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Ikon Comunicazione - Ufficio Stampa Scheda Evento
TERRA FUTURA Firenze, 22 maggio 2011 - In più di 94.000 visitatori sono arrivati a Terra Futura, alla Fortezza da Basso a Firenze in questi tre giorni, per conoscere dal vivo le numerose buone prassi di sostenibilità diffuse nel Paese. Quelle di un'Italia che sceglie le rinnovabili, che sposa il turismo responsabile, che per la casa acquista arredi ecocompatibili; e ancora che fa parte di un gruppo di acquisto solidale, evita gli sprechi di cibo o mangia biologico, che ricicla gli oggetti e li riusa dando loro nuova vita, che beve l'acqua pubblica, che non guarda con paura al Mediterraneo e apprezza la ricchezza dell'incontro con le diversità. Che si impegna in prima persona per la tutela di diritti degli uomini e di popoli e per il governo partecipato dei territori, che crede nell'informazione libera e democratica... Un'area espositiva con 13 sezioni, 600 aree, 5000 realtà rappresentate; oltre 280 i convegni e seminari con quasi 1000 i relatori intervenuti, 250 i momenti di animazione e i laboratori per adulti e bambini. Promotori dell'evento Fondazione culturale Responsabilità Etica onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'Economia Sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente, che danno appuntamento alla prossima edizione dal 25 al 27 maggio 2012 . Tanti i temi al centro dei dibattiti: acqua, clima ed energia, informazione, diritto al cibo e giustizia alimentare, diritti e cittadinanza, economia e finanza, pace e sostenibilità... Come sempre Terra Futura è stata anche un'opportunità di social e green business : 700 incontri one to one alla "Borsa delle imprese responsabili", che ha messo in contatto aziende, realtà della pubblica amministrazione, associazioni e cooperative, intervenute per proporre i propri servizi e prodotti, creare partnership, cercare fornitori socialmente e ambientalmente responsabili. TERRA FUTURA Firenze, 22 maggio 2011 - « Presidente hai detto che era il tempo di parlare senza paura. Ok, io ho parlato anche se so che adesso mi aspettano guai! Vedo l'ingiustizia ovunque, ecco perché ho deciso di raccontare tutto!»: così si rivolge a Ben Ali il rapper tunisino El Generalin una delle canzoni simbolo, e quindi censurate, della rivolta tunisina. È un concertodel poco più che ventenne HAMADA BEN AMOR - finito in galera proprio per le sue canzoni nel gennaio scorso e rilasciato dopo cinque giorni grazie a una mobilitazione di cittadini -, a chiudere l'ottava edizione di TERRA FUTURA, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, alla Fortezza da Basso a Firenze. L'ultima giornata è dedicata, tra gli altri temi, alla primavera araba, il grande movimento di emancipazione che ha preso il via nel Maghreb, infiammando poi altre zone del mondo arabo, per chiedere a gran voce libertà e democrazia contro la tirannia dei regimi. Centrale il ruolo delle donne in queste lotte di liberazione partite dal basso: una decina di associazioni e ong didonne tunisine ha formato una sacca di resistenza al regime, scrivendo rapporti sullo stato della libertà e della repressione in Tunisia per fare conoscere all'estero la drammatica situazione. Lo stato tunisino ha spesso strumentalizzato la questione femminile, facendo credere che una legislazione avanzata sul tema potesse garantire libertà e parità, di fatto non esistenti. Ma la resistenza delle donne è stata dura, come testimonia RADHIA BENHAJ ZEKRI, presidente dell'Associazione delle donne tunisine per la ricerca sullo sviluppo (una delle realtà in prima fila nella rivoluzione): «Ci è stata impedita l'azione in ogni modo: ci hanno vietato l'accesso allo spazio pubblico, siamo rimaste confinate in piccoli locali, la banca centrale ha blocca to i fondi alle ong e alle associazioni, e la polizia impediva alle giovani, nostra forza vitale, l'accesso alle sedi delle nostre organizzazioni. Così ci siamo dovute organizzare per sopravvivere e per restare operative. A differenza di altre rivoluzioni, quella tunisina è fatta di uomini e di molte donne, che hanno avuto un ruolo importante e all'avanguardia. E hanno pagato caro il loro impegno: sono state arrestate, ferite e uccise». Fondamentale è stato anche il ruolo della rete, del web, nonostante il regime abbia tentato di impedire la comunicazione oscurando i siti e vietando alle associazioni di averne uno. L'evento simbolo della protesta è stata l'immolazione del giovane disoccupato Mohamed Bouazizi, che si è dato fuoco lo scorso dicembre. Così i giovani delle classi medie hanno iniziato a informarsi, a scrivere sui blog e a diffondere immagini delle manifestazioni represse nel sangue, mentre l'informazione ufficiale non mostrava nulla di tutto ciò. Grazie alla rete, l'intero Paese è scoppiato, dal Nord al Sud. Ora la Tunisia sta attraversando una situazione