del socialismo scientifico e nel 1902, a soli quindici anni, aderì al partito socialista. | Dopo aver compiuto a Parma gli studi liceali e il biennio di matematica, si trasferì a Torino per frequentare il politecnico. Nel dicembre del 1912 conseguì la laurea in ingegneria industriale e partì subito alla volta della Puglia per intraprendere il suo primo lavoro presso i cantieri dell'acquedotto. | Prese parte alla prima guerra mondiale come tenente d'artiglieria, trascorrendo un anno in trincea, e nel 1919 venne trasferito a Bologna, dove si trovò ad assistere all'eccidio di palazzo d'Accursio. | Congedato nel 1920, Giacomo Ferrari fece ritorno a Parma, trovando lavoro presso il Consorzio delle cooperative, che aveva sede in Borgo delle Grazie presso la Camera del Lavoro sindacalista. | Qui ebbe modo di conoscere alcuni esponenti del sindacalismo rivoluzionario, come M. Bianchi ed E. Rossoni, ma questi contatti non incrinarono la sua adesione alla corrente riformista del Partito Socialista Italiano, in rappresentanza del quale Ferrari nel 1920 venne eletto al Consiglio provinciale. | Nell'agosto del 1922 prese parte alla difesa dell'Oltretorrente contro le squadre fasciste di Italo Balbo e fu per questo definito dai suoi avversari l'ingegnere delle barricate. Dopo l'avvento del fascismo e anche dopo le leggi eccezionali Ferrari proseguì, nei modi imposti dalle circostanze, l'attività politica. | Nel 1931 la polizia scoprì i suoi contatti con alcuni esponenti del gruppo di Giustizia e Libertà e lo sottopose a una stretta vigilanza. Il 13 dicembre, per sottrarsi all'arresto, Ferrari espatriò in Francia con la famiglia e andò a stabilirsi a Tolosa, dove c'era un attivo e numeroso gruppo di esuli socialisti. | Egli mantenne altresì un costante collegamento con gli ambienti dei fuorusciti italiani a Parigi e nel 1935 rientrò per un breve periodo a Langhirano per ristabilire i rapporti con gli oppositori del fascismo rimasti in Italia. | Fece quindi ritorno in Francia, per rimpatriare definitivamente alla fine del 1936. | Per quanto la sua condotta non desse luogo ad alcun rilievo da parte delle autorità di polizia, Ferrari svolse, tra il 1938 e il 1942, un paziente lavoro per riallacciare i contatti con gli antifascisti locali di diverse correnti politiche, ma soprattutto stabilì stretti rapporti con un folto gruppo di comunisti, tra i quali Gorreri, Porcari, Isola, Ilariuzzi e Barbieri. | Si occupò anche del Soccorso rosso, raccogliendo fondi per aiutare le famiglie dei condannati al carcere o al confino. | Nel 1942 aderì al Partito comunista, che gli era sembrato profondere il maggiore impegno nella lotta antifascista. | Dal 1939 era iscritto a questo partito anche il figlio venticinquenne del Ferrari, Brunetto, medico, che con il padre condivise l'attività cospirativa e poi la partecipazione alla guerra partigiana. | Sempre nel 1942 Ferrari venne richiamato alle armi e inviato a Milano, in servizio presso lo stabilimento Innocenti, adibito alla produzione di proiettili. Dopo il 25 luglio 1943 collaborò con i militanti comunisti milanesi nel tessere le fila dell'organizzazione clandestina locale. | Rientrato a Parma, nella notte dell'8 settembre, mentre le truppe tedesche si apprestavano a entrare in città, prese parte alla riunione di Villa Braga, nella quale furono gettate le basi per organizzare la resistenza. | Sotto le mentite spoglie di ricercatore di possibili giacimenti minerari da sfruttare, gli venne affidato il compito di perlustrare le zone di montagna per disegnare la mappa