Giovedì 26 aprile, alle 18.30, al "Galla Caffè" di Vicenza
MARIJUANA, IL PIù GRANDE COLTIVATORE è VICENTINO
Alessandro Zaltron presenta il suo nuovo libro
¡Viva maria!
L'erba buona? Non muore mai, ma non solo: è destinata ad avere lunga vita. Parola di Stefano Zanchetta, considerato il più grande coltivatore europeo di marijuana con la sua fattoria modello sulle pendici del monte Grappa, nonché singolare protagonista-narratore del libro ¡Viva maria! - Memorie di un coltivatore di marjiuana del giornalista e scrittore Alessandro Zaltron. Dato alle stampe per Angelo Colla Editore, sarà presentato giovedì 26 aprile, alle 18.30, al Galla Caffè di Vicenza (corso Palladio,11). Saranno presenti l'autore, Alessandro Zaltron, e il protagonista del libro, Stefano Zanchetta; modererà l'incontro il critico letterario Marco Cavalli.
«Quando incontrato Stefano Zanchetta per la prima volta, - racconta Zaltron - ho capito subito di aver scoperto un personaggio, uno di quegli avventurieri che sembrano usciti dalla penna di un Wilbur Smith o forse di un Daniel Defoe, rotti a qualunque esperienza purché estrema e capaci di raccontarla con un'impudenza e una vivacità di linguaggio istintive».
Orchestrando con sagacia l'affabulazione del protagonista, Zaltron ne presenta le molteplici e contrastanti identità: ex chierichetto, para della Folgore, guardiano di una miniera di rubini in Tanzania, turista non per caso in Centroamerica, testimone di alcun grandi segreti di Stato. E inoltre: mistico a Pantelleria, filosofo naturale, raffinato sommelier, ristoratore e, al momento, tenutario di una fattoria modello, ovviamente ecologica.
Una vita spericolata, quella di Zanchetta, costantemente appesa a un filo - meglio se di canapa. Perché ¡Viva maria! è soprattutto la storia di un'ossessione quasi amorosa per la pianta di canapa e i suoi utilizzi leciti e illeciti, e insieme un tentativo di padroneggiare quest'ossessione, di considerarla da un punto di vista narrativo. Ne è venuto fuori un libro di avventura e di riflessione dominato dalla figura sconcertante di un bucaniere della profonda provincia veneta.
Ufficio stampa