molto fragile, è in un periodo di costruzione. «Le donne - racconta ancora la Zekri - richiedono la presenza nella costruzione delle nuove istituzioni. Dopo 50 anni, la sovranità va ora ridata al popolo: il governo attuale è provvisorio e illegittimo, con a capo un ex presidente del Parlamento senza poteri e che garantisce solo una piccola transizione. Ci battiamo per elezioni libere, ma la rivoluzione è nata spontaneamente, senza partiti e senza leader, quindi non è di facile gestione. Ora c'è un vuoto istituzionale, c'è confusione e pericolo, perché le forze del vecchio regime continuano comunque a insidiare la rivoluzione. È nata anche una campagna per cambiare la legge elettorale, imponendo la parità nelle preferenze, affiancando un uomo e una donna, perché il nostro motto è "fare la rivoluzione insieme"». Ci sono poi i problemi di sicurezza alle frontiere dalla Libia e dall'Algeria. «Quanto accaduto nel Maghreb - ha commentato KUROSH DANESH, responsabile coordinamento immigrati CGIL - è un grido di libertà, un insieme di richieste fondamentali, le stesse che pongono i giovani in tutto il mondo. E la rivoluzione è nata da un movimento laico, senza rapporti con l'Islam fondamentalista, che vuole cambiare i Paesi in termini più democratici e proiettati verso il futuro. La Comunità internazionale deve dare tutto il suo sostegno e capire che storicamente quando ci sono grandi cambiamenti sociali si ha sempre un movimento di esseri umani e non si è davanti a nessuna invasione. L'Italia, ad esempio, è un Paese che può crescere se progredisce il Mezzogiorno e questo sviluppo sarà aiutato da una maggior democrazia nell'area mediterranea». TERRA FUTURA ACQUA BENE COMUNE: ALEX ZANOTELLI e l'economista SUSAN GEORGE Firenze, 22 maggio 2011 - Il tema caldo della privatizzazione dell'acqua, a pochi giorni dal referendum del 12 e 13 giugno, è stato al centro della terza giornata di TERRA FUTURA, la mostra-convegno sulla sostenibilità che si chiude oggi a Firenze (Fortezza da Basso). A perorare la causa referendaria per l'acqua pubblica in prima linea anche padre ALEX ZANOTELLI, missionario comboniano, che non ha esitato a usare parole forti: «La privatizzazione è per me una bestemmia. Quello italiano è il primo Parlamento in Europa, e forse al mondo, ad aver fatto una cosa simile. Per questo è importante discutere di questo tema a Terra Futura». Ed entrando nel merito del referendum: «Dobbiamo davvero, partendo da una vittoria sull'acqua, recuperare tutti gli altri beni comuni di cui, uno dopo l'altro, ci hanno privato - ha detto -. Noi parliamo di democrazia, ma ormai non decidiamo più nulla. Se riusciamo a liberare l'acqua dal mercato e dal profitto, c'è una speranza di recuperare anche tutti gli altri beni comuni. Ecco perché diventa vitale votare per questo referendum ». Dura anche SUSAN GEORGE, economista di fama mondiale, che ha definito "critica" la situazione italiana: «L'acqua è privatizzata perché è una risorsa rara e indispensabile ed è facile preda delle strumentalizzazioni capitalistiche. Quella contro la privatizzazione dovrebbe essere la campagna del momento, una campagna di tutti: genitori, cittadini, associazioni, sindacati, ecologisti». Se il dibattito in Italia si concentra sul quesito referendario, il resto del mondo si confronta con il problema dell'accesso all'acqua e sugli effetti dei mutamenti climatici. «Alcune zone del pianeta già secche lo diventeranno ancora di più - ha commentato sempre Susan George -. La questione dell'acqua nel prossimo futuro genererà sicuramente conflitti». Le possibili soluzioni al problema? «L'adozione di sistemi di irrigazione più efficienti e il sostegno alle persone e ai movimenti che si battono perché l'acqua resti un bene pubblico, per esempio attraverso la partecipazione dei cittadini negli enti che la gestiscono». Padre Zanotelli ha ricordato che nel mondo 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e che le previsioni dell'Onu parlano di 3 miliardi tra qualche anno. Questo senza contare il grande problema del surriscaldamento globale: «Buona parte dell'acqua potabile che abbiamo oggi non ci sarà più in futuro e le temperature in Africa si innalzeranno di 3-4 gradi, secondo gli esperti. Se queste sono le prospettive, chi ha soldi e potrà comprarsela vivrà, mentre gli altri saranno esclusi dalla storia. Questo non lo posso accettare. È un problema etico, morale, spirituale». Tra le buone pratiche di lotta per il diritto all'acqua presentate a Terra Futura, l'esperienza di monsignor LUIS INFANTI DE LA MORA, rappresentante del Consiglio per la difesa della Patagonia (CDP): in questa veste il vescovo della regione dell'Aysèn (Cile)ha partecipato all'assemblea degli azionisti Enel per opporsi al progetto di cinque dighe e chiedere la restituzione ai cileni dei "diritti di sfruttamento" dell'acqua. «La Patagonia - ha spiegato - negli