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Breganze
Vicenza (VI)
Veneto - Italia
 
Per maggiori informazioni:
 
Fonte:

Ufficio stampa
Studio Cru
 
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Scheda Evento

torcolato_breganze AL PRESIDENTE DELLA WACS PIACE
IL TORCOL
ATO BEATO BARTOLOMEO

Gissur Gudmundsson, presidente della World Association of Chefs Societies, scopre il Torcolato alla cena di gala delle Olimpiadi di Erfurt e vuole conoscere i produttori.

Il Torcolato Breganze DOC della Cantina Beato Bartolomeo conquista il presidente della WACS (World Association of Chefs Societies), l'islandese Gissur Gudmundsson. L'occasione per l'incontro con il nobile passito di Breganze è stata data dalle Olimpiadi di Cucina, che si sono tenute a Erfurt in Germania, dal 19 al 22 ottobre scorsi. Alla Federazione Italiana Cuochi è spettata l'organizzazione della cena di gala, nel cui menu era previsto l'abbinamento tra un dolce a pasta dura e il Torcolato Beato Bartolomeo.

Il giorno successivo all'evento, Gudmundsson ha voluto visitare lo stand del Team Italia per conoscere i produttori del Torcolato: ha così incontrato Giuseppe Sartori, responsabile commerciale della Cantina Beato Bartolomeo, con il quale si è complimentato per il passito di uva Vespaiola definito "straordinario".

Le Olimpiadi Culinarie, che si svolgono ogni 4 anni, hanno richiamato 32 squadre nazionali e oltre 2000 cuochi provenienti da tutti il mondo, rappresentando una preziosa occasione di confronto internazionale e di valorizzazione delle eccellenze del made in Italy. A questa occasione non ha voluto mancare la Cantina Beato Bartolomeo, invitata a presentare i suoi prodotti da Graziano Manzatto Presidente della Federazione Italiana Cuochi del Veneto. Nelle giornate di gara la Cantina Beato Bartolomeo, in collaborazione con gli uffici di rappresentanza delle Camere di Commercio italiane in Germania, ha proposto in degustazione il Pinot Nero Savardo (recente medaglia d'oro ai Mondiali del Pinot), il Cabernet Savardo, il Prosecco-Marzemino spumante extra dry, il Torcolato e il Prosecco-Vespaiolo frizzante.

press:
Michele Bertuzzo

 * * *

breganze torcolato.jpgLA CANTINA BEATO BARTOLOMEO DEDICA 
IL SUO MIGLIOR TORCOLATO 
ALLA MITICA "LAVERDA 750 SFC" 

La Cantina Beato Bartolomeo di Breganze ha presentato una selezione  di 549 bottiglie di Torcolato intitolata al modello da competizione. 
La numero 1 è stata consegnata a Piero Laverda. 

È stato presentato dalla Cantina Beato Bartolomeo di Breganze il nuovo Torcolato Riserva Doc dedicato alla Laverda 750 SFC.

Si tratta di una selezione speciale, realizzata dalla Beato Bartolomeo con la collaborazione del Laverda Club Italia, prodotta in una tiratura limitata di 549 bottiglie numerate, tanti quanti furono gli esemplari della Laverda 750 SFC usciti dai cancelli della fabbrica breganzese tra il 1971 e il 1976. La bottiglia numero 1 è stata consegnata, nel corso della presentazione, a Piero Antonio Laverda, già direttore generale della Moto Laverda Spa, Team Manager della squadra corse tra il 1969 e il 1975 e oggi memoria storica dell'avventura motociclistica della famiglia Laverda.

