"Il sorriso del capo",
venerdì 27 aprile al Supercinema
La proiezione nell'ambito delle celebrazioni per la Festa della Liberazione
Saranno presenti gli autori Marco Bechis e Gigi Riva e l'assessore
alla Cultura Monica Ricci
Venerdì 27 aprile al Supercinema, verrà proiettato "Il sorriso del capo", il film di Marco Bechis scritto insieme a Gigi Riva, alla presenza degli autori e dell'assessore alla Cultura del Comune di Santarcangelo Monica Ricci. Attraverso le immagini e i suoni originali dei materiali dell'Archivio Luce, il film sviluppa una riflessione sui meccanismi della fabbrica del consenso istituita dal fascismo e su come il regime preparava ragazze e ragazzi a essere buoni cittadini fascisti, costruiva l'immagine di una nazione decisiva nel mantenimento degli equilibri internazionali, glorificava il capo e il suo pensiero.
La proiezione rientra nell'ambito delle iniziative organizzate in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. Inizio ore 20,30, ingresso libero.
Il film
Credere, obbedire, combattere. Quale delle tre parole di questo motto rappresenta la chiave del Fascismo? Senza dubbio la prima e Marco Bechis lo spiega benissimo nel suo bel documentario, Il sorriso del capo, presentato nella sezione Festa mobile: Figure nel paesaggio del Torino Film Festival 2011. Credere come si fa con un dio misericordioso e vendicativo, come si fa quando il pensiero ed ogni capacità di discernimento si volatilizzano. Semplicemente e senza domande fuori luogo credere in Benito Mussolini. Padre di famiglia, guerriero virile, illuminato Capo di Stato (ogni segmento del documentario si chiude su un pezzo del discorso che un Mussolini in maniche di camicia fece proprio a Torino nel 1932), il Duce affascinava tutto il popolo italiano: seduceva l'intellettuale che in lui vedeva un modello culturale di riferimento e la casalinga 'strutturata' per allevare i fascisti di domani; l'operaio della fabbrica di stufe e lo studente universitario che insieme ad altre migliaia di persone radunate a piazza Venezia sentiva di poter davvero contribuire a rafforzare l'Italia. Uno di quei ragazzi, il padre del regista, la cui voce accompagna in certi punti le immagini di archivio dell'Istituto Luce, spiega ironicamente e senza mezzi termini il motivo di tanta abnegazione: 'Mi aveva convinto'
(tratto da: www.movieplayer.it).
Marco Bechis
Regista italiano. Espulso giovanissimo dall'Argentina per la sua attività politica contro la dittatura militare, trascorre lunghi periodi a New York, lavorando come video-artista e fotografo, e a Milano, dove frequenta la Scuola di cinema Albedo. Dopo alcuni video sperimentali, nel 1991 porta al Festival di Locarno il suo primo lungometraggio, Alambrado. Il suo cinema affronta i temi della memoria e della giustizia, indagando i crimini della storia e il difficile presente di un popolo senza radici. Il tema dei desaparecidos argentini - centrale in Garage Olimpo (1999) - viene decontestualizzato, attualizzato ed esteso a tutte le vittime invisibili dello strapotere delle strutture burocratiche in Figli - Hijos (2001).
Gigi Riva
Gigi Riva è caporedattore esteri del settimanale L'espresso. Ha lavorato anche al Giornale di Bergamo, per il Gazzettino, Il Giorno e "D-La Repubblica".
Ha scritto i libri "Jugoslavia il nuovo Medioevo (Mursia 1992, con Marco Ventura); "L'Onu è morta a Sarajevo" (Il Saggiatore 1995, con Zlatko Dizdarevic) e "I muri del pianto" (UTET-De Agostini, 2006). Ha scritto anche soggetto e sceneggiatura dei film "Il Carniere (Clemi 1997) e "Nema problema" (2004).
Santarcangelo, 26 aprile 2012
L'Ufficio stampa