ultimi vent'anni è diventata terra molto ambita dalle multinazionali e questo ha dato origine a scontri, anche violenti, tra i favorevoli e i contrari ai progetti proposti, o meglio, imposti. Quella delle multinazionali è un'invasione "pacifica", che non avviene con le armi, ma con la forza del potere economico e politico, con frequenti tentativi di comprare la comunità e pure la Chiesa e le altre organizzazioni che aiutano la gente a sviluppare un pensiero critico». TERRA FUTURA Diritto al cibo e sovranità alimentare: tassazione sulle transazioni finanziarie Firenze, 22 maggio 2011 - Nei paesi ricchi si sprecano ogni anno, secondo i dati Fao, 222 milioni di tonnellate di cibo, l'intera produzione alimentare dell'Africa subsahariana. Un terzo del cibo destinato a nutrirci, circa 1,3 milioni di tonnellate l'anno, è gettato nella spazzatura; ma lo spreco vero e proprio è dei ricchi: ogni europeo e nordamericano getta 95-115 kg di cibo all'anno (6-11 kg pro capite quelli dell'Africa subsahariana e del Sudest asiatico). E ancora, mentre al Nord ci si ammala per eccesso di cibo, al Sud si muore di fame. Non possono che partire da questi numeri le riflessioni su sovranità alimentare e diritto al cibo, tra i temi al centro di T ERRA FUTURA, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si chiude oggi alla Fortezza da Basso a Firenze. «L'attuale modello agroalimentare è fallimentare - afferma Luigi Idili, presidente di Mani Tese - e il paradigma della "sicurezza alimentare", la garanzia del cibo per tutti, non è sufficiente. Per cambiare le cose è necessario realizzare anche la "sovranità alimentare", ovvero il cibo giusto per tutti, attraverso l'impegno di ognuno soprattutto come consumatore: la scelta di un mondo diverso parte dal carrello della nostra spesa.» A fargli eco Andrea Segré, preside della facoltà di agraria di Bologna e ideatore del progetto Last Minute Market, per il recupero a fini benefici dei beni alimentari e non, rimasti invenduti: «bisogna ridurre la quantità di cibo(consumiamo 1200 calorie in più al giorno rispetto al necessario), mangiare meglio e valorizzare, con le scelte d'acquisto, i prodotti delle filiere produttive e distributive sostenibili». E sempre a livello globale è necessaria la riforma delle istituzioni economiche e politiche,perché bisogna far fronte a un'emergenza che sta crescendo: in poco meno di 15 anni si è passati da 800 milioni di persone con problemi di sicurezza alimentare al miliardo, e le prospettive stanno peggiorando. «C'è bisogno di soluzioni strutturali a livello di governance mondiale - sostiene Manuel Manonelles I Tarragò, direttore del Forum mondiale Reti società civile e della Campagna mondiale per la riforma delle istituzioni internazionali -. L'Onu e le istituzioni economiche mondiali di Bretton Woods devono affrontare il problema del cibo e della sicurezza alimentare in modo organico. È necessaria una riforma delle istituzioni internazionali: una sola agenzia all'interno dell'Onu che faccia fronte al problema, per avere così un mandato forte e maggiore coerenza all'interno, e una maggiore apertura verso i contadini e la società civile». Ogni 30 minuti un contadino indiano si suicida, schiacciato dai debiti e da interessi da pagare: sono dati terrificanti dal rapporto del Center for human rights and global justice, in cui si legge che dal 1995 ben 250.000 lavoratori della terra si sono tolti la vita a causa di riforme economiche devastanti (cancellazione dei sussidi all'agricoltura e l'apertura deregolamentata al libero mercato. Un disastro umanitario gravissimo. A sostegno dell'agricoltura familiare e dei piccoli produttori vessati, l'impegno del COSPE. Cristina Puppo, responsabile per la sovranità alimentare della ong, evidenzia la necessità di «lavorare a livello di politiche agricole, commerciali ed energetiche, per evitare gli effetti negativi degli agrocombustibili come il land grabbing, ossia l'accaparramento di terreni originariamente destinati alla produzione locale di cibo per produrre, invece, in maniera massiccia agrocombustibili (ottenuti con ogm o cresciuti con fertilizzanti chimici), con danni ambientali oltre che sociali». TERRA FUTURA Energie rinnovabili: motore per uscire dalla crisi, nuovo settore di investimenti. Firenze, 21 maggio 2011 - Un settore in forte crescita quello delle energie rinnovabili, che produce reddito e occupazione. E un giro d'affari che si stima possa arrivare, nei prossimi dieci anni, ad oltre 100 miliardi di euro. Dal 2008 il fatturato è cresciuto più del doppio, passando dai 5,2 miliardi di euro agli oltre 13 miliardi del 2010. Eolico, fotovoltaico e biomasse hanno quindi retto bene alla recessione del 2009, dando prova che l'energia pulita può essere uno dei traini per l'uscita dalla crisi. A Terra Futura, la mostra-convegno sulla sostenibilità in corso a Firenze (Fortezza da Basso, fino a