"La nostra cantina - ha spiegato Piergiorgio Laverda, presidente della Beato Bartolomeo - produce il 70% dei vini Breganze doc ed è particolarmente impegnata nella valorizzazione delle peculiarità del territorio. In viticoltura sono rappresentate da vini straordinari e prodotti unicamente qui, come il Torcolato, ma questa terra ha visto nascere anche motociclette mitiche, che ancora popolano i sogni di tanti appassionati. Per questo abbiamo voluto dedicare l'eccellenza della nostra produzione all'eccellenza della casa motociclistica Laverda: la 750 SFC. Inoltre - conclude Piergiorgio Laverda - il Torcolato è un vino che si presta alla conservazione ed esalta le proprie doti dopo qualche anno, esattamente come per le moto Laverda".

Il Torcolato Riserva 750 SFC viene proposto con un'etichetta illustrata disegnata da Massimo Borghesi, presidente Laverda Club Italia, all'interno di un cofanetto dal colore rigorosamente arancione. Si unisce ad altri due prodotti già dedicati dalla Cantina Beato Bartolomeo al Laverda Club. Si tratta del Bianco Breganze doc 750 SF e del Rosso Breganze doc 1000 (vedi scheda allegata).

I vini LaverdaClub sono disponibili nei punti vendita diretti della cantina Beato Bartolomeo a Schio e Breganze, oppure si possono ordinare via internet ai siti www.cantinabreganze.it oppure www.laverdaclub.it.  

 

I VINI LAVERDA CLUB - schede tecniche
La gamma di tre vini dedicati al Laverda Club Italia è affatto diversa da tutti gli altri vini proposti dalla Cantina Beato Bartolomeo. Sono il frutto, infatti, di una selezione realizzata da Elvio Forato, direttore della B.Bartolomeo, con la collaborazione diretta di Massimo Borghesi, che oltre ad essere presidente del Laverda Club Italia, è un appassionato e buon intenditore di vino.

Torcolato Riserva Breganze Doc 2004 - Laverda 750 SFC
Viene prodotto rispettando fedelmente la tradizione del Torcolato di Breganze. Essa prevede che si utilizzi unicamente l'uva Vespaiola, il cui nome si deve alla particolare attrazione esercitata dai suoi acini sulle vespe. La sua dolcezza è però bilanciata da una straordinaria acidità che la rende particolarmente adatta all'appassimento nei granai (gli ambienti più asciutti delle case) dove i grappoli migliori di uva vespaiola vengono attorcigliati tra loro (ovvero intorcolati, da cui il nome) e appesi alle travi. Questi grappoli, avvizziti dal lungo appassimento, vengono torchiati in gennaio: se ne ricava un succo dolcissimo che fermenta lentamente. Il Torcolato viene quindi affinato per due anni, in parte in barrique di rovere francese e in parte in botti di acacia, quindi sosta per almeno sei mesi in bottiglia.
Dal classico colore dorato, presenta profumi complessi che spaziano dal fruttato  -dove spiccano l'albicocca e la pesca essiccate - ai sentori di miele e mandorle dolci, a cui si aggiungono delicate note floreali di acacia. In bocca è armonico, morbido e al tempo stesso molto fresco, grazie alla spiccata acidità tipica della varietà. Ottima la persistenza.
Il Torcolato si abbina tradizionalmente alla pasticceria secca, specie se a base di mandorla. Più inconsueto, ma assolutamente da provare, l'accostamento con formaggi stagionati ed erborinati, oppure con il fois gras.

Bianco Breganze Doc 2006 - Laverda 750 SFC
Il Bianco Breganze doc (12,5°) è composto per l'85% da Tocai e il 15% da Chardonnay. Viene prodotto con una macerazione a basse temperature e una successiva sosta per sei mesi sulle fecce fini. È un vino dal piacevole e complesso bouquet che spazia tra i sentori fruttati e floreali, in bocca è armonico e sapido. I Laverdisti, e non, lo potranno apprezzare con risotti, minestre di verdure, piatti di pesce e carni bianche. 

