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Eventi Culturali
dal 18/09/2010
al 19/09/2010
 
Dove:
Celenza Valfortore (FG)
Puglia - Italia
 
Per maggiori informazioni:
 
Fonte:
Celenza Valfortore
 
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Scheda Evento

 celenza e il parco della salute Celenza e il Parco della Salute

Sabato 18 e domenica 19, attenzione puntata sul progetto dei Monti Dauni
Due giorni di confronto nel primo convegno delle "Città socialmente responsabili"

CELENZA VALFORTORE - Sabato 18 e domenica 19 settembre, gli otto comuni dei Monti Dauni protagonisti del Piano Integrato di Sviluppo Territoriale "Parco della Salute" ospitano il primo convegno annuale delle "Città socialmente responsabili". Sabato 18 settembre, alle ore 10, i due giorni di convegno saranno aperti a Pietramontecorvino, nel Palazzo Ducale, dalla discussione su "Il Mezzogiorno tra presente e futuro in Italia e in Europa": sarà Lino Patruno, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, a presentare il vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella e il suo libro "Domani a Mezzogiorno". Seguiranno gli interventi di Saverio Lamarucciola (sindaco di Pietramontecorvino), del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e del presidente Svimez Adriano Giannola. Ospite d'onore della giornata il consigliere dell'Ambasciata di Costa Rica, Olger Adonai Arias Sànchez. Domenica 19 settembre, nel Monastero di San Nicola a Celenza Valfortore, la seconda giornata del convegno si aprirà alle ore 10 con la presentazione di Pino Aprile e del suo ultimo libro, "Terroni". A seguire, gli interventi di Francesco Santoro (sindaco di Celenza Valfortore), Antonio Pepe (presidente della Provincia di Foggia), Angela Barbanente (assessore all'Assetto del Territorio della Regione Puglia), Claudio Bocci (Federculture) e Domenico Iannantuoni (Comitato No-Lombroso). Chairman dei due giorni Michele Di Cesare, Megatrend Università di Belgrado.

Attenzione puntata sul "Progetto per l'Appennino Dauno Settentrionale: la costruzione di un territorio socialmente responsabile" attraverso lo strumento del foresight territoriale.

Un articolato piano di sviluppo che rappresenta la sfida di otto comuni dei Monti Dauni (Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Celenza Valfortore, Motta Montecorvino, San Marco la Catola e Volturino) uniti per centrare gli obiettivi di crescita e di benessere condiviso attinenti a un nuovo modello di governance territoriale, turismo sostenibile, ambiente, energie rinnovabili, internazionalizzazione delle imprese, sviluppo urbano e formazione professionale. Il progetto punta ad integrare nel piano anche i comuni di Biccari, Carlantino, Lucera, Torremaggiore e Volturara Appula.

Il Pist Parco della Salute, che ha superato il primo esame della Regione Puglia ed è stato ammesso alla fase di negoziazione, si configura quale Piano Integrato di Sviluppo Territoriale di un ambito territoriale che si estende su una superficie di circa 769 chilometri quadrati e un bacino di oltre 11mila abitanti. Il progetto s'incardina nella Pianificazione Strategica di Area Vasta "Monti Dauni".

La zona interessata si connota come "comprensorio ecologico- termale" dove sviluppare il turismo legato alla valorizzazione di luoghi, strutture, qualità ambientali e modus vivendi che favoriscono il benessere psico-fisico.

Obiettivo alla base del piano è innescare processi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica attraverso la costruzione di un sistema a rete dei giacimenti terapeutici presenti sul territorio, riconducibili alle risorse naturalistiche e storico-culturali, nonché al potenziamento dei servizi socio sanitari e socio assistenziali che il territorio è in grado si esprimere, intercettando la domanda di salute e di benessere.

Il "Parco della salute" sviluppa il sistema della cooperazione territoriale attraverso azioni comuni volte a integrare l'offerta di servizi socio assistenziali sul territorio e a costruire veri e propri "percorsi della salute". A questo proposito, il progetto prevede diversi interventi di qualificazione delle risorse esistenti.

La realizzazione del "Parco della Salute", inoltre, prevede una serie di interventi di riqualificazione e di rigenerazione urbana degli spazi aperti dei centri storici, di recupero e riconversione ad uso culturale e turistico-ricettiva di alcuni siti di particolare pregio. Il progetto, poi, interviene sul sistema dei percorsi ecologici, naturalistici, archeologici, boschivi e dei corsi d'acqua che caratterizzano tutta l'area.

Un obiettivo importantissimo da perseguire attraverso il "Parco della Salute" è quello di garantire l'accessibilità e la mobilità del territorio con interventi di ripristino, sistemazione, ammodernamento e ampliamento della viabilità principale e secondaria. Un capitolo fondamentale per assicurare la piena e sicura fruizione del patrimonio rappresentato dall'insieme degli otto comuni.

