UNA ECO-SCULTURA IN PAGLIA PER SALVARE IL PAESAGGIO?
Se percorrendo la superstrada 77 maceratese che solca la "bella campagna marchigiana", nei pressi del Castello della Rancia di Tolentino, scorgete un gigantesco umano di paglia alto 6 metri (Supericona http://www.colleregnano.it/public/paginaita14749.aspx) rivolto verso di voi con fare interlocutorio, non spaventatevi. Non si tratta di un sinistro avvertimento ma di un oggetto che vive una condizione sospesa tra land art e provocazione semantica. La paglia in questa stagione è presenza familiare; una volta vero e proprio materiale con cui costruire volumi per lo stoccaggio e per il ricovero, poi elemento costitutivo dei parallelepipedi che punteggiano le nostre campagne dopo la mietitura.
Due architetti-arti sti Carlo De Mattia e Emilio Antinori di Macerata, in collaborazione con l'Agriturismo Colle Regnano di Tolentino, hanno realizzato questa eco-scultura con il fine di suscitare un timido interrogativo in chi guarda: di chi è quella sagoma? fa parte del paesaggio?
Tullio Pericoli, illustratore marchigiano di fama, afferma che "il paesaggio è fuori dagli occhi di chi guarda ma è comprensivo di te".
Ogni anno nelle Marche vengono costruiti cinquecento nuovi capannoni e distrutti cinquemila ettari di terreni agricoli e di verde: occorre che Regione, Province e Comuni invertano la rotta se non vogliamo che questo territorio diventi una distesa di cemento.
A denunciarlo è il Coordinamento Paesaggio Marche, l'organizzazione apartitica promossa da quaranta associazioni che hanno lanciato una raccolta firme per fermare le urbanizzazioni selvagge: Salviamo il Paesaggio delle Marche.
Il Coordinament o ha l'obiettivo di comunicare ai marchigiani che i piani regolatori e le scelte urbanistiche che le amministrazioni hanno assunto in questi ultimi anni stanno consumando il territorio.
E sta predisponendo un documento di proposte da inoltrare alle pubbliche amministrazioni, mentre è in fase di revisione del Piano Paesistico Ambientale Regionale, come previsto dal Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici Dal 2000 ad oggi sono stati rilasciati permessi per costruire per una media di otto milioni di metri cubi all'anno, di cui cinque milioni per fabbricati non residenziali, mentre la superficie agricola è passata dai 707.500 ettari del 2000 ai 682.500 del 2005, con un saldo negativo di 25mila ettari in appena 5 anni.
Viene chiesto di valorizzare la tipicità e la bellezza del paesaggio marchigiano, al fine di non lasciarlo in balia delle decisioni particolaristiche di ciascun comune; di ordinare e coordinare i piani regolatori comunal i, di perseguire la qualità, di ricercare la bellezza e l'eccellenze per le proprie città, nonché di perseguire una riqualificazione per ottenere ambienti più sicuri e salubri e avere così città più vivibili e accoglienti.
Tre richieste che prevedono tre atti coraggiosi ed efficaci al fine di avviare una svolta nella direzione di un corretto uso delle risorse, a partire dal territorio.
I due autori e l'Agriturismo Colle Regnano ritengono opportuno ribadire l'importanza di un percorso di condivisione delle politiche di "buon" governo del territorio, in un ottica di coinvolgimento reale della società civile quale soggetto attivo e consapevole del valore identitario del paesaggio marchigiano.
G. Piovene nel suo "Viaggio in Italia" del 1957 scriveva: "Se si volesse stabilire qual è il paesaggio italiano più tipico, bisognerebbe indicare le Marche...L'Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo; le Marche dell'Italia."