domenica) lo ha sottolineato anche il ministro dell'Ambiente STEFANIA PRESTIGIACOMO, intervenendo ieri a un convegno sul tema: «Il dibattito sulle fonti rinnovabili, non come sogno ma come prospettiva seria di politica industriale, ha aperto un po' gli occhi a tutti su quali siano le grandi prospettive del settore». Si tratta di potenzialità anche economiche, di cui si è accorto pure il mercato finanziario: sempre più numerosi, infatti, sono i prodotti e gli strumenti di investimento ad hoc, i cosiddetti green fund (fondi verdi), che costituiscono una parte crescente degli investimenti socialmente responsabili (Sri), circa 35 miliardi di euro nella sola Europa. In un settore così strategico il rischio che le organizzazioni criminali si inseriscano con i loro traffici illeciti non può essere trascurato. La difesa della legalità e la tutela della "pulizia" diventano così azioni prioritarie. Da qui nasce il progetto "Score" ( Stop crimes on renewables and environment, "Fermare la criminalità organizzata nel settore ambientale e in quello delle energie rinnovabili"), avviato dalla Fondazione culturale Responsabilità etica (Gruppo Banca Popolare Etica) e finanziato dall'Unione europea. Già partita la prima fase del progetto, che prevede la ricognizione e l'analisi dei casi noti di infiltrazione; dopo l'estate la ricerca delle soluzioni: ricercatori, attivisti di ong, funzionari di banca, esperti in valutazioni etico-finanziarie, esponenti di imprese e associazioni di categoria, lavoreranno per fornire alle aziende oneste strumenti concreti per evitare le trappole del denaro facile o sporco. Accanto alla Fondazione ci sono Arci Lombardia, l'associazione Saveria Antiochia Omicron, C.D.I.E, il Forest Stewardship Council, il Dipartimento Tesaf dell'Università di Padova e l'associazione Valore Sociale. «L'iniziativa - ha spiegato Mauro Meggiolaro, responsabile del progetto - nasce per prevenire la diffusione della corruzione nel settore delle energie rinnovabili, ma anche dell'approvvigionamento di legname e pellet, di legno per l'edilizia e per gli arredamenti». Ha poi ricordato come in Italia si siano già verificati casi di corruzione e infiltrazione mafiosa: «Crediamo nelle rinnovabili, ma se c'è un problema va identificato, per fornire possibili soluzioni e prevenire». Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, riferisce che «è importante stabilire regole che permettano di smascherare ogni tentativo di penetrazione mafiosa. Al Sud, che ha straordinarie potenzialità in termini di sole e vento, occorre agire perché gli interessi criminali siano lasciati fuori dalla porta». Tra le esperienze virtuose individuate da "Score", il grande parco di energie rinnovabili nato a Messina e promosso dalla Fondazione di Comunità-Distretto sociale evoluto e dall'azienda sanitaria locale con la collaborazione di diverse realtà, tra cui Banca Etica e Caritas. Sono stati investiti 15 milioni di euro per realizzare un parco dimostrativo delle fonti rinnovabili di produzione energetica (sole, mare, vento) e un parco produttivo diffuso con tecnologie fotovoltaiche. Il progetto comprende tre meso-impianti, costruiti su fondi confiscati alle mafie, 80 impianti su edifici pubblici e 160 su edifici privati. Notevole l'impatto economico, occupazionale e sociale. Anche perché gli introiti generati dal parco permettono di sostenere iniziative sociali come il progetto «Luce è libertà», sostenuto economicamente anche dalla Cassa delle Ammende del ministero della Giustizia. L'obiettivo è di favorire il reinserimento sociolavorativo di 56 internati dell'ospedale pschiatrico giudiziario (Opg) di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). «Sono importanti occasioni che consentono a queste persone di riprendere in mano la propria vita - ha spiegato Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità Messina -. Il rendimento ci permette di sostenerle anche con progetti come l'housing sociale o la ricostruzione di reti sociali». Un progetto che unisce green economy e welfare. TERRA FUTURA PIGNATONE: "LE MANI DELLA MAFIA ANCHE SULL'ARTE". Firenze, 20 maggio 2011 - Nella continua rincorsa al profitto, la mafia poggia le sue mani sporche anche sull'arte e sul patrimonio culturale italiano. «Non fa discriminazione tra un affare e l'altro: dove c'è la possibilità di guadagnare, di investire soldi "da ripulire", dove c'è la possibilità di far valere le risorse illecite, la mafia non si tira indietro». L'analisi è di GIUSEPPE PIGNATONE, procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, intervenuto questa mattina all'incontro su legalità e criminalità organizzata, che ha aperto la prima giornata di T ERRA FUTURA, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, in corso fino a domenica 22 maggio alla Fortezza da Basso a Firenze. Ed è unfenomeno dai grandi numeri, quello dell'infiltrazione mafiosa nel