Rosso Breganze Doc 2005 - Laverda 1000
Il rosso, dedicato alla Laverda 1000, è un Rosso Breganze doc (13°) realizzato con l'85% di Merlot e il 15% di Cabernet Sauvignon. Dopo un affinamento di un anno in botti di rovere nella barriccaia alla costante temperatura ideale, grazie ai suoi 15 metri di profondità, ne esce un vino dai delicati profumi erbacei, con sentori di frutta rossa e note speziate. In bocca è pieno, corposo e tannico. Ideale per buone cene in compagnia (magari dopo una gita in moto) a base di carni alla brace, arrosti e spiedi di cacciagione.

LA LAVERDA 750 SFC
La produzione delle Maxi moto destinate alle corse iniziò alla Laverda sul finire degli anni Sessanta. Era il periodo in cui la motocicletta subiva la veloce trasformazione da veicolo utilitario ad oggetto ludico; snobbato dai vecchi utilizzatori - passati ormai alle quattro ruote - e bramato da nuovi acquirenti in cerca di sensazioni forti e personale visibilità.
La potenzialità commerciale di questo nuovo concetto della moto fu velocemente recepita da Massimo Laverda, figlio del fondatore della Casa di Breganze, che decise di costruire un modello di grossa cilindrata, prendendo ispirazione dal motore della "Honda Hawk 305", visto durante un viaggio di studio negli Stati Uniti.
Nel 1970, viste le numerose richieste che pervenivano dalla clientela sportiva allo scopo di un mezzo adeguato per partecipare alle gare riservate alle moto derivate dalla produzione di serie e considerata la notevole pubblicità derivante da tali partecipazioni, la Laverda decise di dare corpo al modello SF-Competizione.
Nel 1971 verranno prodotti una ventina di esemplari destinati esclusivamente ai piloti che, di vittoria in vittoria, riscuoteranno un tale successo da convincere l'azienda alla produzione in piccola serie. Le SFC, guidate dai Gentlemen Drivers, imposero sui circuiti di tutto il mondo l'arancione Laverda, il colore scelto dalla casa di Breganze per essere facilmente riconoscibile in pista.
La "SFC" verrà prodotta fino al 1976 in tre diverse serie, continuamente aggiornate alla migliore tecnologia sportiva, ma conservando la riuscita livrea originale.Veniva fornita con tromboncini e rapportature finali da competizione, in modo che i proprietari potessero agevolmente modificare la moto per le gare o per la strada; molti erano infatti i piloti che, all'epoca, raggiungevano il circuito a bordo dello stesso veicolo con cui avrebbero gareggiato, accompagnati dalla moglie o da un amico con l'auto di famiglia, stipata di ricambi, attrezzi e latte di benzina.
L'elevato costo impedì una larga diffusione della "SFC" e molti provvidero ad una trasformazione "casalinga" con serbatoi, selle e pedane fornite da numerose ditte del settore accessoristico. Oggi le "SFC" sono, oltre che oggetto di "culto", particolarmente ricercate dai collezionisti che se le contendono a cifre da capogiro.
Naturalmente, la chimera del facile guadagno ha solleticato la fantasia dei falsari che hanno prodotto e continuano a produrre centinaia di "SFC", spacciandole per vere. Si pensi che, al 31 dicembre 2006, erano pervenute quasi 2000 domande di iscrizione al registro di marca; un dato indicativo della "attività" di falsificazione, visto che la Laverda, dal 1971 al 1976, ha prodotto solamente 549 esemplari del modello "SFC", compresi i 20 dei pre-serie.
I pochi esemplari in commercio (difficilmente un collezionista se ne separa) attualmente vengono venduti a non meno di 30 -35.000 Euro.