delle basi operative della futura guerriglia. | Il 15 ottobre Ferrari partecipò presso lo studio di G. Micheli alla costituzione del Comitato di liberazione nazionale di Parma, mentre il figlio Brunetto radunava i primi partigiani nella zona di Bosco di Corniglio. | In seno al Comitato di liberazione nazionale Ferrari e Porcari, che rappresentavano il Partito comunista, sostennero l'opportunità di sferrare un attacco immediato ai nazifascisti, incontrando l'opposizione dei socialisti, azionisti, repubblicani e democristiani, che ritenevano prematuro il ricorso alle armi. | L'oggettiva necessità di rispondere alle iniziative del nemico contribuì a far superare i contrasti e Ferrari fu chiamato ad assumere un ruolo importante, come membro del triumvirato militare, nell'impostazione della lotta armata. | Il 17 ottobre 1944, nel corso di un attacco tedesco alla sede del comando unico partigiano del Parmense, caddero uccisi il comandante Giacomo di Crollalanza e altri cinque capi partigiani. | Si dovette pertanto procedere alla ricostituzione del comando e nel nuovo assetto, definito il 24 ottobre, Ferrari venne nominato comandante unico per la zona dell'Ovest-Cisa. | Neanche un mese dopo Ferrari, che aveva assunto il nome di battaglia di Arta, venne provato nei suoi affetti più cari: il 20 novembre il figlio Brunetto, vice commissario politico della XLVII Brigata Garibaldi, fu ucciso in combattimento a Ponte di Lugagnano. Per il ruolo avuto nella lotta partigiana Ferrari fu nominato dopo la Liberazione Prefetto di Parma e ricoprì tale carica fino all'aprile 1946. | Il 2 giugno di quell'anno venne eletto deputato all'Assemblea costituente con 21.565 voti di preferenza. Il 13 luglio fu chiamato a far parte del secondo governo De Gasperi come ministro dei Trasporti e mantenne l'incarico anche nel terzo governo De Gasperi fino al 31 maggio 1947. | Si trovò a fronteggiare il problema della ricostruzione della rete ferroviaria nazionale gravemente danneggiata dalla guerra, dimostrando di possedere in questo e in altri settori d'intervento doti non comuni di competenza tecnica e chiarezza negli indirizzi programmatici. | Fu per questo apprezzato da De Gasperi, che, al momento di costituire il suo quarto governo senza la partecipazione dei comunisti, avrebbe voluto valersi ancora della collaborazione del Ferrari come tecnico indipendente. | Il 18 aprile 1948 Ferrari venne eletto al Senato per il collegio di Parma, riportando 52.367 voti, ma tre anni dopo fu chiamato a ricoprire la massima carica nell'amministrazione della sua Città. Dall'ottobre 1951 al febbraio 1963 fu Sindaco di Parma, dando un contributo notevole alla sua ricostruzione ed espansione. | Nel corso degli undici anni del suo incarico vennero costruite strade per decine di chilometri, abitazioni ed edifici scolastici, il quartiere Bocchi, venne creato il Museo Glauco Lombardi, ebbero impulso i servizi pubblici e furono ampliate le aree verdi a uso dei cittadini. | Il 28 aprile 1963 Ferrari tornò a sedere in Senato risultando eletto, sempre nel collegio di Parma, con 51.537 voti. | Nelle successive elezioni del 19 maggio 1968 fu riconfermato con 61.048 voti, ma nel 1970 rinunciò al mandato parlamentare dimettendosi per ragioni di salute. | Tornato nella sua Città, dov'era molto popolare e stimato, ricoprì incarichi nell'associazionismo partigiano, diresse il Consorzio di produzione e lavoro della Provincia di Parma, si impegnò per la costruzione dell'autostrada della Cisa e fu il primo Presidente dell'Istituto di studi verdiani.
