Venerdì 18 maggio ore 21,00 Teatro ORFEO
Via Pitagora, 78 Taranto
MIMMO CAVALLO
presenta
"COME DIVENTAMMO ITALIANI"
Costumi di Annamaria Pisapia e Salvatore Argenio, Napoli.
Fotografo di scena Sergio Malfatti, Taranto
Venerdì 18 maggio, alle ore 21, al Teatro "Orfeo" di Taranto, sarà rappresentato il lavoro storico artistico COME DIVENTAMMO ITALIANI, che vedrà in scena il Cantautore Mimmo Cavallo, con il suo lavoro musicale "Quando saremo Fratelli Uniti" basato sul testo "Terroni" di Pino Aprile e l'attore registaAntonio Minelli con l'interpretazione di documenti rigorosamente storici sull'unità d'Italia.
Le tematiche risorgimentali continuano a far discutere nonostante da poco si siano conclusi i festeggiamenti del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Tematiche care ad Antonio Minelli e Mimmo Cavallo, due artisti con percorsi professionali diversi che si incontrano per dar vita a "Come diventammo italiani".
Il cantautore Mimmo Cavallo, di Lizzano (TA), e Antonio Minelli, attore e regista genovese di radici pugliesi, entrambi legati al Mezzogiorno d'Italia, si interrogano sul perché queste terre, che dalla 'Magna Grecia' in poi hanno partecipato alla crescita delle civiltà di Oriente e Occidente, si sono trasformate negli ultimi 150 anni in una 'palla al piede' con politiche inadeguate e incapacità di crescita economica e sociale.
Perché è proprio dall'Unità d'Italia che si scopre un sud indolente e inutile, incapace e bisognoso di assistenza.
Ed è proprio dal fiorire di leggende e luoghi comuni che inizia il percorso di degrado morale, civile e culturale del Sud.
E allora, in puro stile orwelliano, la parola "emigrazione" (per esempio) appartenuta storicamente alle regioni del nord, diventa una questione storicamente tutta meridionale.
Il Re che bombardò Genova per trentasei ore filate e fece saccheggiare stuprare e uccidere oltre 500 genovesi diventa: Re galantuomo.
E i camorristi a Napoli diventano strumenti per il buon governo Unitario.
Il quale governo portando una tassazione per il sud da 6 a 39 milioni di lire diventa liberatore.
Ma allora.. chi ha liberato chi? E da che cosa?
A cosa è giovato passare da una monarchia Borbone a una monarchia Savoia?
E l'unità d'Italia è stata veramente un'esigenza patriottica, una volontà del popolo italico o piuttosto l'affermazione di un piccolo stato che senza questa spinta 'di patria' probabilmente oggi non esisterebbe più?
Didattica, musica e spettacolo si fondono e mettono in luce punti chiave della cosiddetta "questione meridionale".
L'opera è una vera e propria esposizione di una serie di documenti, rigorosamente datati fra il 1840 e il 1890, che dà voce ai grandi fondatori della patria (regolarmente settentrionali) che 'a microfoni spenti' confessano le loro reali ambizioni.
Lettere, scritti privati, poetiche e dichiarazioni parlamentari di personaggi quali Bixio, Nievo, Cavour, Garibaldi, Abba, Saffi e altri protagonisti che la storia ha consacrato come eroi e liberatori appartenenti ormai alla leggenda della nostra nazione.
E lo spettacolo si unisce alla vena creativa, pungente ed ironica di Mimmo Cavallo, che ha sempre espresso un amore sconfinato per la sua terra.
Il suo ultimo lavoro "Quando saremo fratelli uniti" evidenzia pregiudizi e li smantella per ridurre la dicotomia esistente tra nord e sud.
Un ritorno importante di un cantautore che ha il coraggio di parlare, rinunciando a degli stereotipi o immagini falsate: "Vorrei togliere il burka a questa retorica del Risorgimento. E' una fede che non risponde alle domande, ma le evita, glorificando i patrioti come apostoli. Non ci vogliamo contrapporre a nessuno, ma solo tirare acqua pulita dal pozzo della memoria ".
Conseguentemente, gli interventi del cantautore non divengono meri intermezzi musicali, ma si pongono alla stregua di una nuova vena del canto popolare che ha definito, nei secoli, la cultura del nostro Paese, sottolineando le affermazioni storiche con una musicalità contemporanea e seducente.