SPETTACOLO "CANTO PER VANZETTI"
E PRESENTAZIONE LIBRO
"MAMMA VADO A VIVERE IN ITALIA" E INIZIATIVA LOCALE
08 Febbraio 2011, ore 21.00
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FIND THE CURE è felice di invitarvi ad uno spettacolo teatrale speciale, uno spettacolo per risvegliare la nostra memoria, la memoria di un popolo che in prima persona ha vissuto l'immigrazione.
"Canto per Vanzetti" vuole essere un omaggio a Bartolomeo Vanzetti, emigrato piemontese negli U.S.A. ("Tumlin" per gli amici d'infanzia, "Bart" per quelli americani), ricco di spiritualità e generosità, divenuto famoso suo malgrado per un... ignobile atto di ingiustizia che lo ha portato, insieme all'amico Nicola Sacco, alla sedia elettrica.
Il lavoro tetarale è la cronaca di un sogno, di un'utopia, e di una speranza mortificata, bruciata viva.
Una storia che non porta lezioni in sé, che non serve a qualcosa se non a ricordare, a "restituire voce".
Negli anni '60 e '70 il caso Sacco e Vanzetti veniva indicato come un caso irrisolto della giustizia e della democrazia mondiale. Joan Baez lo cantava nei raduni sterminati.
Migliaia di giovani ne conoscevano, a grandi linee, risvolti ed esiti.
Scriveva Vanzetti pochi giorni prima di morire: "Io voglio che voi tutti mi cantiate anziché piangermi".
La storia che ne traspare è quella di un giovane che, dopo anni di precarie condizioni di salute e di lavoro, s'imbarca per l'America (come tanti in quegli anni) in cerca di una nuova vita, di una nuova società.
Una storia ordinaria, dunque, che diventerà però una storia simbolo; il destino di Sacco e Vanzetti, capri espiatori di un'ondata repressiva lanciata dal presidente Woodrow Wilson contro la «sovversione», non solo smosse le coscienze degli uomini dell'epoca, ma continuò come un fantasma ad agitare l'America per decenni.
Finché nel 1977, cinquant'anni dopo, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riconobbe in un documento ufficiale gli errori commessi nel processo e riabilitò la memoria di Sacco e Vanzetti. Riabilitazione completa? Molti, ancora oggi, pensano di no.
"Canto per Vanzetti" è la cronaca di un sogno, di un'utopia, di unadiaspora e di una speranza, di una storia che non porta lezioni in sé, che non serve a qualcosa se non a ricordare, a "restituire voce".
E la "parola" del teatro, i suoi segni, sono lo strumento basso che ci è dato per fornire a quella voce, a quelle voci, una nuova dimensione.
Poiché memoria è vita.
Nella serata verrà presentato il libro "Mamma vado a vivere in Italia.
Tratto da una storia vera la loro." Progetto realizzato grazie al contributo della Provincia di Savona e dei Comuni del territorio, un libro dove 20 protagonisti, da 20 paesi diversi, raccontano 20 storie vere.
Una sola meta:l'Italia. Gli intrecci del destino, le sofferenze, il coraggio, di chi ha lasciato la propria terra per una vita qui, nella provincia di Savona. La vera storia raccontata da chi ha vissuto tutto questo con l'orgoglio e la serenità di chi è consapevole del lungo viaggio chiamato immigrazione