settore artistico: secondo gli ultimi dati del rapporto"Archeomafie 2010" (a cura di Legambiente e carabinieri per la tutela del patrimonio culturale) sono stati 882 i furti di opere d'arte in Italia, 13.219 gli oggetti trafugati, 1.220 le persone indagate, 45 gli arresti effettuati. Se per qualche boss l'apprezzamento per l'arte è puramente estetico, in generale le mafie si appropriano di opere di pregio per entrare nel giro di un commercio redditizio, «per nascondere la sporcizia del denaro e farlo diventare pulito», come ha spiegato ANTONIO NATALI, direttore della Galleria degli Uffizi. Fu a Firenze, nel 1993, che la mafia si scagliò contro i beni culturali del Paese, colpendo proprio gli Uffizi. «Con quell'atto vigliacco - ha commentato - si voleva colpire la bellezza e far capire allo Stato che poteva essere ferito in qualsiasi momento nei suoi gangli vitali». Per dare un segnale forte di riscatto e rivendicazione, Natali ha tenuto a Terra Futura una lectio sul quadro "La Madonna delle arpie" di Andrea del Sarto, rimasto danneggiato nell'attentato ma restaurato e tornato al proprio posto nel museo. È la rappresentazione simbolica del Bello contro il Male: la bellezza dell'arte per contrastare la mafia. «Una delle cose che più preoccupa la mafia è la cultura - ha spiegato ALESSANDRO DE LISI, coordinatore del Progetto San Francesco, voluto dalla Cisl insieme ad altre associazioni per promuovere la legalità e la giustizia -. Quando furono colpiti gli Uffizi fu chiaro a molti l'intento mafioso di impedire la condivisione degli strumenti di crescita culturale del nostro Paese. Quel quadro danneggiato è ora un tributo alla maggiore arma della società civile, la cultura appunto». E parte da Terra Futura la richiesta di fare di uno dei 75 beni sequestrati in Toscana la sede di una scuola d'alta formazione contro la mafia, che si gemellerà con il Centro di alta formazione "Giorgio Ambrosoli", nato a Cermenate (Como). Le due strutture sono figlie del "Progetto san Francesco". La loro nascita in Lombardia e Toscana non deve stupire: è ormai nota la presenza di infiltrazioni mafiose al Nord. Il commento è, ancora una volta, di Pignatone: «Il Centro-Nord è terra privilegiata degli investimenti dei clan, per tanti motivi: è un'area ricca, dove è più facile nascondersi, guadagnare e avviare attività imprenditoriali che non necessariamente sono illecite». Lanciata a Firenze anche la proposta di destinare almeno il 35% del capitale sottratto alla criminalità organizzata - che ammonta a oltre 240 miliardi di euro l'anno - all'Agenzia nazionale per i beni confiscati, per poter così sostenere le imprese "perbene" taglieggiate e i lavoratori ricattati dalle cosche. La Cisl sta inoltre lavorando per realizzare a settembreun meeting per sancire un "patto sociale contro le mafie", a sostegno del lavoro di magistratura, prefetti, investigatori, che dovrebbe essere siglato dalle istituzioni locali e dalle forze imprenditoriali. Per MAURIZIO PETRICCIOLI, segretario confederale CISL nazionale, «la legge, la legalità e la libertà stanno insieme se nelle persone si implementa la responsabilità. Se facciamo dialogare legalità e responsabilità, mettiamo in atto una rivoluzione culturale, diffondiamo davvero il cambiamento e non lasciamo più da soli quegli uomini e quelle donne che lavorano per il contrasto al crimine».
TERRA FUTURA Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio 2011 (ottava edizione). Attesi importanti ospiti: Gunter Paoli, Susan George, Alex Zanotelli, Vandana Shiva, Michel Bauewens Paolo Cacciari, Giulietto Chiesa, Enrico Giovannini, Luigino Bruni, Giovanni Sartori, Cecilia Strada, Stefania Prestigiacomo, Fausto Bertinotti, Giuseppe Pignatone, Savino Pezzotta, David Riondino... Firenze, maggio 2011 - Un barbecue ad energia solare, poltrone e sgabelli di ecodesign che riutilizza la cartellonistica in pvc di Palermo, restyling di vecchi abiti o loro trasformazione in accessori o costumi teatrali, abbigliamento sportivo in fibra di bambù, elementi di arredo e capi di abbigliamento realizzati in carcere, magari recuperando materiali di scarto non riciclabili; e ancora, un profumatore d'ambiente dotato di un sistema ecowireless, giardini tascabili bio ed eco da scrivania e da balcone, lo scooter elettrico più veloce in commercio... Tutto questo e altro ancora all'ottava edizione di Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, da venerdì 20 fino a domenica 22 maggio 2011 a Firenze, alla Fortezza da Basso . È promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. Sono le 13 le sezioni dell'area espositiva , con circa 600 aree e oltre 5000 realtà rappresentate, per una rassegna che traccia un ampio e significativo panorama di buone pratiche e di esperienze, spaziando dalla tutela dell'ambiente alle energie alternative, dalla finanza etica al commercio equo, dall'agricoltura biologica