AmericaPiù
eventi in concomitanza con
AMERICA!
Storie di pittura dal Nuovo Mondo
Brescia, Museo di Santa Giulia
24 novembre 2007 - 4 maggio 2008
Sabato 19 aprile, ore 20,30, Brescia,
Auditorium della Camera di Commercio
Per AmericaPiù:
Massimo Bubola e l'America di De Andrè
E' un'immagine, quella di un "Indiano" a fornire l'elemento di connessione tra Massimo Bubola, Fabrizio De Andrè e la mostra "America!".
E' l'indiano, o più esattamente "La sentinella", dipinto da Frederic Remington nel 1909, ora tra i capolavori più ammirati nella grande mostra curata da Marco Goldin e che si chiuderà il 4 maggio prossimo al Museo di Santa Giulia.
L'immagine di quel fiero personaggio campeggia sulla copertina di un fortunato disco di Fabrizio De Andrè del 1981. "Fabrizio De Andrè", questo il titolo del disco, era il secondo lavoro nato dalla collaborazione con il giovane cantautore Massimo Bubola (il primo era stato "Rimini" del 1979). Un album che diventerà poi famoso, oltre che per la presenza della straordinaria "Fiume Sand Creek", un brano epico, tra i più amati della canzone italiana, per la sua copertina, che riportava - maestoso - un indiano pellerossa a cavallo: "La sentinella" di Frederic Remington, appunto.
Sabato 19 aprile, per Americapiù, Bubbola sarà all'Auditorium della Camera di Commercio per riproporre le canzoni di quel disco, spiegandone così anche la genesi.
Scrive il critico musicale Ricky Barone nella presentazione dell'evento: "L'indiano", forse più di "Rimini", porta evidenti le tracce della presenza a fianco di De Andrè di Massimo Bubola. Sia nella struttura musicale che nel linguaggio cinematografico dei testi le canzoni si muovono infatti secondo un'ambientazione d'impronta americana. E se è vero che De Andrè precedentemente aveva già frequentato le canzoni d'oltreoceano (aveva rielaborato alla sua maniera "L'Antologia di Spoon river" di Edgar Lee Masters e aveva tradotto Leonard Cohen e Bob Dylan) è pur certo che il suo impianto musicale era ancora molto legato a suoni situati al confine tra l'Italia e la Francia. L'incedere tipicamente blues di "Quello che non ho", la canzone che apre "L'indiano", ci fa subito considerare come decisivo l'apporto del cantautore veronese, che ha saputo iniettare in quelle canzoni la sua forte attrazione verso la giovane cultura americana, fatta di canzoni, di films e di letteratura. Fabrizio De Andrè, anche quella volta, da grande "curioso innamorato", ci vide bene, intuendo che quel giovane veronese avrebbe potuto accompagnarlo, come nessun altro in Italia, nel suo viaggio americano. Il dialogo tra De Andrè e Bubola, tra enormi differenze - di età, di estrazione familiare, di fede - e grandi affinità - la ricchezza culturale e lo spirito "ostinato e contrario" di entrambi - fu molto fecondo: produsse due dischi, il singolo "Una storia sbagliata", sigla di un film inchiesta televisivo su Pasolini e il lato B di quel 45 giri, "Titti". Tornarono poi a lavorare assieme nel 1990, scrivendo il testo di "Don Raffaè", una delle canzoni più note di Fabrizio De Andrè.
Il cuore pulsante di "Fabrizio De Andrè" è naturalmente "Fiume Sand Creek", una canzone che parla del massacro perpetrato dal generale Chiwington ("fu un generale di vent'anni occhi turchini e giacca uguale") contro un villaggio indiano popolato solo da donne e bambini. Una canzone che usa immagini poetiche ("quando l'albero della neve fiorì di stelle rosse") per descrivere il dramma della vicenda. Una canzone interpretata da molti (oltre naturalmente a Fabrizio De Andrè e a Massimo Bubola l'hanno cantata - tra gli altri - Luciano Ligabue, Mia Martini, Loredana Bertè) e che è entrata nell'immaginario collettivo della cultura non solo musicale italiana, quasi a voler significare che a stabilire il valore delle canzoni si ergono sempre due giudici, implacabili e difficilmente fallibili: il tempo e la storia.
Ma per Bubbola la serata del 19 non sarà solo l'occasione per ripercorrere un sodalizio artistico, eseguendo tutti gli otto brani che compongono "L'indiano". Il giorno prima infatti, il 18 aprile, esce il suo nuovo lavoro, "Ballate di terra & d'acqua", un album di ballate importanti, luminose, visionarie ed elettriche. In anteprima assoluta per il pubblico bresciano, Bubola proporrà quindi anche una scelta delle 11 canzoni così legate alla profondità e alle radici delle storie di terra e alla trasparenza e fluidità delle storie d'acqua.
Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti.
Info: www.lineadombra.it