SCHEDA CANTINA BEATO BARTOLOMEO
Con oltre 3,5 milioni di bottiglie prodotte e più di 8 milioni di Euro di fatturato, la Cantina Beato Bartolomeo rappresenta una delle realtà vitivinicole più significative del Veneto. Da sola concorre per il 70% alla produzione della doc Breganze (Vi), di cui è stata protagonista del riconoscimento nel lontano 1968.
Fondata nel 1950 da 121 viticoltori della zona, raccoglie oggi circa 1000 soci che conferiscono le uve coltivate nel comprensorio che si estende tra i fiumi Astico e Brenta, ai piedi delle prealpi vicentine. Negli anni la B.Bartolomeo ha saputo aggiornare i propri impianti con massicci investimenti che le consentono oggi di poter vantare tecnologie tra le più avanzate nel settore enologico.
Positivo l'andamento delle esportazioni che nell'esercizio 2006-2007 hanno registrato un'impennata. Particolarmente sul mercato inglese, dove la Beato Bartolomeo ha quadruplicato il proprio fatturato e i suoi vini sono stati recensiti positivamente da The Times, Indipendent e Decanter.
Ampia e diversificata la gamma dei prodotti. Oltre al Torcolato e alle linee classiche ad Indicazione Geografica Tipica e doc, la Beato Bartolomeo nel 2005 ha lanciato con successo la selezione San Giorgio, proveniente da una delle zone più vocate della doc Breganze. Particolarmente apprezzata è la linea dei vini superiori Savardo, frutto di un'attenta selezione vendemmiale delle uve dai vigneti di qualità migliore: propone Cabernet, Marzemino, Pinot Nero, Vespaiolo, Bianco Breganze, Pinot Grigio, tutti a denominazione di origine controllata e tutti di tipologia "superiore". Merlot, Cabernet, Chardonnay e Torcolato Riserva sono invece i prodotti di "gamma alta" della linea Bosco Grande, provenienti dai vigneti dell'omonima azienda agricola situata sulle colline breganzesi e gestita direttamente dalla Cantina B. Bartolomeo.
In forte ascesa la produzione di vini frizzanti e spumanti, passati dalle 200.000 bottiglie del 2000 alle 600.000 odierne, un successo dovuto non solo all'incremento della domanda di questo segmento, ma anche all'indiscussa qualità dei prodotti della Cantina Beato Bartolomeo. Particolarmente apprezzati sono il Vespaiolo frizzante e il Vespaiolo spumante extra dry e  il Prosecco extra dry (miglior prosecco extra dry al concorso enologico nazionale di Valdobbiadene 2006). Un successo al di sopra di qualsiasi aspettativa è stato raccolto dal nuovo Prosecco-Marzemino spumante extra-dry, lanciato nello scorso mese di giugno. "Di fronte alla richiesta di spumanti rosé - spiega Piergiorgio Laverda, presidente della Beato Bartolomeo - abbiamo voluto operare una scelta non scontata, utilizzando due varietà presenti da sempre sul territorio - il clone di Prosecco di Breganze è diverso da quello trevigiano - unite in un blend inedito. Ne è uscito un vino fruttato, molto elegante".
La scorsa estate la Beato Bartolomeo ha partecipato alla spedizione in barca a vela "Sulla rotta del Querini" con cui un gruppo di navigatori vicentini ha ripercorso lo storico viaggio di Pietro Querini da Venezia all'isola norvegese di Røst, in Norvegia. Nel 1431 infatti il Querini, partito con un carico di botti di vino diretto ai mercati del nord Europa, naufragava sull'arcipelago delle Lofoten facendo una scoperta che avrebbe cambiato la storia della gastronomia veneta: lo stoccafisso. La Beato Bartolomeo ha accompagnato questo viaggio, organizzato nel ventennale della fondazione della Venerabile Confraternita del Baccalà, rifornendo la barca di un altro carico di vino, 500 bottiglie di Vespaiolo - il vino che meglio di ogni altro si abbina al Baccalà alla Vicentina - che sono state fatte degustare nei porti in cui la barca ha fatto tappa. Per celebrare il viaggio è stata prodotta una selezione speciale del Vespaiolo intitolata al Querini, adottato come vino ufficiale all'ultima Festa del Baccalà organizzata dalla Venerabile Confraternita.

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Data ultimo aggiornamento 01/11/2008 15:45:15
Inserito da Monica
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Grazie Gianfranco & Monica
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