all'edilizia sostenibile; e ancora, progetti e iniziative di turismo responsabile, consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione... Modelli di produzione, di consumo, di gestione delle città, che oltre a contribuire a un futuro sostenibile e a migliorare la qualità della vita, sanno anche produrre nuova economia e generare occupazione. Molte le presenze e i progetti di mobilità sostenibile: il portale "Lincar" (presentato in anteprima) che ha lo scopo di diffondere la condivisione dell'auto per viaggiare e quello, "Bicitalia", che mappa oltre 16mila km di rete cicloturistica italiana. A Firenze anche il test drive di veicoli elettrici su circuito di prova e l'auto di "Ritorno al futuro" equipaggiata di un motore elettrico. Protagonisti come sempre i GAS, gruppo di acquisto solidale, a partire da quelli per impianti fotovoltaici o che comprano terreni per combattere l'abbandono delle terre agricole in favore di progetti ad investimento etico; a Terra Futura anche il lancio del primo GAS per auto elettriche (con sportello info per i visitatori). Tra i progetti speciali di Terra Futura: la Borsa delle Imprese Responsabili, incontri one to one per favorire nuove opportunità di green&social business per tutti gli attori di sistema (pubblico, privato eticamente orientato e non profit). In Fortezza nei tre giorni pure mostre, spettacoli, animazioni e laboratori interattivi per fare sperimentare di persona ai visitatori le buone pratiche e insegnare la sostenibilità anche ai più piccoli: così si impara l'arte del riciclo e del riuso, la costruzione di "bombe" di semi per aiuole abbandonate, la creazione di pozioni "magiche" assieme ad Harry Potter con sostanze naturali, le tecniche di tree climbing nel rispetto degli alberi, la valutazione della sicurezza della propria casa per bambini, anziani e disabili, la realizzazione di dolci vegani,... Articolato e intenso il programma culturale (www.terrafutura.it) che comprendeconvegni,seminari e dibattiti con numerosi esperti e testimoni: 280 gli appuntamenti che vedranno l'intervento di quasi 1.000 relatori. Filo rosso di tanti convegni il tema della " cura dei beni comuni ", scelto dai promotori per questa edizione: una cura che - considerato il disinteresse evidente o l'incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni. È l'altra parte dell'umanità, quella che non sa e non vuole arrendersi all'irreparabile "tragedia" dei beni comuni. Si parlerà di acqua, clima ed energia, informazione come condizione necessaria alla democrazia, diritto al cibo e giustizia alimentare, diritti e cittadinanza, economia e finanza, pace e sostenibilità ... Al centro del dibattito anche il tema della sovranità alimentare, con il XVI convegno internazionale di Mani Tese (sabato 21 e domenica 22 maggio), mentre alla tragica realtà delle migrazioni forzate in seguito a disastri ambientali è dedicato il dossier ecoprofugo di Legambiente (presentazione sabato 21 maggio). E ancora, non mancheranno i temi del microcredito e dell' inclusione finanziaria, nonché le esperienze di impegno per la legalità: a Terra Futura saranno presentati anche il "Progetto San Francesco" (Fiba Cisl) che vedrà nascere a breve il primo centro europeo di alta formazione alla legalità e alla lotta alle mafie e il progetto "Score" ( Stop Crimes on Renewables and Environment, capofila Fondazione Culturale Responsabilità Etica) per la lotta al crimine organizzato nei settori foresta/legno e energie rinnovabili. Anche la rete è un bene comune: a Firenze ci si torna a interrogare sul ruolo del web per la crescita di un modello di sviluppo sostenibile, con il progetto di laboratorio " Words, world,web " proposto da Fondazione culturale Responsabilità etica e Fondazione Sistema Toscana, e con Zoes.it, il primo social network italiano per condividere buone pratiche sostenibili, oggi in versione rinnovata. Impossibile non ricordare il Mediterraneo in fiamme: Terra Futura dedicherà ampio spazio alla primavera nordafricana, con uno sguardo ai nuovi scenari e alle prospettive di sviluppo politico-economico nel continente nero: testimonianze, film, rassegne letterarie e "incontri con l'autore", sino al gran finale con il concerto del rapper della rivolta tunisina, " El Général ", che chiuderà la mostra convegno (domenica 22 maggio alle 18.00). Tra i personaggi attesi nei tre giorni alla Fortezza da Basso: Gunter Paoli economista, fondatore Zeri (zero Emission Research and Initiatives), Susan George economista, Alex Zanotelli missionario comboniano ideatore della Rete Lilliput, Mario Agostinelli, portavoce del "Contratto mondiale per l'energia e il clima", Kevin Danaher, sociologo, Vandana Shiva, fisica indiana fondatrice dell'istituto "Research Foundation for Science, Technology and Ecology" a Dehradun in India, Wolfgang Sachs dello Wuppertal Institute in Germania, Silke Helfrinch, giornalista