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Aprile 2018
eventiesagre.it
Aprile 2018
Numero Evento: 21046790
Eventi Culturali
Per Una Chiesa Scalza
(Priuli & Verlucca) - di Ernesto Olivero
Date
Dal: 14/01/2011
Al: 14/01/2011
Dove:
Logo Comune
Piemonte - Italia
Contatti
Telefono:
Fonte
Monica Porasso
Evento Passato! Per aggiornamenti: segnalazione@eventiesagre.it
Scheda Evento
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Incontro con
Ernesto Olivero (Fondatore del Sermig)

per la presentazione del libro:

Per una chiesa scalza
(Priuli & Verlucca)

Interviene:
Matteo Spicuglia (Giornalista di Rai 3)

Venerdì, 14 Gennaio 2011 – ore 20.30

Venerdì 14 gennaio alle ore 20.30 a Dogliani presso la Biblioteca Civica “L. Einaudi”, Ernesto Olivero incontrerà i lettori per presentare il suo nuovo libro " Per una Chiesa scalza ". Introdurrà l’evento il giornalista di Rai 3 Matteo Spicuglia.

È il racconto della mia vita - dice Ernesto Olivero nella prefazione - di molti episodi che mi hanno segnato, ma mai spezzato, mi hanno fatto toccare il cielo con un dito, ma senza farmi perdere tra le nuvole. Che tu creda o no, che tu sia cristiano o di un'altra religione, sento che è possibile camminare insieme, perché una Chiesa scalza è sì patrimonio di Dio, ma anche di un'umanità che cerca.

Il libro di Ernesto Olivero è un atto di amore verso la Chiesa, è il grido ferito di un innamorato che vuol togliere ogni ruga dal volto della sua Sposa, è una appassionata proposta di ritornare al Vangelo puro, al «Vangelo sine glossa», come amava dire Francesco d’Assisi.

L’autore annota nel suo diario: «Il povero su misura. Nella nostra fantasia malata, il povero è un giocattolo da accudire di tanto in tanto; in qualche momento emotivo diciamo di voler spendere la vita per lui, perché pensiamo che non è giusto essere poveri. Ma quando tu lo conosci nella realtà, t’accorgi che a volte il povero ti disturba, è scostante, puzza, è maleducato; ti accorgi che, anche lui come te, pretende di mangiare ogni giorno, di dormire la notte in un letto, di vestire come te, di mandare i suoi figli a scuola». Un cortocircuito che spinge a «uscire dalla logica della carità episodica, della carità del pacco dono» per far entrare «in una logica di giustizia». Per una Chiesa scalza è il racconto degli incontri, dei volti, delle conversioni che costituiscono la trama di quella straordinaria esperienza che è il Sermig (Servizio Missionario Giovani), nato a Torino nel 1964 da un’intuizione di Ernesto Olivero e dall’impegno di un gruppo di giovani decisi a sconfiggere la fame «con opere di giustizia, a promuovere sviluppo e vivere la solidarietà verso i più poveri». Decisivo il 1983, anno in cui il Sermig poté contare sull’assegnazione dei 40.000 metri quadrati del dismesso Arsenale Militare torinese, facendone la propria sede e trasformandola in Arsenale della Pace. Una metamorfosi lessicale e organizzativa che porta i segni del messaggio delle beatitudini del Discorso della montagna in cui tutto si ribalta a favore della pace e degli ultimi. Non va scordato che Ernesto Olivero è un uomo d’azione, una persona capace e coraggiosa, un grande organizzatore che ha messo a disposizione della macchina di soccorso da lui creata l’esperienza e la competenza maturate nel settore bancario. Tradotto in cifre si scopre così che gli Arsenali hanno realizzato 9.170.000 notti di ospitalità (con 1.750 persone in media al giorno) e 7.443.000 pasti distribuiti (2.970 in media al giorno); 2.800 azioni umanitarie in 89 Paesi; 20.010.000 ore di volontariato; 5.530 tonnellate di medicinali, alimenti, vestiti e attrezzature inviate (equivalenti a 674 aerei da carico); 3.700 allievi ai corsi di alfabetizzazione, restauro e musica; 10.760.000 presenze in incontri di preghiera, formazione o culturali; 43.000 amici e sostenitori; 5.300 volontari. Cifre che oltre a parlare da sole sono destinate ad aumentare. Sennonché, superati nel 2008 i trentacinque anni di vita dell’Arsenale originario, Ernesto Olivero ha sentito il bisogno di raccontare la parte nascosta delle cifre raggiunte trasferendo al lettore la conoscenza di quanto può servire a far luce su di esse: i drammi umani, le sconfitte, i successi, il pensiero, la filosofia, la fede, le convinzioni e le persone che hanno sorretto l’autore nella sua difficile opera di pronto intervento. Il risultato è un testo di racconti, ritratti, profili, aneddoti, casi, apologhi, riflessioni, paradossi, ammonizioni e moralities. Un testo di avvincente lettura, moderato nel linguaggio, nei toni e nell’espressione. Il significato delle parole di Olivero non è meno drammatico nei contenuti. Di qui l’appello alla Chiesa quando giudica, quando non si china, non ascolta e «non ha più nulla da dire alla gente» soprattutto ai giovani.

Ernesto Olivero
Ernesto Olivero, sposato, padre di tre figli, è nato nel 1940. Ex bancario, pensatore, innamorato di Dio, è da sempre impegnato al fianco di poveri ed emarginati.
Nel 1964 ha fondato il Sermig (Servizio Missionario Giovani). Al suo interno ha dato vita alla Fraternità della Speranza: monaci e monache, giovani e famiglie che si dedicano a tempo pieno al servizio dei poveri e dei giovani, con il desiderio di vivere il Vangelo e di essere segno di speranza. Dal 1983 la Fraternità della Speranza ha sede nel vecchio Arsenale Militare di Torino, ridenominato Arsenale della Pace, cui si è affiancato l’Arsenale della Speranza a San Paolo del Brasile e l’Arsenale dell’Incontro a Madaba in Giordania. Gli Arsenali hanno realizzato 9.170.000 notti di ospitalità (con 1750 persone accolte in media al giorno) e 17.443.000 pasti distribuiti (2970 in media al giorno); 2800 azioni umanitarie in 89 Paesi; 20.010.000 ore di volontariato; 5530 tonnellate di medicinali, alimenti, vestiti e attrezzature inviate (equivalenti a 674 aerei da carico), 3700 allievi ai corsi di alfabetizzazione, restauro e musica; 10.760.000 presenze a incontri di preghiera, formazione o culturali; 143.000 amici e sostenitori; 5300 volontari. Ha personalmente portato soccorso a popolazioni colpite da calamità naturali e ha personalmente accompagnato oltre 77 missioni di pace in Paesi in guerra quali Libano, Rwanda, Somalia, Iraq, ex Iugoslavia ecc.Tra le più significative, nel 2002, il contributo dato alla risoluzione dell’assedio della basilica della Natività di Betlemme, che gli è valso il premio «Uomo di Pace di Betlemme e Gerusalemme» assegnatogli dalla Custodia di Terra Santa.
Madre Teresa di Calcutta, Norberto Bobbio, Gianni Agnelli, il cardinale Carlo Maria Martini, il presidente del Libano Elias Hraoui e tante altre personalità hanno proposto la sua candidatura al Nobel per la pace.



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    Data ultimo aggiornamento pagina 2011-01-07 18:14:22
    Inserito da Gianfranco
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