Bigolada
163ma edizione.
Edizione speciale per il 150mo anniversario
dell` Unità d` Italia.
9 marzo 2011
Distribuzione di quintali di Bigoi e Sardele cucinati sulla pubblica piazza da mezzogiorno a sera. Per ogni porzione di bigoi verrà data in omaggio una confezione di pasta all` uovo. Animerà il pomeriggio la Fanfara dei Bersaglieri di Bedizzole BS.
In caso di maltempo la manifestazione si terrà sabato 12 marzo.
Le Ceneri che in quest'anno cadono il 9 marzo, inizia la Quaresima e blocca le feste, a Castel D'Ario spunta la " Bigolada "
Proprio il mercoledì di inizio penitenza va in scena la "trasgressione". La piazza si anima e i casteldariesi offrono, a quintalate, caldi e ghiotti "bigoi con le sardele", spaghettoni rustici e acciughe.
L'allegra abbuffata, risalente al 1848 (allora il cibo era polenta e renga, cambiato dal 1920 con i bigoi), oggi può sembrare normale, ma allora volle significare una forte ribellione al potere politico e religioso, nel tentativo di infrangere le regole di una rigida separazione fra le classi sociali.
Fu un atto di coraggio per quei tempi. Del resto Castel D'Ario ha dato i natali a Tazio Nuvolari, il mitico corridore che di coraggio ne aveva tanto da diventare una leggenda.
Solo godereccia l'attuale bigolada, quando la ruvida pasta viene cotta nei "paroi", grandi pentole, sistemati in piazza Garibaldi, e, dalle dodici, servita fra un tripudio di bancarelle e giostre.
Tutto si conclude al tramonto, e poi si rientra nei ranghi, anche se il digiuno sarebbe uno spregio all'eccellente gastronomia locale.
Nell'occasione verrà pure riproposto il libro che descrive la BIGOLADA dalle origine ai giorni nostri con grande lavoro di ricostruzione e documentazione storica e fotografica del nostro concittadino -Sandro Corezzola.
Ecco come descrive l'autore: "Il libro inizia con la descrizione della festa tipica di Castel d'Ario, la " Bigolada " (che si svolge da 1 anni il mercoledì delle Ceneri) e guida il lettore alla scoperta dell'origine della manifestazione.
Ne esce un percorso accattivante, rigorosamente documentato e ben illustrato, dal 1848 ad oggi. Un percorso che nel tempo ha sostituito l'originaria distribuzione di polenta e aringa con quella di "bigoi e sardele" (spaghetti conditi con sarde e acciughe) e che ha perso la connotazione anti-governativa e anti-clericale delle origini (da qui la scelta di far festa il primo giorno di Quaresima), ma che ha mantenuto intatte le caratteristiche della distribuzione gratuita alla popolazione.Dalla protesta alla festa, dunque, e festa di piazza che negli ultimi decenni è stata gestita con successo dalla Pro Loco."
La storia:
la festa ebbe origine l'8 marzo 1848. La Societa'del Carnevale (e' la prima societa' casteldariese, una pro loco antelitteram) si fece portavoce del ceto degli affittuari,artigiani e commercianti esclusi dal potere politico perche' non possidenti e,non tenendo conto dei divieti,promosse per il Mercoledi delle Ceneri una pubblica "... diffusione al popolo di polenta, aringhe,cospettoni e vino piccolo".
Sotto l'aspetto conviviale si celavano forti tensioni sociali,come si puo' riscontrare nei numeri del settimanale " Il Pellagroso" che nel 1885 dava alla manifestazione un significato politico a sostegnodel movimento operaio e contadino, e un significato anticlericale "...venite nel paese dei dannati profanatori dell aQuaresima..."Con il passare del tempo si attenuo' il significato politico,ma la festa continuo' ad essere considerata un affronto alle pratiche della Chiesa che imponeva il digiuno.Certamente un piatto di polenta e aringa, e piu' tardi ( non si ha notizia certa della data forse nel 1921) i " bigoi con le sardele "non erano piatti grassi,ma il carattere festaiolo fu sempre osteggiato.Il regime fascista impose di spostare la data all'ultimo giornodi carnevale (come in tutti gli altri paesi) ma dopo il conflitto si torno'al giorno tradizionale.Nel 1970 la chiesa concesse una particolare dispensa per tutti i casteldariese e per coloro che si trovano nel paese il mercoledi' delle Ceneri. Dall'antica manifestazione sembra esserci rimasto poco per il cessare delle tensioni politiche e clericali,eppure il patrimonio dell'origine e della storia della festa e' ancora presente.
La manifestazione oggi distribuire in piazza porzioni di " bigoi " conditi con acciughe, tonno e olio sembra poco al confronto di costosi carri allegorici approntati in altre citta',ma il concorso di migliaia di persone, che da mezzogiorno a sera aspettano con pazienza il piatto povero lascia stupiti. Non pensiamo che ad attrarre cosi tante persone possa essere solo il cibo, peraltro gustosissimo; la singolare coreografia dei cuochi rossi in viso, dei grossi fuocolai, degli enormi paioli e scolapasta, l'occasione di ritrovarsi uniti in semplicita', uniti dalla storia contribuiscono al successo di questa manifestazione che si rinnova negli anni puntualmente.Molti sono gli ospiti che arrivano dai paesi vicini e soprattutto dalla citta' di Mantova (numerosi impiegati ad esempio prendono l'occasione della pausa di mezzogiorno prolungandola un po'piu' del solito) Ed e' sempre una sorpresa il grande numero pensando che il Mercoledi delle Ceneri e' un giorno lavorativo. Nell'occasione l'ospitalita' di Castel d Ario non si limita alla preparazione di piu di dieci quintali di "bigoi" ma ogni anno vengono organizzati diversi spettacoli come sfilate di maschera d'epoca, giochi in piazza, lancio di palloncini da parte dei bambini delle scuole, annulli filatelici ecc.La consapevolezza di aver raggiunto il traguardo della 150mo anniversario della festa ci fa particolarmente attenti a ricordarne la nascita per sottolinearne l'interesse storico e culturale (convegni e ricerche storiche ) a farla piu' ricca di iniziative per onorare la pluriannuale continuita' nel tempo, a divulgarla presso coloro che non hanno avuto ancora l'opportunita'di conoscerla.come e' gia' stato sottolineato dalle trasmissioni televisive dalla RAI e da alti network ( TV, gionali locali e nazionali ) la " bigolada "e' una manifestazione unica che si riverbera oltre i confini provinciali (ultima in ordine di tempo una delegazione di Bari), capace di far ricordare ai contemporanei le radici della storia democratica, i primi raduni di braccianti, il motto " la boie ", le lotte organizzate rivestite in una festa singolare.