e scrittrice; Gregorio Arena, presidente Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà), Loïc Azoulai, docente di diritto europeo European University Institute, Michel Bauewens della "Foundation of P2P Alternatives", Amita Baviskar fra le principali ricercatrici in tema di urbanizzazione, democrazia e uguaglianza in India, Gianfranco Bologna, responsabile dell'area sostenibilità WWF, Paolo Cacciari, giornalista, Giulietto Chiesa giornalista di "Megachip-Democrazia nella Comunicazione ", Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, Luigino Bruni, economista, Giovanni Sartori, fra i massimi teorici della teoria della democrazia e dei sistemi di partito, Cecilia Strada presidente Emergency, Stefania Prestigiacomo ministro dell'Ambiente, Fausto Bertinotti storico segretario del partito Rifondazione comunista e presidente della Camera dei Deputati dal 2006 al 2008, Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, Savino Pezzotta, storico sindacalista Cisl oggi deputato Udc. E tra gli artisti: Bandabardò, Diego Parassole, David Riondino, Sergio Staino ... Terra Futura, a ingresso libero, è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili. Ufficio stampa: Marta Giacometti TERRA FUTURA Dal 20 al 22 maggio, alla Fortezza da Basso a Firenze, si svolgerà l' ottava edizione di TERRA FUTURA, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Un'ampia rassegna espositiva con progetti, esperienze e percorsi verso un futuro più equo e sostenibile e un calendario culturale di convegni, seminari dibattiti, laboratori, spettacoli e animazioni (www.terrafutura.it). Terra Futura è promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'Economia Sociale, in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. Tema scelto per questa edizione è "La cura dei beni comuni" , una cura che - considerato il disinteresse evidente o l'incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni. La necessità di riconvertire l'economia in modo partecipato e democratico e in ottica ecologica e sociale, è avvertita come un'esigenza e un'opportunità concreta da parte di settori sempre più ampi della società civile: ecco perché Terra Futura 2011 lancerà la proposta di un nuovo contratto sociale a responsabilità collettiva. TERRA FUTURA, Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio 2011 (ottava edizione). Firenze, 7 marzo 2011 - Un nuovo progetto di società e di economia per il benessere dell'uomo e del Pianeta. A questo obiettivo da sempre si ispira Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, dal 20 al 22 maggio 2011 a Firenze, alla Fortezza da Basso. Promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente, Terra Futura vede al centro dell' ottava edizione il tema della " cura dei beni comuni " ( www.terrafutura.it ). Una cura che - considerato il disinteresse evidente o l'incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni. È l'altra parte dell'umanità, quella che non sa e non vuole arrendersi all'irreparabile "tragedia" dei beni comuni, se si pensa che nel 2010, secondo il Global Footprint Network, si è varcata la soglia critica oltre la quale il consumo globale delle risorse naturali ha superato il tasso con cui la natura le rigenera. Il ritardo è già grave e una gestione finalmente responsabile e sostenibile non si può più rimandare: oltre all'irrimediabile danno ambientale, altrimenti, c'è anche il rischio che vengano meno molti diritti come la salute, l'equità sociale, il lavoro, la sicurezza, l'educazione e l'informazione... Così si legge nel Position Paper, il documento condiviso che riassume la visione politica dei partner di Terra Futura e che, trattando dei beni comuni, pone al centro anche una questione di democrazia: chi può decidere delle risorse della Terra? chi stabilire quali uomini e quali popoli possano goderne più di altri? e ancora, chi decretare dove e cosa produrre? «Ciò che Terra Futura chiede da anni - spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, - è un nuovo contratto sociale "a responsabilità collettiva " . Le contraddizioni del modello di sviluppo attuale se da una parte generano continue crisi dall'altra hanno prodotto pratiche ed idee di economia di mercato basate sulla responsabilità, la relazione, la sostenibilità. Finalmente la necessità di riconvertire l'economia in modo partecipato e democratico e in ottica ecologica e sociale, è avvertita come un'esigenza e un'opportunità concreta da parte di settori sempre più ampi della società civile ». Alla Fortezza da Basso, un ampio panorama delle buone pratiche già esistenti e sperimentate nelle nostre città e sui territori : prodotti, progetti e percorsi, frutto di scelte e azioni di vita, di governo e di impresa che sono l'unica strada possibile verso un futuro più equo e sostenibile.Nella vasta rassegna espositiva , articolata in diverse sezioni tematiche, numerosi