Celenza Valfortore

Celenza Valfortore, in provincia di Foggia, è un borgo di 1800 abitanti. Posto a un'altitudine di 480 metri, è ubicato nel versante nord dei Monti Dauni a circa 60 chilometri da capoluogo e a immediato ridosso del confine con il Molise. Lo scorso anno, una giuria di giornalisti ha assegnato al Comune di Celenza Valfortore il riconoscimento "Paese Ospitale 2009", premio regionale con la valutazione di parametri attinenti a "bellezza del paesaggio", "interesse storico culturale", "qualità degli eventi", "accoglienza e ospitalità". Celenza affaccia sul grande lago di Occhito, una delle dighe in terra battuta più grandi d'Europa.

Nel cuore del centro storico, si conservano integri alcuni pregevoli elementi della sua epica medievale: la torre merlata e il palazzo baronale, le antiche porte d'accesso alla città.

La dea Cecere è il simbolo del paese. Nel gonfalone, l'antica divinità è raffigurata con una cornucopia colma di spighe di grano. Un auspicio di abbondanza e prosperità per un borgo dove l'agricoltura riveste ancora un ruolo economico, sociale e culturale di grande rilievo. Lo stemma è sormontato da una corona con cinque torri, quelle relative alle porte che anticamente chiudevano il paese nella fortezza feudale.

Di particolare interesse la manifestazione che ogni anno, in estate, fa tornare il paese indietro nel tempo. L'antica Celenna, cittadina celebrata dai libri di storia che raccontano di cavalieri, soldati e briganti, torna a vivere a metà agosto. In quei giorni, Celenza Valfortore è l'unico luogo in Europa dove la circolazione dell'euro e il tempo vengono sospesi: assieme ai costumi, le osterie, i mestieri e le armi del tempo che fu, sono ripristinate anche le monete forgiate dalla storia millenaria di un paese che è stato crocevia di dominazioni e culture diverse. Con "Vivi il borgo", infatti, torna l'antico conio in uso ai tempi della dominazione spagnola. Il paese si trasforma in un unico, grande "set cinematografico" con oltre 200 figuranti che hanno il compito di trasportare cittadini e visitatori indietro nel tempo in un intreccio di epoche e influenze diverse: quella spagnola del '500, austriaca del '700, francese di fine settecento, fino all'epoca borbonica con l'architettura, i monumenti, i costumi, la musica e persino la moneta di quei periodi storici. La ricostruzione storica che ha reso possibile l'organizzazione dell'evento è stata possibile grazie a due inventari del 1702 e del 1759 racchiusi nel libro "Celenza Valfortore nella storia" di Michele Cerulli. Il centro storico di Celenza offre un colpo d'occhio davvero notevole. La parte feudale del paese si sviluppa tra vicoli e "ruarelle" che costeggiano case arroccate l'una all'altra, attraversate da caratteristiche stradine. Del borgo originario, di origine medioevale, restano oggi la struttura urbanistica, il palazzo baronale con il suo torrione appartenente all'antico castello dei Gambacorta, alcune porte d'ingresso al borgo, il Monastero delle Clarisse, il monastero di Santa Maria delle Grazie e alcune chiese.

Al paese, nel 1700, si accedeva attraverso cinque porte, tre delle quali vengono ricostruite grazie a un effetto scenico. Le due porte esistenti sono quelle di "San Nicola" (entrata dal versante campano) e quella della "Porta Nova" (ingresso dalla regione molisana) mentre quelle da ricostruire sono la porta di "Sant'Antonio" (entrata dalla regione Puglia), la "Portella" (la porta d'ingresso al Castello) e la "Porta del Muro Rotto".

A guardia delle cinque porte ci sono gli armigeri in divisa dell'epoca borbonica con relativi archibugi. Per le vie del borgo si può incappare in qualche brigante che, munito di pistolone, cercherà di turbare i signorotti in abiti d'epoca simulando finte estorsioni. Celenza, infatti, fu interessata anche dal vasto fenomeno del brigantaggio. Anzi, i capi dei fuorilegge delle due bande più famigerate del territorio, "Vardarelli" (il vero nome era "Meomartino") e "Varanelli" (detto "Titta") erano nativi proprio di Celenza. Nel circuito del borgo si svelano angoli e spiazzi caratteristici, portali riccamente scolpiti, fontanili, scorci di antichi palazzi di ricche famiglie locali, vecchie chiese e antichi monasteri.

Tutto il borgo è rischiarato solo da fiammelle e torce, imbandierato con stendardi borbonici e dei Gambacorta. Artisti di strada, giocolieri, mangiafuoco, trampolieri e sbandieratori contribuiscono a rendere unica l'atmosfera di questo particolare evento.

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Informazioni Turistiche Celenza Valfortore
Informazioni Turistiche su Celenza Valfortore:
Data ultimo aggiornamento 13/09/2010 16:44:50
Inserito da Monica
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Grazie Gianfranco & Monica
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