22 Agosto 2012 - 38° Anniversario della morte di Giacomo Ferrari - "Arta"
Si ringraziano: Dizionario biografico dei parmigiani, Roberto Lasagni. Parma, PPS. Editore, 1999
Comune di Parma - Provincia di Parma - Associazioni Partigiane: ANPI, ALPI, APC, ANPPIA, ANED, Divisione Acqui
Anniversario (68°) dell'Eccidio di Piazza Garibaldi:
Parma ricorda i suoi Sette Martiri
Giuseppe Barbieri, Vincenzo Ferrari, Gedeone Ferrarini, Afro Fanfoni, Eleuterio Massari, Ottavio Pattacini e Bruno Vescovi: sono cittadini di Parma che hanno pagato con il sacrificio della vita il coraggio di dire 'no' alla dittatura fascista e all'oppressore nazista.
Le settimane che accompagnarono la fine dell'estate del 1944 rappresentarono uno dei momenti più dolorosi e tragici della guerra per il movimento di liberazione antifascista e per la città. Il 31 agosto un nucleo partigiano uccise in un agguato due esponenti della brigata nera cittadina provocando la reazione, immediata e violenta, dei fascisti locali. Uomini in divisa nera percorsero in formazione il quartiere popolare dell'Oltretorrente, seminando terrore e distruggendo numerosi esercizi pubblici perché frequentati da antifascisti in piazzale Corridoni nella centralissima via M. D'Azeglio. Durante quella tragica spedizione perse la vita Cleonice Cavalca, colpevole di essersi affacciata alla finestra di casa al passaggio dei fascisti. Nelle stesse ore squadre di brigatisti neri "attaccarono" le case comunali in via Venezia (capannoni del Cristo) dove presumevano abitassero alcuni dei partigiani che avevano partecipato all'azione del pomeriggio sparando sulle case dal terrapieno della ferrovia, ferendo diversi abitanti e alcuni in modo grave.
Ma il peggio doveva ancora accadere. Quella notte dalla "caserma" di via Walter Branchi ormai affollata di antifascisti e di loro famigliari, sequestrati e segregati nel corso di quelle settimane, vennero prelevati sette prigionieri e trascinati, già moribondi per le percosse subite durante la detenzione, in piazza Garibaldi. Nel silenzio, alla sola presenza delle autorità tedesche e fasciste, i sette vennero finiti a colpi d'arma da fuoco.
I loro corpi furono trasportati, notte tempo, al cimitero della Villetta dove furono abbandonati davanti al cancello d'ingresso fino alla mattina successiva.
Sono trascorsi 66 anni, ma il tempo non ha cancellato nella mente e nel cuore dei parmigiani uno degli atti più crudeli della nostra storia, perpetrato dai fascisti verso sette persone colpevoli solo di trovarsi nelle loro mani in quel maledetto giorno in cui decisero di dare corso alla più atroce delle vendette.
Il 1° settembre in Piazza Garibaldi, dinanzi all'ingresso del Palazzo del Governatore, come ogni anno verrà ricordato il sacrificio dei partigiani prelevati dalla caserma e dalla sede della brigata nera e trucidati per rappresaglia dai nazifascisti, dopo atroci sevizie, nella notte del primo settembre 1944, i cui corpi martoriati furono trasportati da Piazza Garibaldi e lasciati davanti alla Villetta come barbaro monito di ciò che poteva accadere agli oppositori del regime. | Nella ricorrenza, sono previsti brevi discorsi commemorativi da parte dei rappresentanti del Comune, della Provincia e delle associazioni partigiane e la deposizione di una corona di fiori dinanzi alla lapide che ricorda l'eccidio. | La cerimonia sarà preceduta da un corteo che si muoverà dai portici del Municipio, con i gonfaloni e labari delle associazioni. | Interverranno le autorità cittadine, i compagni d'arme della Resistenza e alcuni familiari delle vittime della rappresaglia e si concluderà, come sempre, con i rintocchi del campanone civico, scanditi alla lettura dei nomi dei caduti.
31 Agosto - 1° Settembre 2012 - 68° Anniversario dell'Eccidio di Piazza Garibaldi
Si ringraziano: Comune di Parma - Provincia di Parma
Associazioni Partigiane: ANPI, ALPI, APC, ANPPIA, ANED, Divisione Acqui