i settori rappresentati: tutela dell'ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva e partecipazione.... Un mondo che sa produrre nuova economia e generare occupazione. L'evento propone anche un programma culturale fitto, fra seminari, dibattiti e convegnicon esperti e testimoni dei diversi ambiti; e ancora numerosi workshop e laboratori, per far sperimentare ai visitatori come sia possibile declinare la sostenibilità a partire dal quotidiano di ciascuno. Terra Futura, a ingresso libero, è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili. TERRA FUTURA Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio 2011 (ottava edizione). A dieci anni dal primo WORLD SOCIAL FORUM, «Chiediamo un nuovo contratto sociale "a responsabilità collettiva"». 31 gennaio 2011 - A dieci anni dal primo World Social Forum, si apre ora una nuova fase per lapiù grande rete mai esistita di connessione tra gli attori della società civile, che dalla sua prima edizione(2001, Porto Alegre) invoca un cambiamento radicale per un mondo migliore, più sostenibile e solidale. Dal 6 febbraio Dakar (Senegal) ospiterà il suo 11°annuale incontro, una tappa che, superato il traguardo del decennio, dà il via a ulteriori sfide: dimostrare che "l'altro mondo possibile", da tanti auspicato, ha già tasselli importanti posti alla sua costruzione e che un modello di civiltà alternativa non è solo necessario, ma improrogabile. Ai medesimi obiettivi - passati ora dalla denuncia alla proposta di un nuovo progetto di società e di economia per il benessere di tutti - da sempre si ispira Terra Futura, mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale ( Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio 2011 ), e così i suoi promotori: Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. Una loro delegazione sarà tra l'altro presente all'appuntamento di Dakar. Al centro dell' ottava edizione di Terra Futura il tema della " cura dei beni comuni " ( www.terrafutura.info ). Una cura che - considerato il disinteresse evidente o l'incapacità dei governi e delle istituzioni di farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni. È l'altra parte dell'umanità, quella che non sa e non vuole arrendersi all'irreparabile "tragedia" dei beni comuni, se si pensa che nel 2010, secondo il Global Footprint Network, si è varcata la soglia critica oltre la quale il consumo globale delle risorse naturali ha superato il tasso con cui la natura le rigenera. Il ritardo è già grave e una gestione finalmente responsabile e sostenibile non si può più rimandare: oltre all'irrimediabile danno ambientale, altrimenti, c'è anche il rischio che vengano meno molti diritti come la salute, l'equità sociale, il lavoro, la sicurezza, l'educazione e l'informazione... Così si legge nel Position Paper, il documento condiviso che riassume la visione politica dei partner di Terra Futura e che, trattando dei beni comuni, pone al centro anche una questione di democrazia: chi può decidere delle risorse della Terra? chi stabilire quali uomini e quali popoli possano goderne più di altri? e ancora, chi decretare dove e cosa produrre? «Ciò che Terra Futura chiede da anni - spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, - è un nuovo contratto sociale "a responsabilità collettiva " . Le contraddizioni del modello di sviluppo attuale se da una parte generano continue crisi dall'altra hanno prodotto pratiche ed idee di economia di mercato basate sulla responsabilità, la relazione, la sostenibilità. Finalmente la necessità di riconvertire l'economia in modo partecipato e democratico e in ottica ecologica e sociale, è avvertita come un'esigenza e un'opportunità concreta da parte di settori sempre più ampi della società civile ». Alla Fortezza da Basso, un ampio panorama delle buone pratiche già esistenti e sperimentate nelle nostre città e sui territori : prodotti, progetti e percorsi, frutto di scelte e azioni di vita, di governo e di impresa che sono l'unica strada possibile verso un futuro più equo e sostenibile.Nell'ampia rassegna espositiva , articolata in diverse sezioni tematiche, numerosi i settori rappresentati: tutela dell'ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva e partecipazione.... Un mondo che sa produrre nuova economia e generare occupazione. L'evento propone anche un programma culturale fitto, fra seminari, dibattiti e convegnicon esperti e testimoni dei diversi ambiti; e ancora numerosi workshop e laboratori, per far sperimentare ai visitatori come sia possibile declinare la sostenibilità a partire dal quotidiano di ciascuno. Terra Futura, a ingresso libero, è un evento sostenibile grazie alle sue scelte e azioni responsabili.
Data ultimo aggiornamento 25/05/2011 11:03:02
Inserito da Cinzia
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Grazie Gianfranco & Monica
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