15 dicembre 2011 - ore 9.15
c/o Biblioteca Archivio Emilio Sereni (Gattatico - RE)
STORIE DI BAMBINI DA UN'ITALIA UNITA
Presentazione del documentario
"Pasta nera"
e del libro
"I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie"

Segnaliamo e invitiamo a partecipare all'iniziativa che la Biblioteca Archivio Emilio Sereni dell'Istituto Cervi e l'Associazione dAi Campi Rossi organizzano giovedì 15 dicembre alle ore 9.15 presso la sede di Gattatico per la presentazione del documentario Pasta nera di Alessandro Piva e del libro I treni della Felicità di Giovanni Rinaldi.
All'iniziativa saranno presenti gli autori e i testimoni delle esperienze raccontate insieme alle classi V e III di diversi Istituti reggiani: Liceo "Canossa", Istituto Tecnico Agrario "Zanelli" e Istituti Professionali "Filippo Re" e "Angelo Motti".
Cogliamo l'occasione per segnalare che documentario e volume saranno presentati anche mercoledì 14 dicembre alle ore 21.00 presso il Cinema Rosebud di Reggio Emilia in un incontro organizzato in collaborazione con l'Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia.
In allegato il programma dell'iniziativa-> Clicca qui
GIOVEDI' 15 DICEMBRE 2011 ORE 9.15 - STORIE DI BAMBINI DA UN'ITALIA UNITA
Biblioteca Archivio Emilio Sereni - Gattatico - Reggio Emilia
Presentazione di:
Pasta nera - ALESSANDRO PIVA (Seminal Film - Cinecittà Luce, 2011)
I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie - GIOVANNI RINALDI (Ediesse 2009)
ORE 9.15 Saluti di Giuliano Fornaciari, Preside, Consigliere dell'Istituto Alcide Cervi | Rina Cervi, Vice-Presidente Associazione Culturale dAi Campi Rossi
ORE 9.30 Introduzione e quadro storico: Gabriella Bonini, Responsabile Progetti culturali Biblioteca Archivio Emilio Sereni
ORE 9.50 Proiezione del documentario PASTA NERA
ORE 10.45 Break
ORE 11.15 Gli studenti del Liceo "Canossa", Istituto Tecnico Agrario "Zanelli", Istituti Professionali "Filippo Re" e "Angelo Motti" incontrano gli autori ALESSANDRO PIVA, GIOVANNI RINALDI e i testimoni Severino Cannelonga, Vanni Orlandini
Il contesto dell'iniziativa
Tra il 1945 e il 1952 migliaia di bambini del Sud più svantaggiato furono ospitati temporaneamente da famiglie del Centro-Nord. Quei bambini presero in quegli anni il primo treno della loro vita, per lasciarsi alle spalle la povertà e le macerie del dopoguerra e vivere un'esperienza che non avrebbero mai più dimenticato. Il documentario Pasta Nera di Alessandro Piva, presentato quest'anno alla 68° Mostra del Cinema di Venezia e il libro I treni della felicità di Giovanni Rinaldi, pubblicato nel 2009, riportano alla luce uno dei migliori esempi di solidarietà e spirito unitario nella storia del nostro Paese. Già Angiola Minella, Nadia Spano e Ferdinando Terranova avevano in parte ritratto questa straordinaria esperienza nel volume Cari Bambini, vi aspettiamo con gioia: il movimento di solidarietà popolare per la salvezza dell'infanzia negli anni del dopoguerra; lo stesso Emilio Sereni, il cui patrimonio è qui custodito e valorizzato nell'omonima Biblioteca Archivio, ebbe un ruolo come Ministro dell'Assistenza Post-bellica.
I due autori, tessendo sottili fili di memorie sparse in un progetto di ricerca avviato nel 2002 tra Puglia, Marche ed Emilia Romagna, hanno cercato e trovato i bambini che erano saliti su quelli che vennero chiamati appunto «I treni della felicità»: convogli organizzati da una straordinaria rete di solidarietà sostenuta dalla neonata Unione Donne Italiane e dal PCI che, a partire dal secondo dopoguerra, affidarono per mesi (talvolta anni) a famiglie del Centro Italia oltre 70.000 bambini del Sud, vittime delle conseguenze belliche, di calamità naturali e di rivolte contadine sedate col sangue (come quella di San Severo i cui scioperanti arrestati nel 1950 per volontà del governo Scelba). Bambini che lasciarono le loro famiglie per essere ospitati da altrettante famiglie contadine nei paesi del reggiano, del modenese, del bolognese. Lì vennero rivestiti, mandati a scuola, curati.
Sono Severino, Dante, Zazà, che oggi parlano ricordando i fanciulli che furono in un Paese più povero e semplice, dove mangiare un gelato o un piatto di pasta erano cose che potevano emozionare. Ma è anche la storia delle «due Italie» con un Sud ancora socialmente arretratissimo. Fu proprio questo che spinse alcuni di quei bambini a fare scelte drammatiche come lasciare la propria terra e la propria famiglia, fino a restare, in alcuni casi, dove il destino e quei treni li avevano portati, sognando una vita migliore.
Info:
Istituto Alcide Cervi (Museo Cervi, Biblioteca-Archivio Emilio Sereni, Parco Agroambientale)
via f.lli Cervi 9, 42043 Gattatico (Reggio Emilia)| tel +39 (0)522 678356 - fax +39 (0)522 477491
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Ufficio Stampa Museo Cervi